Al suo interno racchiude un tempio dedicato al culto di Mitra in epoca romana, distrutto nei primi anni del V secolo.
Gli abitanti di Duino venivano annualmente nella caverna per praticare la caccia ai tassi che trovavano rifugio negli impraticabili passaggi sotto la volta, ora ostruiti dai materiali di scarto degli scavi archeologici. La scoperta del tempio mitraico ha suscitato, quindi, nei locali, grande meraviglia che ha fatto nascere una leggenda secondo la quale esistono le tracce di un antico sentiero lungo il quale veniva condotto alla caverna il toro destinato al sacrificio al Dio. Il sentiero, in effetti, esiste ma si tratta di un tracciato realizzato nel 1917 dall'esercito austroungarico, che aveva costruito nella zona un complesso sistema difensivo servito da un reticolo di mulattiere evidenziato e quindi ripristinato dal GS Flondar dopo il grande incendio del 30/08/2001.
Da "Spelaeus" di Franco Gherlizza ed Enrico Halupca: "Nel 1976 la Soprintendenza Archeologica di Trieste iniziava una consistente e sistematica campagna di ricerche, dapprima per liberare la cavità di tutte le macerie, successivamente per investigare i sottostanti livelli preistorici, ricchi di manufatti che andavano dall'età del ferro sino al neolitico. Scavi successivi, per lo più volti ad intaccare gli strati sottostanti, dettero alla luce resti appartenenti all'età del ferro, rappresentato da resti della cultura dei castellieri, Lubiana, Vucedol e ceramiche a Besenstrich. Al neolitico invece si associano dei vasi a fondo cavo, decorati con incisioni, pochi frammenti di ceramica impressa e due frammenti di vaso a bocca quadrata. Un ulteriore scavo, condotto sino all'antico pavimento stalagmitico, ha reso soltanto un radio ed un'ulna di Rhinoceros. Successivamente la cavità è stata sistemata ricostruendo il tempietto con i calchi delle lapidi, delle arette e dei due banconi laterali. Oggi questo risulta essere l'unico Mitreo in cavità esistente in Italia e quindi costituisce una rarità che andrebbe vieppiù valorizzat
Vincoli
Vincolo paesaggistico:
In avvio procedimento di tutela ambientale
Vincolo archeologico:
Si
Non sono presenti informazioni
Breve descrizione del percorso d'accesso
La grotta si trova in una piccola dolina dalle pareti scoscese. 50m a monte della superstrada. all'altezza del cimitero di Duino e di San Giovanni di Duino
Descrizione dei vani interni della cavità
La grotta fu scoperta nel 1963 da alcuni speleologi della Commissione Grotte; allora la grotta era ingombra di pietrame di grosse dimensioni che in qualche punto giungeva a toccare la volta
La descrizione che segue risale all'epoca delle prime esplorazioni ed è stata redatta da Mario Galli:
"Il primo ingresso è un ampio portale alto circa 1m e largo oltre 7m, diviso in due da un cumulo di grosse pietre. La seconda apertura è costituita da un foro strettissimo che si apre sull'orlo meridionale della dolina e che immette nella cavità con un pozzetto di 2,5m. La cavernetta, accessibile in qualche tratto con difficoltà a causa delle sue piccole dimensioni, è probabilmente il residuo di una cavità di proporzioni ben maggiori che ha subito un colossale riempimento di detriti; essa rappresenta la parte superiore di una galleria anticamente percorsa dalle acque, la cui parete ha ceduto in corrispondenza di qualche fratturazione, dando luogo all'attuale imbocco, ampliandosi con il succedersi dei fenomeni di crollo. Il suolo infatti è costituito da un grande cumulo di terra e pietra che in più punti raggiunge la volta, lievemente digradante verso la parete orientale, dove lascia, sotto volta, una fessura impenetrabile. Poche tozze concrezioni, in parte semisepolte, ornano la parte meridionale della cavità, dove più scomodo è l'accesso in quanto per alcuni metri la cavernetta è alta appena 30-50cm. La parte più spaziosa della cavità è quella settentrionale. Proseguendo oltre il cumulo di massi che divide in due l'entrata, si giunge in un vano di dimensioni più ridotte del precedente e che è la sua continuazione. Successivamente, superando un basso passaggio si giunge alla base del pozzetto menzionato." In considerazione del fatto che la grotta era ubicata in un'area già nota per la presenza di vestigia romane, e che quindi poteva rappresentare un interessante sito archeologico, venne iniziato lo sgombro del materiale detritico che riempiva quasi completamente la cavità. Durante i lavori di disostruzione la Commissione Grotte portò alla luce alcuni reperti attribuibili all'epoca romana e quindi i lavori vennero immediatamente sospesi; successivamente vennero ripresi dalla Sezione Scavi e Studi di Preistoria Carsica "R.Battaglia" della Commissione Grotte, limitatamente ad una zona di 5m x 2m situata sotto la parete sinistra (entrando), nella quale si erano trovati i reperti attribuibili all'epoca romana. I signori Stradi, Andreolotti e Gombassi della Commissione Grotte eseguirono alcuni scavi d'assaggio. Lo scavo venne approfondito nel suolo sottostante il detrito e furono rinvenuti numerosi resti archeologici tardoromani, tra i quali un pilastrino con un'iscrizione incompleta, vari frammenti di bassorilievo, resti di vasellame, numerose lucernette e 98 monete, in parte non classificabili per lo stato di deterioramento, e una pietra cubica di 50cm di lato, che rappresenta con tutta probabilità l'ara sulla quale avevano luogo i sacrifici. Constatata l'importanza dei ritrovamenti i lavori vennero sospesi e ne fu data relazione alla locale Soprintendenza ai Monumenti, Gallerie ed Antichità che riprese gli scavi senza però trovare reperti significativi; si rinvennero ancora alcuni piccoli frammenti della stele votiva ed altre monete, non diverse da quelle già raccolte. Tutto il materiale archeologico fu portato al nel Museo di Aquileia. Gli oggetti messi in luce hanno permesso di stabilire che la cavità ospitava un tempietto ipogeo dedicato al Dio Mithra, il cui culto si era diffuso nell'Impero tra la metà del III e la fine del IV secolo e le monete raccolte, tranne una più antica, si riferiscono appunto a tale periodo.
