Litologia:
Carbonati, talora con marne, stratificati
Ambiente:
Depositi di piattaforma protetta
Età:
Giurassico sup. - Cretaceo inf.
Formazione:
Mb. di M.te Coste, Calcari di S. Don�
Ingresso naturale
Litologia:
Carbonati, talora con marne, stratificati
Ambiente:
Depositi di piattaforma protetta
Età:
Giurassico sup. - Cretaceo inf.
Formazione:
Mb. di M.te Coste, Calcari di S. Don�
Concrezioni:
No
Geosito ipogeo:
No
Presenza fossili:
No
Biologia
servizio di integrazioni al catasto grotte nel Sito Natura 2000 SIC IT3340006 “Carso Triestino e Goriziano”
e ZPS IT3341002 “Aree Carsiche della Venezia Giulia”
Durante la Grande Guerra la grotta venne ampiamente adoperata dai soldati Austro-Ungarici come ricovero, dove venne finemente adattata anche grazie alla costruzione d'una linea elettrica
Vincoli
Vincolo biodiversità:
Habitat 8310 - Grotte non ancora sfruttate a livello turistico (Allegato I della Dir. 92/43/CEE)
La cavità si apre con due imbocchi, dei quali uno è artificiale, a breve distanza dalla vetta del Monte Hermada; per raggiungerla si deve prendere l'ampia strada non asfaltata che dall'abitato di Ceroglie, in direzione Nord-Ovest, prosegue fino al Confine di Stato. Dopo circa 800m dal paese, la strada è attraversata dal sentiero segnato N.3 che si segue sulla sinistra, sul fianco del Monte Hermada, per altri 250m circa, finchè si vede, ancora sulla sinistra, una traccia di sentiero che risale direttamente il pendio del monte lungo la linea di massima pendenza. La traccia è fiancheggiata sulla destra da un muro a secco e termina sulla spalla Nord-Est del monte, dove passa un altro sentiero che sale alla cima più alta. Un centinaio di metri prima di questo incrocio si deve abbandonare la traccia sulla sinistra trovando, dopo una ventina di metri, i resti di trincee e camminamenti, presso i quali si apre la cavità. L'ingresso artificiale si trova più in basso rispetto a quello naturale, in una piccola depressione.
Descrizione dei vani interni della cavità
L'ingresso inferiore costituisce l'inizio di un corridoio scavato durante la prima guerra mondiale, il quale sbocca, dopo un percorso di un centinaio di metri, alla base della ripida china che scende dall'ingresso naturale. Da questo punto si sviluppa una bella galleria, nella quale si notano dei grandi gruppi colonnari, la quale si allarga presto in una spaziosa caverna; qui si aprono un breve passaggio artificiale ed una diramazione che durante la guerra è stata svuotata dall'argilla che la ostruiva, nell'intento di scoprire più vasti ambienti per il ricovero della truppa austriaca che presidiava il monte. Più avanti le dimensioni della cavità aumentano considerevolmente e la volta è ornata da massicce formazioni stalattitiche, mentre dei grandi muri in cemento formano due comodi ripiani collegati da rampe di scale che permettono di superare agevolmente un salto di 7m. La grotta ha termine con una successioni di basse cavernette concrezionate, unite da strettoie dal suolo argilloso.
La cavità è il relitto di un grande inghiottitoio ed in alcuni tratti si notano sulle pareti i segni ben conservati dell'antica attività idrica ed è stata scoperta casualmente durante la ricerca della misteriosa Caverna del Fuoco.
Storia della grotta durante la guerra e morfologia
Escursione nelle grotte di guerra del monte Ermada Gruppo Speleologico Flondar Club Alpinistico Triestino(2005) Biblioteca del CSR Tratto da:
in "Caverne naturali e artificiali della grande guerra", pag 95-96
Categorie:
Documentazione speleologica
Indici:
Guide e narrativa
Keyword:
grotta, guerra, ww1
Guida alle cavità naturali del carso triestino e goriziano utilizzate durante la prima guerra mondiale
Grotte della Grande Guerra Franco Gherlizza e Maurizio Radacich Club Alpinistico Triestino(2005) Biblioteca del CSR