Litologia:
Carbonati, talora con marne, stratificati
Ambiente:
Depositi di piattaforma protetta
Età:
Giurassico sup. - Cretaceo inf.
Formazione:
Mb. di M.te Coste, Calcari di S. Don�
Ingresso 2
Litologia:
Carbonati, talora con marne, stratificati
Ambiente:
Depositi di piattaforma protetta
Età:
Giurassico sup. - Cretaceo inf.
Formazione:
Mb. di M.te Coste, Calcari di S. Don�
Litologia
Calcare
Dolomia
Breccia
Depositi
fango
Concrezioni:
Si
Geosito ipogeo:
No
Presenza fossili:
No
Biologia
servizio di integrazioni al catasto grotte nel Sito Natura 2000 SIC IT3340006 “Carso Triestino e Goriziano”
e ZPS IT3341002 “Aree Carsiche della Venezia Giulia”
La grotta venne usata dai soldati per rifornimento idrico.
Vincoli
Vincolo paesaggistico:
Segnalata alla Regione per futura tutela
Vincolo biodiversità:
Habitat 8310 - Grotte non ancora sfruttate a livello turistico (Allegato I della Dir. 92/43/CEE)
Non sono presenti informazioni
Descrizione dei vani interni della cavità
Questa importante cavità era nota da lungo tempo agli abitanti di Brje (Boriano), ma la prima visita di cui si ha notizia certa è quella effettuata nel 1898 dalla Società Alpina delle Giulie; l'anno successivo Giuseppe Sillani ne effettuò il rilievo e nell'ultima sala sono ancora visibili le sigle e la data tracciate in quella occasione.
Con l'arretramento del confine italo-jugoslavo la grotta venne considerata perduta e appena nel 1959 si accertò che l'ingresso era tuttora in territorio italiano, sia pur per pochi metri: l'accedervi però richiese molta attenzione e per non valicare la linea di confine è necessario scendere per una scarpata laterale coperta da rovi, mantenendosi al di qua del paletto di confine.
L'attuale imbocco non è quello scavato dalle acque che hanno formato la caverna e si è aperto in epoca successiva sul fianco della stessa; una volta entrati si percorre un ambiente spazioso, dal suolo in ripida discesa, nel quale si intravedono subito ricche formazioni calcitiche e massi di crollo. Dopo un tratto ascendente la cavità continua con una tetra galleria interamente occupata da un caotico accumulo di blocchi enormi e lastre staccatesi dalle pareti e dalle volte, sui quali si procede con cautela in leggera discesa. Il materiale di frana si esaurisce in corrispondenza di una stozzatura, al di là della quale la grotta muta completamente aspetto: il suolo diviene orizzontale ed è costituito da un crostello stalagmitico, nel quale sprofonda una cavità a forma di marmitta che è possibile aggirare lateralmente. Più avanti le dimensioni della cavità aumentano e le concrezioni coprono ogni anfratto, creando sul pavimento dei grandi bacini colmi di limpidissima acqua. Superati altri due pilastri che formano una specie di portale, si entra in una grande caverna nella quale si ergono, sul lato destro, numerosi ed imponenti gruppi colonnari e stalagmitici che digradano verso la parete Sud. Nella parte terminale della sala si nota che il crostone calcitico è stato spezzato, incontrando un banco di argilla che è stato scavato per qualche metro, nel tentativo di scoprire altri vani. Lo scavo è stato effettuato nel corso della prima guerra mondiale ed infatti sulle concrezioni vi sono varie sigle e date degli anni tra il 1914 ed il 1917, durante i quali gli austriaci considerarono la possibilità di adattare la grotta a ricovero militare, come venne fatto per altre caverne vicine, tra le quali la Grotta di Ternovizza.
Il nome sloveno (Jama Vodnica = Grotta dell'Acqua) suggerisce l'ipotesi che gli abitanti dei vicini paesi vi si recassero in occasione delle grandi siccità ad attingere le fresche ed abbondanti acque delle vasche alimentate da un costante stillicidio e da modeste infiltrazioni. Va notato ancora il fatto singolare che la grotta procede nel suo sviluppo parallela al fianco della collina, mentre il camino che raggiungeva la superficie, notato dal Sillani, è ora ostruito.
CGEB 2004:
Si è provveduto ad aggiornare il rilievo in seguito all’apertura del secondo ingresso a pozzo, già segnalato dal Sillani nel 1898. Quest’ultimo si apre in Slovenia a 2 metri di distanza da una colonnina confinaria, sotto il governo jugoslavo è sempre stato chiuso da massi e anche attualmente risulta troppo stretto per essere accessibile. E’ possibile però calare una corda e con essa risalire il pozzo che misura 7,5 m. Per l’occasione è stata rilevata pure una cavernetta che si sviluppa sotto la galleria principale, una decina di metri più avanti rispetto a tale secondo ingresso.
Descrizione speleologica della storia della grotta nel corso della Grande Guerra.
Grotte di guerra sul carso - Itinerari ipogei in alcune grotte della grande guerra sul carso triestino e goriziano Franco Gherlizza il piccolo(2011) Biblioteca del CSR
Nell’articolo vengono riportate le caratteristiche di 43 minerali di grotta finora identificati nel Friuli Venezia Giulia. Sono compresi in queste classi: ossidi e idrossidi, carbonati, solfati, fosfati, silicati. Le principali scoperte sono state effettuate a partire dal 1984, grazie soprattutto all’uso della diffrattometria a raggi X. Alcuni ritrovamenti sono stati i primi in Italia. Queste ricerche hanno dimostrato che nelle grotte sono presenti più fasi mineralogiche di quanto si ritenesse in passato. Il ritrovamento di questi minerali, pertanto, porta un utile contributo alla conoscenza del carsismo sotterraneo, poiché sono il prodotto di reazioni chimiche qui avvenute, inoltre, spesso sono stabili solo in determinate condizioni ambientali.