Al di sotto dello strato romano si estende un deposito preistorico intaccato con il livellamento del suolo all'epoca dell'adattamento a luogo di culto; i residui del cocciopesto che costituiva la pavimentazione inglobano infatti qualche resto ceramico dell'età dei castellieri. Con l'avvento del Cristianesimo e la proibizione dei culti pagani il tempio venne abbandonato e forse anche devastato e sulle rovine andarono a depositarsi, in quindici secoli, detriti e terreno organico. Nel corso della prima guerra mondiale tutte le cavità della zona subirono adattamenti di vario genere, ma fortunatamente la caverna venne a trovarsi, sia pur per pochi metri, al di là della linea difensiva austriaca che correva lungo la vicina ferrovia, sfuggendo in tal modo alla devastazione a cui andarono incontro altre grotte di interesse preistorico, come la Grotta Fioravante (411/939VG) e la Grotta di Visogliano (80/414VG). Negli anni 1971 e 1972, l'Istituto di Antichità Alto Adriatico effettuò nella parte meridionale della cavità un altro scavo, questa volta nell'intento di acquisire cognizioni sul deposito preistorico, la cui esistenza era stata accertata nel corso delle precedenti indagini. La successione stratigrafica ed i reperti risultarono analoghi a quelli messi in luce in altre grotte del Carso triestino e non furono rinvenuti quei livelli paleolitici che la particolare situazione della cavità aveva fatto ritenere probabili; la trincea ora si esaurisce in uno strato di crostoni stalagmitici ed argilla sterile alla profondità di circa 3m. Gli scavi praticati nella cavità hanno mutato radicalmente l'aspetto della medesima. Ne è risultato un ambiente più spazioso, ma con il materiale di scarto sono stati ostruiti molti passaggi laterali sotto parete, nei quali era possibile avanzare per un buon tratto in varie direzioni; la volta soprastante l'imbocco, giudicata pericolante, è stata fatta crollare con le mine, ottenendo così anche una maggiore illuminazione dell'antro. Attorno all'ingresso è stato eretto un recinto munito di un cancello per evitare gli scavi abusivi e le chiavi sono custodite dalla Soprintendenza.
Gruppo appartenenza: CGEB - Commissione Grotte Eugenio Boegan
Planimetria georiferita
La georeferenziazione della planimetria della cavità è comunque da intendersi indicativa, per l'accuratezza far riferimento alla scheda rilievi
Data dello scatto:
10/04/2015
Didascalia:
Targhetta o numero identificativo
Autore foto:
Gianni De Palo
Gruppo di appartenenza:
FLONDAR - Gruppo Speleologico Flondar
Data dello scatto:
10/04/2015
Didascalia:
Ingresso con numero identificativo
Autore foto:
Gianni De Palo
Gruppo di appartenenza:
FLONDAR - Gruppo Speleologico Flondar
Bibliografia
"Pietra verde, Neolitico e post Neolitico, Carso… lo stato della questione" 15 anni dopo Montagnari Kokelj M., Bernardini F. Museo Friulano di Storia Naturale(2016) Tratto da:
Gortania. Geologia, Paleontologia, Paletnologia, 37 (2015): 85-97, Udine
A distanza di quindici anni dalla pubblicazione della prima raccolta sistematica di dati sui reperti preistorici/protostorici in pietra verde (lame d’ascia, asce forate e altri manufatti in pietra levigata) provenienti da siti del Carso triestino viene presentata una nuova revisione dei materiali.
884 Friuli Venezia Giulia - Trieste - Duino-Aurisina (S. Giovanni al Timavo) - Grotta del Dio Mitra - Grotta del Mitreo V.G. n. 4204 Crismani A. Origines. Studi e materiali pubblicati a cura dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, Soprintendenza al Museo Preistorico Etnografico “L. Pigorini”(2004) Tratto da:
In: Fugazzola Delpino M., Pessina A., Tiné V. (a cura di): Il Neolitico in Italia. Ricognizione, catalogazione e pubblicazione dei dati bibliografici, archivistici, materiali e monumentali, 3: 95, Roma
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Antropospeleologia
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Archeologia
Breve scheda di sito con bibliografia.
Acijev spodmol pri Petrinjah, Slovenija / Die Höhle Acijev spodmol bei Petrinje, Slowenien Turk I., Bavdek A., Culiberg M., Sercelj A., Dirjec J., Pavlin P. Institut za Arheologijo (Ljubljana(1992) Tratto da:
Porocilo o raziskovanju paleolita, neolita in eneolita v Sloveniji, 20: 27-48, Ljubljana (Slo)
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Archeologia
Sono qui esposti i risultati dello scavo condotto nella grotta di Acijev spodmol. Nell'analisi delle ceramiche raccolte nello strato di epoca neolitica (Fase 1) vi sono numerosi confronti con manufatti rinvenuti in diverse cavità carsiche.
