La grotta si apre lungo il Rio Ravedosa, sul fianco del Monte Piccat, poco sopra il paese di Prestento, nella brecciola calcarea eocenica
Descrizione dei vani interni della cavità
Consta essenzialmente di un corridoio abbastanza uniforme, lungo 160m, e percorso da un ruscelletto che ha origine nella parte più fonda della galleria. Il primo tratto, alto 5-6m, si percorre senza dover passare sull'acqua; verso la metà invece, dopo un allargamento, bisogna avanzare nell'acqua, che in qualche punto tocca la volta. Di fronte al sifone da cui ha origine il ruscello si trova una fessura impraticabile.AGGIORNAMENTO CSIF:
durante l'esecuzione del rilievo è stata accuratamente controllata ogni possibile via di prosecuzione. Con una breve arrampicata in artificiale (2 spit) è stata raggiunta la finestra situata immediatamente prima della sala finale. Anche questo punto, come i piccoli rami visitati in altre zone della grotta sono occlusi da massi di crollo ed abbondanti depositi argillosi. L'unica possibile via di prosecuzione potrebbe essere il ramo attivo inondato. Questo si è potuto esplorare soltanto per circa 70m; per proseguire più oltre si rende indispensabile l'uso dell'attrezzatura subacquea completa, il cui trasporto viene reso notevolemente difficoltoso dalle ridotte dimensioni del ramo.
Dal rilievo eseguito è emersa la fedeltà del preesistente rilievo opera di G.B. De Gasperi, se si esclude l'errore di orientamento della cavità rispetto al Nord, imputabile probabilmente all'errore dello stumento adoperato.
La cavità risulta avere uno sviluppo totale di 270m ed un dislivello positivo stimato non superiore al metro.
L'unico apporto idrico apprezzabile proviene dal ramo attivo inondato. E' dubbio se anche il lago finale alimenti il perenne corso d'acqua che esce dalla grotta. Le concrezioni sono scarse mentre abbonda l'argilla.AGGIORNAMENTO DA VARI (RUSSO):
Dal gennaio 2002 le esplorazioni sono riprese con la collaborazione di altri speleosub triestini di gruppi diversi ( C. G. E. B. – C. A. T. – G. G. C. Debeljak), considerate le ultime imprese risalenti al 1999 del Sig. Manià Gianfranco del G. S. A. D. Fante di Monfalcone, che superò una galleria sommersa di 20 metri di lunghezza e profonda 5m.
Oltre la prima sala dopo il sifone si passa una parte semi allagata, dalla volta bassa, in periodi di piena sicuramente sifonante e caratterizzata da fratture parallele con abbondanti depositi di argilla, tranne i punti dove l'acqua scorre con forza, in cui si nota la presenza di ghiaia. Superati i punti D-E sul rilievo, il fondo della galleria si alza leggermente, come pure la volta che in alcuni punti arriva a 15 metri. A 250 metri circa dopo il sifone sulla sinistra, una biforcazione porta ad un ramo attivo percorso da un modesto corso d'acqua, percorso per 80 metri, con un sifone non ancora superato. I corsi d'acqua sono due: questo appena menzionato che potremmo dire secondario e quello più consistente proveniente dal ramo principale, che dopo 40 metri dalla biforcazione scende in cascata per 10 metri. La cascata è stata superata in arrampicata e attualmente il ramo superiore è in corso di esplorazione.