La Grotta di Boriano (Grotta dell'Acqua) 125/135VG nel Carso Triestino Elisabetta Predebon Società di Studi Carsici Lindner(2012) Biblioteca Statale Isontina - Gorizia Tratto da:
in Studi e Ricerche, num. unico, anno 2011, v. 7, pp. 39-59
Nell'articolo sono stati trattati questi temi: dati catastali e itinerario, storia, geologia, descrizione morfologica, mineralogia, microclima e speleobiologia
Collocazione Biblioteca Statale Isontina - Gorizia: PER A.00 00490 2011
La Grotta di Boriano 125/135 VG nel Carso Triestino: alcune caratteristiche fisiche e chimiche delle acque contenute nelle "concrezioni a vasca" (gours) Damiano Cancian, Ugo Stocker Società di Studi Carsici "A.F. Lindner"(2012) Biblioteca Statale Isontina - Gorizia Tratto da:
in "Studi e Ricerche", num. unico 2011, v. 7. pp. 11-24,
Keyword:
Grotta di Boriano, Grotta dell'Acqua, vaschette, chimica acque
Descrizione della grotta, degli scopi della ricerca, dei materiali e metodi usati. Presenti foto e numerose piante e sezioni delle vaschette. Descrizione delle morfologia delle vaschette e le caratteristiche chimico-fisiche delle acque analizzate: temperatura dell'acqua, conduttività, durezze KH e GH, anidride carbonica libera.
In 9 vasche e in un campione di acqua di percolazione sono stati determinati questi parametri: temperatura, conduttività, pH, durezza carbonatica KH, durezza totale GH, anidride carbonica libera, nitriti, nitrati, fosfati. Le acque sono medio-dure, leggermente incrostanti o in sostanziale equilibrio nel sistema KH-CO2-pH. Il pH era compreso tra 7,4 e 7,6 e la concentrazione di CO2 tra 5,5 e 9,0 mg/l
Collocazione nella Biblioteca Statale Isontina - Gorizia: PER A.00 00490 2011
La vita all'interno delle grotte: note sui vegetali della grotta dell'acqua M. Castello, A. Rustici, M. Tentor Gruppo Speleologico Monfalconese Amici del Fante(2011) Biblioteca del CSR Tratto da:
Natura nascosta. Notiziario di paleontologia, geologia e speleologia. N.42
Categorie:
Biospeleologia
Indici:
Botanica
Keyword:
vegetazione, Grotta di Boriano,
L'articolo tratta la vegetazione e la vita all'interno della grotta dell'Acqua
Pisoliti nella Grotta di Boriano 125/135 VG nel Carso Triestino Graziano Cancian Società di Studi Carsici "A.F. Lindner"(2012) Biblioteca Statale Isontina - Gorizia Tratto da:
Studi e Ricerche, num. unico 2011, v. 7, pp. 25-38, Società di Studi Carsici Lindner
Keyword:
Grotta di Boriano, Grotta dell'acqua, pisoliti. mineralogia, granulometria, morfometria
Sono stati studiati tre depositi di pisoliti tramite analisi morfometriche, granulometriche, mineralogiche e osservazioni al microscopio. Il primo si trova vicino all'ingresso, sembra più antico ed è diverso da quelli più interni. La superficie è liscia e il ricoprimento è dato da strati concentrici di calcite biancastra, per uno spessore di pochi millimetri soltanto, mentre il nucleo è formato da frammenti di calcare nerastro o da limo argilloso di colore grigio verde, dalla composizione mineralogica diversa dalle "terre rosse" del Carso. Gli altri due depositi si trovano nella parte più interna, entro vaschette. Hanno una superficie ruvida e colore marroncino. Il nucleo è costituito da frammenti di calcite, ma in uno dei due depositi è formato da sostanza carboniosa nera. Nell'altro, invece, questa sostanza forma qualche banda scura nei vari livelli di accrescimento calcitico.
Prime grotte Franco Gherlizza Club Alpinistico Triestino(2017) Biblioteca del CSR
Categorie:
Documentazione speleologica
Indici:
Guide e narrativa
Keyword:
Boriano, Archeologia, Territorio
Descrizione grotta e geostoria. Ritrovamenti archeologici.
Agenda
Data:
04/03/2023
Durata:
1 h
Scopo:
Visita
Gruppo appartenenza:
LINDNER - Società di Studi Carsici Antonio Federico Lindner
Nominativi:
Luca Rapotec, Debora Turolla Turatti
Note:
Totale assenza di acqua.
Data:
06/04/2024
Durata:
1 h
Scopo:
Introduzione all'ambiente di grotta
Gruppo appartenenza:
CRC SEPP. - Centro Ricerche Carsiche Carlo Seppenhofer
Descrizione file:
Damiano Cancian Ugo Stocker La grotta di Boriano Alcune caratteristiche fisiche e chimiche delle acque contenute nelle concrezioni a vasca. Da Studi e ricerche numero unico 2011