Alcune considerazioni sui depositi recenti di riempimento delle grotte carsiche Cannarella D.(1982) Tratto da:
In: Atti del V Convegno di Speleologia del Friuli Venezia Giulia (Trieste, 1981), 323-332, Trieste
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Archeologia
L'autore analizza la stratigrafia della grotta Azzurra, da lui indagata, mettendola a confronto con quella di altre cavità del Carso triestino.
Alcune osservazioni sul Gruppo Vlaška o Gruppo dei Vasi a Coppa del Carso triestino alla luce dei dati più recenti Montagnari Kokelj E. Atti delle Riunioni Scientifiche dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria(2002) Tratto da:
In: Preistoria e Protostoria del Trentino Alto Adige / Südtirol, in ricordo di Bernardino Bagolini, Atti della XXXIII Riunione Scientifica dell’IIPP (Trento, ottobre 1977), 33 (1): 351-361, Firenze
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Nel testo viene dato un riesame qualitativo e quantitativo del Neolitico locale noto come "Gruppo Vla
Archeologia del neolitico: l’Italia tra 6. e 4. millennio a.C. Pessina A. Carocci, Manuali Universitari(2008) Tratto da:
, 375 pp., Roma
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Archeologia
Nel manuale viene illustrato sul Neolitico in Italia. Sono citate alcune cavità del Carso triestino.
Brevi note sulle cavità con materiali preistorici dell’area centro-occidentale del Carso triestino (comune di Duino-Aurisina, provincia di Trieste, Italia nord-orientale) Montagnari Kokelj E.(2002) Tratto da:
Quaderni Giuliani di Storia, 23 (2): 255-274, Trieste
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Presentazione del Progetto C.R.I.G.A. che ha come scopo la revisione della documentazione e dei materiali raccolti nel corso dei numerosi scavi condotti, a partire dalla fine dell’Ottocento, in diverse cavità del Carso. Nel territorio del comune di Duino-Aurisina sono presenti circa 60 grotte di interesse archeologico. I siti documentano tutte le diverse fasi in cui si articola la preistoria del Carso triestino, dal Paleolitico inferiore, attestato nel riparo di Visogliano, all’Eneolitico/inizi dell’età del bronzo (ad esempio grotta del Mitreo e grotta dell’Edera). L’articolo si conclude con un’analisi dell’utilizzo cultuale e funerario di alcune cavità.
Catalogo delle cavità e dei ripari di interesse paletnologico e paleontologico sul Carso triestino Dante Cannarella Pacini(1977) Tratto da:
Atti della Società per la Preistoria e Protostoria della Regione F.V.G., 3, 1975- 1977, Pisa 1979: 47-124
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Archeologia
Considerazioni su alcune recenti pubblicazioni di preistoria del Friuli-Venezia Giulia Radmilli A.M. Società per la Preistoria e Protostoria della Regione Friuli-Venezia Giulia(1983) Tratto da:
Atti della Società per la Preistoria e Protostoria della Regione Friuli-Venezia Giulia, 4 (1978-1981): 73-88, Pisa
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Revisione critica di alcuni studi di ambito preistorico di recente pubblicazione aventi ad oggetto contesti archeologici regionali, con considerazioni anche più ampie, attinenti ai metodi e finalità della ricerca archeologica in sé. Dopo aver passato in rassegna numerosi studi relativi al Carso triestino, l'A. affronta il caso del castelliere di S. Quirino e la Grotta di Cladrecis, limitatamente alla questione della presenza di industrie di tradizione mesolitica in ambiti culturali dell'età del Bronzo. In relazione alla grotta di Cladrecis, l’A. ritiene in particolare che l’ipotesi interpretativa avanzata da altri studiosi, quella della persistenza di tradizioni mesolitiche precedenti motivata da ragioni economiche contestuali (la pratica venatoria) in virtù di un fenomeno di “attardamento”, non possa sussistere, presupponendo questa un “salto” cronologico che non tiene in debito conto le culture del Neolitico ed Eneolitico nel frattempo sviluppatesi.
Eneolitico e Carso triestino: dati e problemi aperti Montagnari Kokelj M., Bernardini F., Leghissa E. Civici Musei di Udine, Museo Archeologico e Museo Friulano di Storia Naturale. Lithostampa ed.(2020) Tratto da:
In: Muscio G., Visentini P. (a cura di), Antichi abitatori delle grotte in Friuli. La Preistoria nelle cavità delle Prealpi Giulie, Catalogo della Mostra, Castello di Udine marzo 2021- febbraio 2022, 211-225, Pasian di Prato (UD)
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Si ripercorre la storia delle ricerche succedutesi tra la fine dell’Ottocento e gli anni Ottanta del Novecento nelle numerose cavità (ca. 3100 grotte/inghiottitoi/ripari di cui almeno 180 con evidenze di tipo archeologico e/o paleontologico) del Carso triestino, rientrante nel cd. Carso Classico, in cui a finalità di tipo speleologico si unirono ben presto anche specifici interessi paletnologici. In molti casi i complessi di materiali emersi dagli scavi rimasero completamente inediti sino ai primi anni Novanta del secolo scorso, quando ebbe inizio la sistematica revisione e relativa pubblicazione dei materiali preistorici ma anche romani e medievali rinvenuti, oggi comprendente almeno 30 cavità. Dal momento che tra le finalità di tali revisioni vi era, insieme all’acquisizione di nuove conoscenze sulla cultura materiale, anche la comprensione delle dinamiche insediative attuatesi in area carsica in antico, negli stessi anni venne avviato un progetto geo-archeologico multidisciplinare denominato “Progetto Grotte” che portò, tra i principali esiti, alla realizzazione del “Catasto Ragionato Informatico delle Grotte Archeologiche” (o C.R.I.G.A.), dal 2011 reso accessibile in rete. In anni più recenti nell’area in oggetto hanno conosciuto interessanti sviluppi gli studi relativi ad uno specifico periodo della Preistoria, l’Eneolitico (IV-III millennio a.C.), durante il quale nel Carso triestino (come nel precedente Neolitico) sembrano sussistere, soprattutto in relazione alla produzione ceramica, numerosi e significativi confronti con le regioni orientali (Cultura di Vučedol, Cultura di Ljubljansko barje) più che con i contesti coevi dell’Italia settentrionale. Oltre a discutere criticamente le problematiche di ordine teorico-metodologico sottese all’inquadramento crono-culturale del periodo, ben esemplificate dalla ricostruzione della sequenza cronologica relativa basata sugli stili ceramici (vs periodi e culture archeologiche sensu Forenbaher 2018), l’A. sottolinea come la moderna ricerca archeologica non possa prescindere dal ricorso a nuovi metodi di studio basati sulle analisi archeometriche, in grado di consentire il superamento dei limiti conoscitivi imposti dall’applicazione del solo approccio tipologico-comparativo. I risultati delle analisi archeometriche condotte su specifiche classi di materiali del Carso triestino, le asce in pietra levigata e le coppe ceramiche su piede, hanno dimostrato la validità di tale approccio e aperto nuove prospettive alla ricerca.