La georeferenziazione della planimetria della cavità è comunque da intendersi indicativa, per l'accuratezza far riferimento alla scheda rilievi
Data planimetria:
28/02/2002
Accuratezza:
Da disegno
Data dello scatto:
03/06/2012
Didascalia:
Ingresso con numero identificativo
Autore foto:
Umberto Aviani
Gruppo di appartenenza:
FJ - Associazione Speleologica Forum Julii Speleo
Data dello scatto:
03/06/2012
Didascalia:
Targhetta o numero identificativo
Autore foto:
Umberto Aviani
Gruppo di appartenenza:
FJ - Associazione Speleologica Forum Julii Speleo
Bibliografia
Le grotte delle Prealpi Giulie Settentrionali fra storia e leggenda Paolo Maddaleni, Pino Guidi Circolo Speleologico e Idrologico Friulano - Udine, Provincia di Udine - Assessorato all'Ambiente(2008) Biblioteca del CSR Tratto da:
In
Categorie:
Antropospeleologia
Indici:
Leggende, folklore, culto
Keyword:
Rio Ravedosa, Monte Piccat
2008:un anno importante per le esplorazioni speleosubacquee Duilio Cobol Notiziario interno del club Alpinistico Triestino(2008) Biblioteca del CSR Tratto da:
in " Tuttocat", pag 15
Categorie:
Geospeleologia e carsismo, Speleologia tecnica
Indici:
Esplorazioni, Aree carsiche, Geomorfologia e speleogenesi
descrizione morfologica interna e racconto dell'esplorazione
Flora vascolare e briologica delle grotte Foran di Landri (11/46 FR) e Foran des Aganis (122/48 FR). Contributo alla speleoflora del Friuli-Venezia Giulia F. Sguazzin, E. Polli Museo Friulano di Storia Naturale(2001) Tratto da:
in GORTANIA - Atti Museo Friul. di Storia Nat.23 (2001), 93-112, Udine, 31.III.2002
Keyword:
Piante Vascolari, Briofite, Foran di Landri, Foran des Aganis, Prestento, Prealpi Giulie
È stata condotta una ricerca sulla flora vascolare e briologica di due grotte delCividalese, il Foran di Landri (11/46 Fr) e il Foran des Aganis (122/48 Fr). Nella componentevascolare è stata evidenziata la presenza di specie termofile relitte, unita ad una certa povertà diFilicales. Interessante il ritrovamento, a più di 100 anni di distanza dalla prima segnalazione, delraro Hypericum androsaemum. Fra le briofite, molto meno indagate precedentemente, sono stateindividuate 35 specie, di cui 29 muschi e 6 epatiche. Fra queste, il muschio Gyroweisia reflexarisulta nuovo per il Friuli-Venezia Giulia, mentre la rara epatica Frullania riparia risulta nuova peril Friuli; i muschi Cinclidotus fontinaloides e Pohlia drummondii si riconfermano per la Regione.Corologicamente appare dominante l'elemento temperato, ma è consistente la presenza del tipooceanico-suboceanico. Compaiono, come fra le piante vascolari, anche specie termofile.
Foran Des Aganis (fr.48):avanti in apnea C.S.I Friulano Udine Società Speleologica Italiana(1982) Tratto da:
Speleologia rivista della Società Speleologica Italiana /N. 7 - Giugno 1982
Foran des Agànis Franco Gherlizza, Lino Monaco Società Alpina delle Giulie(2016) Biblioteca del CSR Tratto da:
Grotte e leggende del Friuli Venezia Giulia
Categorie:
Antropospeleologia
Indici:
Leggende, folklore, culto
Keyword:
pastore, fanciulle, flauto
Racconto del pastore di Valle di Faedis
Foran di Ladri e Foran des Aganis Maddaleni P., Visentini P. Circolo Speleologico e Idrologico Friulano, Provincia di Udine(2009) Tratto da:
In: Muscio G., Mocchiutti A. (a cura di), Andar per grotte. Meraviglie sotto il Friuli, 128-133, Udine
Categorie:
Antropospeleologia
Indici:
Archeologia
Guida alle due località, spazialmente prossime, focalizzata sulla descrizione dei rispettivi percorsi speleologici. Del Foràn di Landri vengono inoltre forniti alcuni cenni sulla storia della frequentazione antropica della cavità, interessata da scavi estensivi condotti da Feruglio negli anni Venti del Novecento, dai quali emersero materiali riferibili ad almeno tre momenti cronologicamente distinti: dal più antico, testimoniato dalla presenza di alcuni manufatti in selce, la cui attribuzione al Neolitico rimane non verificata, ad una fase successiva, inquadrabile in epoca protostorica (con presenza di una fibula dell'età del ferro), per giungere infine all’epoca storica. Incerta rimane la periodizzazione oltre che la funzione dei tre anelli di metallo fissati nella parete rocciosa posta al di sopra del portale di ingresso della cavità, già notati dai primi esploratori della cavità (Tellini 1899), nelle cui proposte interpretative ricorrono talora riferimenti a leggende e tradizioni popolari prive di reali fondamenti storici.
