Data dello scatto: 21/09/2013
Didascalia: Interno
Autore foto: Antonio Sulich
Gruppo di appartenenza: GC - Grotta Continua
Descrizione: Pozzo Scabar
Numero ingresso: 1
Nome ingresso: Ingresso 1
Ingresso principale: Si
Sigla ingresso: Col Pot
Stato ingresso: Agibile
Note per Stato ingresso: Fessura interotta da massi incastrati. Il pozzo d'accesso è stato dedicato a Fabio Scabar
Tipo ingresso: Verticale
Morfologia ingresso: Pozzo
Profondità pozzo d'accesso: 495 m
Pericoli all'accesso: Caduta
Accessibilità: Libera
Data di accatastamento: 07/12/2011
Presenza targhetta: No
Comune: Chiusaforte
Area geografica: Alpi Giulie
Area provinciale: Udine
Tipo carta: 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000: 050023 - Monte Canin
Metodo rilevamento: STRUMENTALE -> GPS differenziale
Tipo posizione: Prima Posizione
Tipo coordinate rilevate: Metriche Gauss-Boaga - Fuso Est
Latitudine: 5135801
Longitudine: 2400840
Lat. WGS84: 46,365075
Lon. WGS84: 13,450822
Est RDN2008/UTM 33N: 380835,584
Nord RDN2008/UTM 33N: 5135777,284
Data esecuzione posizione: 04/12/2011
Quota ingresso (s.l.m.): 2209 m
Metodo rilevamento quota: Cartografico
Carta utilizzata: < 1:5.000
Affidabilità posizione: Corretto
Autore: Michele Potleca
Gruppo appartenenza: GC - Grotta Continua
Abisso sul ghiacciaio orientale del M. Canin
Data scoperta: 11/08/2011
Scopritore: Michele Potleca
Gruppo scopritore: GC - Grotta Continua
Data scoperta: 11/08/2011
Scopritore: Renato R. Colucci
Gruppo scopritore: UMFVG - Unione Meteorologica del Friuli Venezia Giulia
Sviluppo planimetrico: 550 m
Sviluppo spaziale: 1700 m
Profondità: 720 m
Dislivello totale: 720 m
Quota fondo: 1489 m
Andamento cavità: Semplice verticale
Esplorazione in corso: Si
Prosecuzioni: Presenza di prosecuzioni accessibili
Grotta turistica: No
corsi acqua interni temporaneo/a
Al momento del rilievo presenti 2 eventi di piena
Non sono presenti informazioni
Al momento della scoperta (11 agosto del 2011 ) un notevole flusso d’aria ha creato una galleria di una decina di metri nel glacionevato per poi cadere nel pozzo iniziale
Non sono presenti informazioni
Non sono presenti informazioni
Presenza danneggiamenti: No
Opere abusive: No
Non sono presenti informazioni
fonte: Carta geologica del Friuli Venezia Giulia alla scala 1:150.000
Litologia: Carbonati, talora con marne, stratificati
Ambiente: Depositi di piattaforma
Età: Trias sup.
Calcare
Concrezioni: No
Geosito ipogeo: No
Presenza fossili: Si
Nome file: sezione geologica
Descrizione file:
Nella sezione si evidenzia il supposto ruolo di spartiacque idrogeologico svolto dal sovrascorrimento del Monte Canin nord vergente che divide il massiccio in due distinte unità strutturali: la parte settentrionale complicata da una serie di destre faglie trascorrenti e altre sud vergenti drenerebbero le acque verso la Val Raccolana (Fontanon del Goriuda, Risorgiva “Aquarolo” presso Tamaroz o in subalveo), la parte meridionale costituita da una ampia monoclinale immergente a sud trasferisce le acque al sistema sorgentifero della Valle dell’Isonzo.
L’abisso Firn collocandosi nella fascia di spartiacque idrogeologico potrebbe sicuramente contribuire ad una più raffinata conoscenza dell’idrogeologia di questo complesso sistema carsico.