Evidence of long distance connections at the edge of the Balkans: economic or symbolic value? Montagnari Kokelj E. BAR. British Archaeological Reports. International series. Archaeopress(2003) Tratto da:
In: Nikolova L. (ed.): Early Symbolic Systems for Communication Southeast Europe. Proceedings of the International Congress UISPP (Karlovo-Sofia, April 2002), 1139: 361-369, Oxford (UK)
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Archeologia
L'articolo esamina il ruolo rivestito dal territorio del Carso come mediatore nei contatti economici e culturali tra le regioni adiacenti ad esso, i Balcani, l'erea medio-danubina, l'Adriatico orientale e l'Italia settentrionale.Vengono citati o analizzati i depositi della grotta dell'Edera, della grotta del Pettirosso, del Mitreo e della grotta delle Gallerie.
Grotta del Mitreo Stacul G. Istituto per l'Enciclopedia del Friuli-Venezia Giulia(1983) Tratto da:
In: Preistoria del Caput Adriae, Catalogo della Mostra, Trieste 1983, 56-57, Udine
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Archeologia
Scheda di sito in cui viene illustrata la stratigrafia individuata nella cavità frequentata in modo continuativo dal Neolitico fino a età tardoantica.
I rinvenimenti nella grotta Alessandra (monte Ermada): nota preliminare Giovannini A. Comune di Duino Aurisina, Gruppo Speleologico Flondar(2001)
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Archeologia
Dopo una breve introduzione sulla storia delle ricerche condotte dal Moser nella cavità, vengono illustrati i ritrovamenti di numerosi frammenti di anfore tardo imperiali e di due gruzzoli di monete risalenti al IV-inizo V sec. d.C., probabili tesoretti occultati in un momento di pericolo. La frequentazione della grotta viene messa in relazione con il vicino Mitreo.
IV i III tys. do n.e. v Severnoy Italii: ot pozdnego neolita k epohe medi / The 4th Millennium B.C. in Northern Italy: aspects of the transition from Neolithic to Eneolithic Barfield L.H., Montagnari Kokelj E. Stratum plus(2000) Tratto da:
In: Manzura I. (ed.), Rozhdenie Evropy / The Birth of Europe, 2: 12-39, Kiinëv (RO)
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Archeologia
Nell'articolo vengono presi in esame gli elementi considerati più rappresentativi delle culture presenti in Italia tra il IV e il III millennio a.C.
Il Carso e il Friuli nell'ambito del neolitico dell'Italia settentrionale e dell'area balcanico-adriatica Bagolini B., Biagi P. Atti della Società per la Preistoria e Protostoria della Regione Friuli-Venezia Giulia(1983) Tratto da:
In:Atti del Convegno sulla Preistoria del Friuli-Venezia Giulia, Trieste, aprile 1981, 4 (1978-1981): 187-205, Pisa
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Antropospeleologia
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Archeologia
Sunto sul Neolitico dell'Italia settentrionale. Viene analizzato il ruolo del Carso e del Friuli come aree di mediazione tra le culture neolitche della Padania e della Dalmazia.
Il Carso triestino fra tardo Neolitico e Bronzo antico Montagnari Kokelj E. Atti delle Riunioni Scientifiche dell'Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria(1994) Tratto da:
In: Preistoria e Protostoria del Friuli-Venezia Giulia e dell'Istria, Atti XXIX Riunione Scientifica dell'IIPP (Trieste-Pordenone, settembre 1990), 29: 71-89, Firenze
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Antropospeleologia
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Archeologia
La studiosa propone una revisione dei complessi del Carso triestino che hanno restituito materiali inquadrabili tra tardo Neolitico e Bronzo Antico. Da segnalare le coppe su piede decorate a impressione o con cordoni applicati.