Grotte di interesse paleontologico e paletnologico in Friuli: stato delle conoscenze e risultati preliminari della revisione di alcuni materiali Maddaleni P. Museo Friulano di Storia Naturale(2017) Tratto da:
Gortania. Geologia, Paleontologia, Paletnologia, 38: 85-120, Udine
Nel contributo viene offerta una prima revisione sistematica dei dati disponibili per le circa 50 principali cavità di interesse paleontologico e paletnologico attestate in Friuli. Alla ricchezza dei siti (grotte e ripari) presenti in tale comparto territoriale contraddistinto da una peculiare conformazione geologica, si associa una disomogenea e talora lacunosa disponibilità di dati, a volte inediti e spesso giunti a noi privi dei necessari riferimenti contestuali oltre che di datazioni radiometriche, in quanto frutto di ricerche datate, svoltesi a partire dalla fine dell’Ottocento-primi del Novecento. Se nella maggior parte dei casi l’inquadramento crono-culturale dei siti può oggi basarsi solo sull’analisi tipologica dei materiali a noi giunti (ceramica, industria litica in primis), casi-studio di particolare interesse sono rappresentati dal Riparo di Biarzo, Grotta di Cladrecis e alcune cavità dell’Altopiano di Pradis (Grotta del Clusantin, Grotta del Rio Secco) oggetto in anni recenti di scavi sistematici e studi post-scavo multidisciplinari. Nel contributo l’avvio della revisione della bibliografia e dell’analisi delle collezioni di materiali conservati presso diversi Istituzioni (Museo Friulano di Storia Naturale e Circolo Speleologico e Idrologico Friulano) viene inteso quale primo passo di progetto di più ampia portata focalizzato sullo studio delle grotte in Friuli che dovrà necessariamente prevedere anche la programmazione di nuove ricerche sul territorio. Nella parte conclusiva del lavoro viene fornito anche un elenco delle cavità che hanno restituito solo reperti faunistici olocenici.
I Colli di Attimis e Faedis Bragato G., Marinelli O. Società Alpina Friulana(1912) Tratto da:
In: Guida del Friuli, IV. Guida delle Prealpi Giulie, 570-588, Udine
Categorie:
Antropospeleologia
Indici:
Archeologia
Fra le varie grotte citate in questo capitolo della "Guida" particolare attenzione viene dedicata al Foràn di Landri (p. 586), di cui si fornisce una breve descrizione geo-morfologica e si riporta la presenza di tre anelli in ferro di incerta funzione, come già in precedenza evidenziato da altri studiosi. Nella stessa area si apre un'altra cavità, percorsa da una sorgente perenne, il Foràn des Aganis.
La datazione con Carbonio-14 e le sue applicazioni nello studio dei sedimenti cavernicoli del Quaternario friulano Del Fabbro A.(1977) Tratto da:
In: Atti del II Conv. di Spel. del Friuli-Venezia Giulia, Udine marzo 1975, 70-77, Udine
Categorie:
Antropospeleologia
Indici:
Archeologia
Dopo un'ampia illustrazione del metodo di funzionamento del radiocarbonio (14C) e delle sue potenzialità applicative ai fini dell'individuazione di datazioni assolute dei depositi archeologici, l'A. passa in rassegna i siti della regione in cui l’applicazione di tale metodo potrebbe consentire un significativo avanzamento nelle conoscenze delle dinamiche del popolamento umano nella Preistoria. Oltre a numerose cavità del Friuli orientale, in relazione al territorio pordenonese l’A. discute il caso delle Grotte Verdi di Pradis.