Non sono presenti informazioni
Non sono presenti informazioni
Nome ramo: Ramo Scabar
Descrizione ramo: Si raggiunge il fondo (-720) con i 3 pozzi da 495 (pozzo d'ingresso), 200 e 18 metri
| Tipo | Dislivello | Nome |
|---|---|---|
| Pozzo | 495 m | Pozzo "Fabio Scabar" |
| Il pozzo più profondo d'Italia (anno 2014) è stato a dedicato a Fabio Scabar, speleologo ed alpinista scomparso nel 2010 a soli 36 anni. | ||
| Pozzo | 18 m | Pozzo terminale |
| pozzo che conduce all'attuale fondo (anno 2014) | ||
| Pozzo | 18 m | |
| Pozzo parallelo al pozzo principale (P. 495 F. Scabar) che parte a - 315 conduce a una piccola stanza | ||
| Pozzo | 200 m | |
| Superata la frana alla base del Pozzo Scabar (P495) si parte con il P200 | ||
| Pozzo | 11 m | |
Nome ramo: Ramo dei Finferli
Numero ramo: 2
Descrizione ramo: il ramo parte da – 200 con il p. 185 “Vivo o morto X” o dei Finferli. Mentre a -220 dalla finestra “Space” si possono scendere il p.62 con il seguente p.68. allineati in direzione NO – SE lungo la Faglia di forcella di Terra Rossa
Ramo attivo: No
| Tipo | Dislivello | Nome |
|---|---|---|
| Pozzo | 185 m | “Vivo o morto X” o dei Finferli |
| Pozzo | 37 m | |
| da -385 a -422 | ||
| Pozzo | 63 m | |
| da -475 a -495 si fonde al Pozzo F. Scabar (P495) | ||
Nome ramo: Ramo Space
Numero ramo: 3
Descrizione ramo: A -220 dalla finestra “Space” si possono scendere il p.62 con il seguente p.68. allineati in direzione NO – SE lungo la Faglia di forcella di Terra Rossa
Ramo attivo: No
| Tipo | Dislivello | Nome |
|---|---|---|
| Pozzo | 62 m | |
| Impostato su discontinuità direzione NO – SE | ||
| Pozzo | 68 m | |
| Impostato su discontinuità direzione NO – SE | ||
L'abisso si apre lungo una spaccatura sinora celata dal ghiacciaio orientale del Canin, tra la sella Ursich e l'omonima vetta. A metà agosto si presentava ancora come un canale di neve e roccia, mentre ad inizi settembre lo scioglimento mostra direttamente l'accesso tra il deposito morenico.
L'abisso si apre nel ghiacciaio sottostante la vetta del monte Ursich nel versante italiano; il pozzo si apre modesto su una spaccatura di circa un metro per quattro parzialmente riempita da massi. Dopo pochi metri le dimensioni aumentano fino a una decina di metri, a meno 60 si incontra un terrazzino formato da enormi massi di crollo. La grotta prosegue con carattere verticale lungo una cascata d'acqua che si smorza 90 metri sotto su un terrazzino anch'esso formato dal crollo di massi; le dimensioni del pozzo qui si attestano sugli 8 metri di diametro. La prosecuzione verticale del pozzo non è stata affrontata per ragioni di sicurezza, essendo anche il punto di convoglio delle acque della cascata; l'ampiezza notevole del pozzo (quasi 35 metri per 8 di larghezza) permette altresì di esplorare zone meno rischiose. Con un pendolo laterale a meno 250 circa si affronta il pozzo parallelo a quello principale che continua magnificamente verticale fino a meno 495. A circa meno 325 un terrazzino di grandi dimensioni fa da ingresso a tre pozzi pressappoco paralleli dei quali è stato sceso quello meno interessato da percolamento di acqua, un fusoide levigato con sezione di 10 metri per 15.
A meno 450 le dimensioni del pozzo aumentano significativamente fino ai 40 e più metri di ampiezza, andando ad includere un arrivo di pozzo, presumibilmente quello già incontrato a meno 325. Giunti alla frana di meno 495 che chiude la sequenza verticale della grotta (Pozzo Fabio Scabar).