Il Mitreo al Timavo Lino Monaco (1990) Biblioteca del CSR Tratto da:
La nostra speleologia anno 1990
Indici:
Guide e narrativa, Leggende, folklore, culto
Descrizione e storia della cavità, posizione topografica e il racconto sul Dio Mitra
Il Neolitico della Venezia Giulia Radmilli A.M. Atti delle Riunioni Scientifiche dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria(1987) Tratto da:
In: Il Neolitico in Italia. Atti della XXVI Riunione Scientifica dell’IIPP (Firenze, novembre 1985), 26: 183-187, Firenze
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Antropospeleologia
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Archeologia
Analisi generale sui ritrovamenti di interesse archeologico effettuali nelle grotte del Carso triestino.
Il tempietto ipogeo del dio Mitra al Timavo Pross Gabrielli G. Società di Minerva(1975) Tratto da:
Archeografo Triestino, s. 4, 35: 5-34, Trieste
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Archeologia
Analisi del sito e proposta di ricostruzione del luogo di culto ipogeo di epoca romana.
Il territorio sudorientale di Aquileia Maselli Scotti F. Edizioni Quasar(1979) Tratto da:
Antichità AltoAdriatiche, 15: 345-381, Udine
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Archeologia
L'articolo prende in esame il territorio compreso tra Tergeste e le foci del Timavo, dove numerose sono le attestazioni della presenza romana. Tra i siti presi in esame vi sono anche quelli rilevati nelle grotte carsiche. Ampio spazio viene dato all'analisi del Mitreo.
Illustrazione di scavi recenti. Grotta del Mitreo Stacul G. Comune di Trieste(1977) Tratto da:
In: Preistoria del Caput Adriae. Ricerche, primi risultati, nuove scoperte, restauri, Catalogo della Mostra, Trieste 1977, 28, Trieste
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Archeologia
Breve nota sui risultati degli scavi condotti tra il 1971 e il 1972. Le indagini hanno permesso di ricostruire una sequenza cronologica che va dal Neolitico all'epoca tardoantica.
Kontinuiteta v razvoju prazgodovinske keramike na Krasu in v sosedstvu / Die Kontinuität der Entwicklung der vorgeschichtlichen Keramik auf dem Karst und in dessen Nachbarschaft Harej Z. Institut za Arheologijo (Ljubljana(1988) Tratto da:
Poročilo o raziskovanju paleolita, neolita in eneolita v Sloveniji, 16: 77-80, Ljubljana (Slo)
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Archeologia
Nell'artcolo sulla continuità dei tipi ceramici tra Neolitico ed Eneolitico in area carsica sono citate anche alcune cavità del Carso triestino.
L'Eneolitico Stacul G. Istituto per l'Enciclopedia del Friuli-Venezia Giulia(1983)
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Archeologia
Nell'inquadramento generale sull'Eneolitico vengono presentati come "fossile guida" alcuni motivi ornamentali presenti su ceramiche rinvenute nelle grotte dei Ciclami, del Pettirosso, del Pettine, Cotariova, dell'Ansa e in quella del Mitreo.
La grotta del Mitreo nel Carso triestino Montagnari Kokelj E., Crismani A. Società per la Preistoria e Protostoria della Regione Friuli-Venezia Giulia(1997) Tratto da:
Atti della Società per la Preistoria e Protostoria della Regione Friuli-Venezia Giulia, 10 (1996): 7-98, Trieste
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Antropospeleologia
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Archeologia
Nell'articolo vengono presi in esame i materiali pre-protostorici recuperati durante le numerose campagne di scavo condotte negli anni Sessanta e Settanta nella cavità. In essa risultano documentati, con soluzione di continuità, tutti i periodi dal Neolitico all'età del ferro. Particolarmente interessanti i materiali inquadrabili tra tardo Eneolitico e Bronzo antico.
La grotta del Mitreo presso San Giovanni di Duino Stacul G. Edizioni Quasar(1976) Tratto da:
Antichità AltoAdriatiche, 10: 29-38, Udine
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Archeologia
L'autore presenta brevemente la cronistoria delle ricerche condotte nella grotta e illustra alcuni dei reperti portati alla luce durante le indagini condotte tra il 1971 e il 1972. Si ttratta di manufatti e resti di fauna riferibili alle varie epoche di frequentazione del sito, comprese tra l'epoca neolitica e quella romana.
La ricerca dei siti pre e protostorici della regione Ruaro-Loseri L. Istituto per l'Enciclopedia del Friuli-Venezia Giulia(1984)
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Panoramica sullo stato delle ricerche nei siti pre- e protostorici del Friuli-Venezia Giulia. Tra i contesti del Friuli oggetto di indagini sistematiche in anni recenti vengono menzionati, oltre a diverse stazioni all'aperto, anche le Grotte Verdi di Pradis e il Riparo di Biarzo. Nella discussione l'A. fa anche riferimento al più ampio quadro delle problematiche legislative connesse agli aspetti organizzativi delle ricerche territoriali e a quelle inerenti la tutela e la conservazione del patrimonio archeologico verificatesi a seguito della recente istituzione (dal gennaio 1982) di una Soprintendenza archeologica operativa a livello regionale.
Lacus Timavi - Le ricerche speleologiche Guidi P., Torelli L. Commissione Grotte “Eugenio Boegan”(2017) Tratto da:
Atti e Memorie della Commissione Grotte “Eugenio Boegan”, 47 : 109-134, Trieste
Breve storia delle ricerche speleologiche condotte nella zona delle fonti del Timavo, dagli inizi (1899) al primo decennio del XXI secolo, che hanno portato un notevole contributo alla conoscenza del fenomeno carsico ipogeo della zona. Vengono inoltre fornite indicazioni di interesse storico-archeologico. Chiudono il lavoro cenni descrittivi delle cavità che vi si aprono e un’essenziale bibliografia di riferimento.