Le valli del Chiaro' di Prestento e Torreano Adalberto D'Andrea Circolo Speleologico e Idrico Friulano-Udine, Provincia di Udine-Assessorato all'Ambiente(1997) Biblioteca del CSR Tratto da:
in "Il fenomeno carsico delle valli del Natisone". Mem. Ist. Spel., s.II, IX, 1997, pp.151-154
Categorie:
Geospeleologia e carsismo
Indici:
Aree carsiche, Geomorfologia e speleogenesi
Keyword:
carsismo, geologia, geomorfologia
nel articolo vengono descritte le caratteristiche morfologiche ed idrogeologiche delle più importanti cavità delle valli del Chiarò di Prestento e Torreano. Per l'area di Prestento assai note sono il Foran di Landri ed il Foran des Aganis
Noduli ferrosi nelle grotte delle valli del Natisone (Friuli) U. Aviani, F. Princivalle Museo Friulano di Storia Naturale(2009) Tratto da:
GORTANIA - Atti Museo Friul. di Storia Nat. 30 (2008) Udine, 31.VII
In questo articolo vengono descritti i noduli ferrosi presenti nei sedimenti recenti delle grotte delle Valli del Natisone (Prealpi Giulie, Friuli orientale). Sulla base di osservazioni macroscopiche, microscopiche, mineralogiche e chimiche i noduli sono stati distinti in varie categorie per ognuna delle quali è stata a supposta una genesi diversa. Vengono quindi proposti dei modelli per la loro formazione e crescita.
Noduli ferrosi nelle grotte delle valli del Natisone (Friuli) U. Aviani, F. Princivalle Museo Friulano di Storia Naturale(2009) Tratto da:
GORTANIA - Atti Museo Friul. di Storia Nat. 30 (2008) Udine, 31.VII
Oltre un secolo di ricerca archeo-paleontologica del Circolo Speleologico e Idrologico Friulano Paolo Maddaleni Circolo speleologico e idrologico friulano(2018) Tratto da:
Mondo Sotterraneo, n.s. 42 (1-2): 55-82, Udine
Nel contributo si offre una sintesi della storia delle ricerca svolte dal Circolo Speleologico e Idrologico Friulano in oltre un secolo di attività nei siti in grotta di interesse paletnologico/paleontologico del Friuli, con particolare riferimento al settore delle Prealpi Giulie. Nel Catalogo dei siti citati nel testo vengono fornite, in ordine cronologico, le informazioni storiche e bibliografiche disponibili per ciascun contesto, anche corredate da illustrazioni di documenti o foto originali, con rimandi ad altro contributo (Maddaleni 2017) per l’approfondimento degli aspetti propriamente paletnologici e paleontologici in essi rilevati. Nell'ultima parte del lavoro sono raccolte informazioni relative ad altri siti di ambito sia regionale (tra cui l'Ipogeo celtico di Cividale) che extraregionale, divenuti negli anni oggetto delle ricerche del Circolo Speleologico udinese.
Tra storia e mito: due racconti della tradizione orale di Pradis di Sotto Venicio Simonutti Gruppo Speleologico Pradis(2016) Biblioteca del CSR Tratto da:
in "Pradis: scoperte, esplorazioni e altre storie: 2012-2016", pag:175-190
Categorie:
Antropospeleologia
Indici:
Leggende, folklore, culto
Keyword:
Aganis, streghe, pastore, Pirin
In questo racconto è narrata interamente la leggenda delle " Aganis" e del giovane pastore Pirin