Il pozzo prosegue oltre due brevi strettoie tra massi sempre ricco di acqua.Lateralmente alla frana si sviluppa un vano con forte scorrimento di acqua sul fondo, mentre al di sotto si apre il pozzo successivo che, seguendo l’acqua, porta a -600 interrompendosi su un fondo compatto di calcare levigato. Un brevissimo meandro porta ad un P15 cui segue un breve tratto orizzontale che chiude su uno stretto meandro con scorrimento di acqua e poca aria. A 40 metri circa dal fondo del pozzo dopo la frana si apre un’imponente finestra da cui si accede ad un pozzo inclinato che scende ancora fino a quota -700, dove si incontra un ripiano terroso oltre il quale sprofonda un ulteriore P20 che conduce all'attuale fondo della cavità, in frana e sotto cascata. A meno 630 si trova un arrivo da cui poi si parte un meandro sfondato che dà su una sala da cui partono sia il meandro attivo che quello fossile, entrambi praticabili solo per i primi metri. Risalendo a meno 600 è stato possibile pendolare sino a raggiungere nuovamente la parete controlaterale del pozzo da cui si scende e incontrare la finestra che dà sul bypass fossile e riconduce all'attivo abbandonato nel meandro a causa delle esigue dimensioni del passaggio. Durante le ultime uscite del 2013 si è scesa la verticale diretta percorsa dall’acqua da -200, sperando di intercettare una via che bypassasse la frana a -495 che preclude l'ulteriore discesa del pozzo Scabar, purtroppo semplicemente si rientra più sotto nel pozzo principale. E' stata controllata una finestra a -250 che, pur percorsa da una discreta corrente d’aria, non ha regalato nulla di più che un paio di pozzi intervallati da un piccolo meandro.Opportunità esplorative rimangono a chi volesse cimentarsi in laboriose opere di scavo o anche, più semplicemente, in un accurato esame degli ambienti più vasti con sistemi di illuminazione adeguati
Data rilievo: 27/10/2013
Tipo rilievo: Aggiornamento rilievo
Precisione rilievo: 5
Tipo file rilievo: Sezione
Scala rilievo: 1:1000
Data rilievo: 30/09/2011
Tipo rilievo: Primo rilievo
Autore: Francesco Detela
Gruppo appartenenza: GC - Grotta Continua
Autore: Stefano Guarniero
Gruppo appartenenza: GC - Grotta Continua
Autore: Michele Potleca
Gruppo appartenenza: GC - Grotta Continua
Autore: Antonio Sulich
Gruppo appartenenza: GC - Grotta Continua
Autore: Zdenka Žitko
Gruppo appartenenza: GC - Grotta Continua
Autore: Roberto Trevi
Gruppo appartenenza: GC - Grotta Continua
Autore: Flamiano Bonisolo
Gruppo appartenenza: GC - Grotta Continua
Autore: Paolo Rucavina
Gruppo appartenenza: GC - Grotta Continua
Autore: Claudio De Filippo
Gruppo appartenenza: GC - Grotta Continua
Tipo file rilievo: Sezione
Scala rilievo: 1:1000
Note rilievo: in fase di esplorazione
Tipo file rilievo: Pianta
Link: https://it.blurb.com/b/6488458-abisso-firn
Categorie: Documentazione speleologica
Indici: Monografia
Keyword: Canin, Kanin
Non sono presenti informazioni
Nome file: sezione geologica
Descrizione file:
Nella sezione si evidenzia il supposto ruolo di spartiacque idrogeologico svolto dal sovrascorrimento del Monte Canin nord vergente che divide il massiccio in due distinte unità strutturali: la parte settentrionale complicata da una serie di destre faglie trascorrenti e altre sud vergenti drenerebbero le acque verso la Val Raccolana (Fontanon del Goriuda, Risorgiva “Aquarolo” presso Tamaroz o in subalveo), la parte meridionale costituita da una ampia monoclinale immergente a sud trasferisce le acque al sistema sorgentifero della Valle dell’Isonzo.
L’abisso Firn collocandosi nella fascia di spartiacque idrogeologico potrebbe sicuramente contribuire ad una più raffinata conoscenza dell’idrogeologia di questo complesso sistema carsico.
Relativo a: Geologia