Le Karst et les Alpes d’Italie nord-orientale: éléments pour une reconstruction de l’évolution culturelle au cours de la préhistoire récente Montagnari Kokelj M., Bernardini F., Boscarol C., Velušček A. BAR. British Archaeological Reports. International series. Archaeopress(2013)
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Archeologia
Nel contributo si offre una sintesi degli studi interdisciplinari condotti a partire dagli anni 1990 nei territori posti all’estremità dell'Italia nord-orientale, corrispondenti al Carso classico (triestino e goriziano), Prealpi/Alpi Giulie e Carniche e Alpi di Tolmezzo in cui complessa risulta la ricostruzione delle dinamiche culturali attive nel corso della Preistoria recente (VI-inizi II millennio a.C.), priva di sequenze crono-culturali definite e strutturate per ragioni ricondotte sia alle differenze fisiografiche dei vari territori che alla storia delle ricerche archeologiche. L’individuazione di alcune tematiche trasversali, quali la circolazione di materiali esotici (litici in particolare), la viabilità e l’economia pastorale di lunga durata hanno però consentito di superare tale frammentazione e di tracciare delle interconnessioni tra questi territori geograficamente distinti, individuando alcuni tratti comuni nell’evoluzione culturale. Nella discussione sono presenti specifici riferimenti ad alcuni siti in grotta (Velika Jama, Šuošteriova Jama, Grotta di Cladrecis e Riparo di Biarzo) compresi tra i principali contesti di riferimento per la ricostruzione delle fasi di evoluzione culturale delle Valli del Natisone tra Neolitico ed Età del Bronzo e per la definizione dei contatti e scambi (a breve, media e anche lunga distanza) nel tempo intercorsi sia a livello regionale che extra-regionale.
Le asce forate del Friuli Venezia Giulia D’Amico C., Ghedini M., Micheli R., Montagnari Kokelj E., Omega ed.(1996) Tratto da:
In: Venturino Gambari M. (a cura di): Le vie della pietra verde. L’industria pietra levigata nella preistoria dell’Italia settentrionale, Catalogo della Mostra (Torino-Alba 1996), 229-238, Torino
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Archeologia
Nel contributo vengono presentate le asce forate note del Friuli Venezia Giulia e i loro contesti di ritrovamento, una prima ipotesi di catalogazione su base tipologica e i risultati preliminari delle analisi litologiche. Tra le asce prese in esame ci sono alcune provenienti, spesso da contesto stratigrafico dubbio, da grotte del Carso triestino (grotta delle Gallerie, grotta Gigante, grotta Sottomonte, grotta dei Ciclami, grotta Cotariova, grotta Azzurra e grotta del Mitreo).
Lineamenti della preistoria del Carso triestino dal Neolitico alla prima età dei metalli Steffè De Piero G.(1978) Tratto da:
Quaderni di storia antica e di epigrafia, II, 5-30, Roma
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Archeologia
Sulla base dello stato deglle ricerche dell'epoca viene delineato un quadro dei più antichi orizzonti cronologici documentati nelle grotte carsiche. Lo studio è focalizzato sull'annalisi delle ceramiche rinvenute nei depositi di alcune cavità.
Meat or milk? Neolithic economies of Caput Adriae Mlekuž D. Museo Friulano di Storia Naturale ed.(2006)
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Il contributo propone un'interpretazione della curva di abbattimento per il campione faunistico dei siti carsici di grotta dell'Edera, grotta del Mitreo, grotta dei Ciclami e grotta degli Zingari. L'autore ritiene che il modello economico del Neolitico Medio sia relativamente semplice e teso al consumo della carne, mentre nel Tardoneolitico e nell'Eneolitico/Bronzo Antico ci sarebbe una tendenza verso l'ottimizzazione della produzione della carne, all'interno di un allevamento diversificato in cui il bestiame costituisce anche una probabile fonte di latte.
Mitreo presso Duino Ventura P.(2020) Tratto da:
In: Maggi P., Merlatti R., Petrucci G. (a cura di), SottoMonfalcone. Alla scoperta della città e del territorio tra Timavo e Isonzo, 66-67, Trieste
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Scheda di sito ad interesse storico-archeologico; viene illustrato in particolare l'utilizzo della cavità in epoca romana come luogo di culto del dio Mithra.
Neolithisation of the Karst Fabec T. Inštitut za arheologijo ZRC SAZU(2003) Tratto da:
Arheološki Vestnik, 54: 73-122, Ljubljana (Slo)
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L'autore, nel suo articolo, presenta la questione della neolitizzazione del Carso sulla base dei dati editi, presentando i dati storico-archeologici e ambientali.
Neolitico dei Vasi a coppa/Vlaška (Carso triestino, Italia nord orientale): vecchi dati e nuovi studi sulla ceramica Montagnari Kokelj E., Boscarol C., Jurišević E. Commissione Grotte “Eugenio Boegan”(2011) Tratto da:
Atti e Memorie della Commissione Grotte “Eugenio Boegan”, 43: 169-189, Trieste
Nel contributo si presentano i risultati preliminari di uno studio nel quale sono stati presi in esame la funzione, l'aspetto simbolico e l'inquadramento cronologico del vasi a coppa. Tali oggetti sono i manufatti del Neolitico antico-medio più diffusi nelle grotte del Carso triestino.
Note sui resti di fauna da giacimenti del Carso nella tarda preistoria Steffè De Piero G. Provincia di Gorizia(1979) Tratto da:
In: Atti del Convegno “Le età del Bronzo e del Ferro nell’Isontino" (Gorizia, giugno 1977), 97-101, Gorizia
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Nella breve nota vengono illustrate alcune significative costanti che emergono dal confronto dei dati faunistici provenienti da diversi siti del Carso triestino: grotta Azzurra, grotta dei Ciclami e grotta del Mitreo.
Note sui resti faunistici raccolti nella grotta del Mitreo (Carso triestino) Steffè De Piero G.(1978) Tratto da:
Quaderni di storia antica e di epigrafia, II, 31-38, Roma
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Nell'articolo si presentano le faune rinvenute negli scavi condotti negli anni Settanta nella grotta del Mitreo. I livelli presi in esame coprono un arco cronologico che va dal Neolitico all'età del bronzo e documentano l'evoluzione dello sfruttamento delle risorse: pastorizia, raccolta dei molluschi (soprattutto in epoca neolitica), caccia e pesca.
Opredelitev neolitske in eneolitske keramike iz jamskih najdišć jugovzhodnega alpskega prostora / Die Zeitstellung der neo- und äneolithischen Keramik aus den Karsthöhlen des Südostalpenraumes Leben F. Inštitut za arheologijo ZRC SAZU(1975) Tratto da:
Arheološki Vestnik, 24 (1973): 145-160, Ljubjana (Slo)
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Nell'articolo vengono prese in esame anche ceramiche neolitiche rinvenute in grotte carsiche (Grotta Gigante, dell'Orso, Azzurra, Caterina, del Pettirosso, delle Gallerie, Teresiana, delle Tre Querce, dei Ciclami, degli Zingari, del Mitreo, della Tartaruga e dell'Edera.
Orizzonti ceramici prima dei castellieri: problemi d’inquadramento cronologico-culturale Stacul G. Istituto per l'Enciclopedia del Friuli-Venezia Giulia(1984) Tratto da:
In: Atti del Conv. Int. "Preistoria del Caput Adriae", Trieste novembre 1983, 51-53, Udine
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Anali delle problematiche inerenti lo studio e l'inquadramento storico-culturale delle ceramiche delle grotte carsiche tra Neolitico ed età del bronzo.
Pietra verde, Neolitico e post-Neolitico, Carso e Friuli (Italia nord-orientale): lo stato della questione Montagnari Kokelj E. Commissione Grotte “Eugenio Boegan”(2001) Tratto da:
Atti e Memorie della Commissione Grotte “Eugenio Boegan”, 38 (2000): 71-86, Trieste
Viene presentato lo stato della ricerca sulle asce lavorate in pietra verde. Dopo le analisi petrografiche, condotte su alcuni esemplari, è stato possibile formulare l'ipotesi che tra Neolitico e post-Neoliticoci fu un netto cambiamento delle fonti di approvvigionamento.
Podmol pri Kastelcu - novo vecplastno archeolosko najdisce na Krasu, Slovenija Turk I., Modrijan Z., Prus T., Culiberg M., Sercelj A., Perko V., Dirjec J., Pavlin P. Inštitut za arheologijo ZRC SAZU(1993) Tratto da:
Arheološki Vestnik, 44: 45-96, Ljubljana (Slo)
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Per le fasi più antiche di frequentazione della grotta slovena (fasi 1-3) vengono portate a confronto numerose cavità del Carso triestino.
Postilla sul Mitreo Stacul G. Museo Civico di Storia Naturale di Trieste(1989) Tratto da:
Atti dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste,, 15 (1985-1987): 57-60, Trieste
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Viene ripresa la contestualizzazione dei depositi del Mitreo in contrapposizione ad alcune critiche e perplessità formulate da Radmilli.
Recenti scavi nel Carso triestino Stacul G. Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria(1973)
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L'autore presenta una breve relazione sulle indagini condotte nella grotta del MItreo agli iniz degli anni Settanta. Nell'articolo viene pubblicato materiale neolitico ed eneolito rinvenuto nella cavità ascrivibile all'orizzonte di Danilo in Dalmazia. Sono citati alcuni manufatti provenienti dalla grotta Teresiana e da quella dei Ciclami.
Relazione sul rinvenimento dei resti di un Mitreo durante la disostruzione della cavità n. 4204 presso le risorgive del Timavo Andreolotti S., Duda S., Faraone E., Gambassi G., Osensa A., Stradi F. Commissione Grotte “Eugenio Boegan”(1966) Tratto da:
Atti e Memorie della Commissione Grotte “Eugenio Boegan”, 5 (1965): 19-27, Trieste
Nell'articolo vengono illustrati la scoperta e il rinvenimento di materiali in una grotta identificata come Mitreo per la presenza di iscrizioni e numerosi oggetti di epoca romana, tra cui una grande quantità di lucerne e monete, riconducibili al culto di tale divinità.
Resti di fauna dai livelli neolitici e post-neolitici della grotta del Mitreo nel Carso Triestino (scavi 1967) Petrucci G. Società per la Preistoria e Protostoria della Regione Friuli-Venezia Giulia(1997) Tratto da:
Atti della Società per la Preistoria e Protostoria della Regione Friuli-Venezia Giulia, 10 (1996): 99-118, Trieste
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Nello studio vengono esaminate le faune provenienti dai livelli neolitici e da quelli post-neolitici indagati nel 1967 nella grotta del Mitreo. L'analisi fa ritenere che la cavità venne frequentata da genti dedite alla pastorizia, data la gra quantità di resti di caprovini rispetto alle altre specie domestiche.La caccia era scarsamente praticata mente è documentata la raccolta di molluschi marini.
Scavo presso la grotta del Mitreo presso San Giovanni al Timavo Stacul G. Museo Civico di Storia Naturale di Trieste(1972) Tratto da:
Atti dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste, 7: 35-60, Trieste
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Nell'articolo viene illustrato lo scavo condotto nella grotta del Mitreo e in particolare vengono trattati gli strati relativi al periodo preistorico.
Some Comments on the Vlaška Group or “Gruppo dei Vasi a Coppa” of the Trieste Karst in the light of recent data Montagnari Kokelj E. Preistoria Alpina(2001) Tratto da:
In: Preistoria e Protostoria del Trentino Alto Adige / Südtirol, in ricordo di Bernardino Bagolini, Atti della XXXIII Riunione Scientifica dell’IIPP. Sessione unica. Sessione I (Trento, ottobre 1977), 34 (1998): 245-251, Trento
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Recenti revisioni sistematiche di complessi ceramici provenienti da vecchi scavi consentono di attuare una revisione qualitativa e quantitativa del Neolitico carsico, noto come "Gruppo Vla
Storia, natura e speleologia sul carso di Duino AA. VV. Gruppo Speleologico Flondar(2004) Biblioteca del CSR
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Storia della speleologia, Topografia e rilievo
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Grotta del Mitreo, Grotta del dio Mitra, Francesco Stradi
Scoperta nel 1963, al suo interno racchiude un tempio dedicato al culto di Mitra in epoca romana, distrutto nei primi anni del V secolo.
Sviluppi culturali del Carso Classico durante la pre-protostoria. Introduzione ai progetti di ricerca recenti e in corso Montagnari Kokelj M. Notiziario della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia(2013) Tratto da:
In: De Laurenzi A., Petrucci G., Ventura P. (a cura di), Atti del I Forum sulla ricerca archeologica in Friuli Venezia Giulia, Aquileia 28-29 gennaio 2011 , 5: 3, Firenze
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Introduzione ai progetti di ricerca sviluppati a partire dagli anni Novanta dall'Università degli Studi di Trieste e breve stora delle ricerche condotte dalla medesima università nelle grotte del Carso triestino.
Testimonianze sacre e profane negli ipogei naturali e artificiali del FVG (grotte votive ) Franco Gherlizza Club alpinistico triestino- gruppo grotte(2017) Biblioteca del CSR Tratto da:
La nostra speleologia 2017
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Dio Mithra, mitreo, luogo di culto
In questa caverna sono stati evidenziati i resti dell'istallazione di un mitreo, ossia un luogo di culto dedicato al dio Mithra.
The prehistoric caves of the Trieste Karst (northeastern Italy): homes, stables, cemeteries? Montagnari Kokelj E. Reports of Prehistoric Research Projects(2002) Tratto da:
In: Material evidence and cultural pattern in prehistory, 5 (2001): 13-17, Karlovo (BG)
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Nell'articolo si prende in esame l'evoluzione dal Mesolitico all'Eneolitico/età del bronzo ricostruibile dai dati della cultura materiale delle grotte del Carso triestino ed in particolare dall'analisi tipologica delle ceramiche.
Typology is not enough. How archaeological science contributes to a better reconstruction of the Copper Age/Early Bronze Age in the Caput Adriae and beyond Montagnari Kokelj M., Leghissa E., Bernardini F. Tracce. Itinerari di ricerca, Forum ed.(2020)
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Nell'articolo sono presentati i risultati degli studi più rcenti su reperti ceramici delle grotte carsiche (ad es. le coppe con croce sul fondo) condotti con analisi scientifiche tradizionali ma anche innovative, frutto di collaborazioni tra enti scintifici italiani e stranieri. È stato così possibile acquisire nuovi dati sulle probabili connsessioni del Carso con regioni più o meno lontane, tra il Neolitico e l'età del bronzo antico.
Un nuovo dato di cronologia assoluta nel quadro culturale del Mesolitico e del primo Neolitico del Carso triestino Boschian G. Museo Civico di Storia Naturale di Trieste(1989)
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L'articolo prende in esame il deposito della grotta dell'Edera ed in particolare le analisi al C14 condotte su un campione di gusci di molluschi del genere Patella provenienti dal taglio 5b/1.
Venezia Giulia Cannarella D. Sansoni ed.(1975) Tratto da:
In: Radmilli A. M., Guida della Preistoria Italiana, 3-9, Firenze
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Nella rassegna delle principali stazioni preistoriche (all'aperto e in grotta) della regione, oltre ai numerosi contesti prevalentemente ipogei del Carso triestino, l'A. menziona, per il Friuli, le Grotte Verdi di Pradis ed alcune stazioni all'aperto. Materiali preistorici e reperti faunistici provenienti da cavità carsiche non meglio identificate nel testo, vengono mezionati come parte delle collezioni del Museo Friulano di Storia Naturale di Udine.
Venezia Giulia (north-eastern Italy) and central and western Slovenia in the “Late Neolithic” Grief T., Montagnari Kokelj E. Museo archeologico del Friuli occidentale(2002) Tratto da:
In: A. Ferrari, P. Visentini, Il declino del mondo neolitico: ricerche in Italia centro-settentrionale fra aspetti peninsulari, occidentali e nord-alpini : atti del convegno : Pordenone 5-7 aprile 2001, 4:177-186, Pordenone
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Studio sul declino del mondo neolitico con introduzione di una breve sintesi sullo stato attuale delle conoscenze. Le autrici confrontano i metodi di ricerca, i dati disponibili, e le interpretazioni proposte per ciascuna area, valutando la presenza di elementi simili. Nella tavole dei materiali sono presenti reperti dalle grotte delle Gallerie, dei Ciclami e dal Mitreo.