Ingresso principale
| Affidabilità posizione | Corretto |
|---|---|
| Presenza targhetta | No |
| Area geografica | Alpi Giulie |
| Comune | Chiusaforte |
| Area provinciale | Udine |
| Lat. WGS84 | 46,36507547 |
| Lon. WGS84 | 13,45082169 |
| Est RDN2008/UTM 33N | 380835.584 |
| Nord RDN2008/UTM 33N | 5135777.284 |
| Quota ingresso (s.l.m.) | 2209 m |
Mappa
Caratteristiche
| Sviluppo planimetrico | 550 m |
|---|---|
| Sviluppo spaziale | 1700 m |
| Profondità | 720 m |
| Dislivello totale | 720 m |
| Quota fondo | 1489 m |
Breve descrizione del percorso d'accesso
L'abisso si apre lungo una spaccatura sinora celata dal ghiacciaio orientale del Canin, tra la sella Ursich e l'omonima vetta. A metà agosto si presentava ancora come un canale di neve e roccia, mentre ad inizi settembre lo scioglimento mostra direttamente l'accesso tra il deposito morenico.
Descrizione dei vani interni della cavità
L'abisso si apre nel ghiacciaio sottostante la vetta del monte Ursich nel versante italiano; il pozzo si apre modesto su una spaccatura di circa un metro per quattro parzialmente riempita da massi. Dopo pochi metri le dimensioni aumentano fino a una decina di metri, a meno 60 si incontra un terrazzino formato da enormi massi di crollo. La grotta prosegue con carattere verticale lungo una cascata d'acqua che si smorza 90 metri sotto su un terrazzino anch'esso formato dal crollo di massi; le dimensioni del pozzo qui si attestano sugli 8 metri di diametro. La prosecuzione verticale del pozzo non è stata affrontata per ragioni di sicurezza, essendo anche il punto di convoglio delle acque della cascata; l'ampiezza notevole del pozzo (quasi 35 metri per 8 di larghezza) permette altresì di esplorare zone meno rischiose. Con un pendolo laterale a meno 250 circa si affronta il pozzo parallelo a quello principale che continua magnificamente verticale fino a meno 495. A circa meno 325 un terrazzino di grandi dimensioni fa da ingresso a tre pozzi pressappoco paralleli dei quali è stato sceso quello meno interessato da percolamento di acqua, un fusoide levigato con sezione di 10 metri per 15.
A meno 450 le dimensioni del pozzo aumentano significativamente fino ai 40 e più metri di ampiezza, andando ad includere un arrivo di pozzo, presumibilmente quello già incontrato a meno 325. Giunti alla frana di meno 495 che chiude la sequenza verticale della grotta (Pozzo Fabio Scabar).
Il pozzo prosegue oltre due brevi strettoie tra massi sempre ricco di acqua.
Lateralmente alla frana si sviluppa un vano con forte scorrimento di acqua sul fondo, mentre al di sotto si apre il pozzo successivo che, seguendo l’acqua, porta a -600 interrompendosi su un fondo compatto di calcare levigato. Un brevissimo meandro porta ad un P15 cui segue un breve tratto orizzontale che chiude su uno stretto meandro con scorrimento di acqua e poca aria. A 40 metri circa dal fondo del pozzo dopo la frana si apre un’imponente finestra da cui si accede ad un pozzo inclinato che scende ancora fino a quota -700, dove si incontra un ripiano terroso oltre il quale sprofonda un ulteriore P20 che conduce all'attuale fondo della cavità, in frana e sotto cascata.
A meno 630 si trova un arrivo da cui poi si parte un meandro sfondato che dà su una sala da cui partono sia il meandro attivo che quello fossile, entrambi praticabili solo per i primi metri. Risalendo a meno 600 è stato possibile pendolare sino a raggiungere nuovamente la parete controlaterale del pozzo da cui si scende e incontrare la finestra che dà sul bypass fossile e riconduce all'attivo abbandonato nel meandro a causa delle esigue dimensioni del passaggio.
Opportunità esplorative rimangono a chi volesse cimentarsi in laboriose opere di scavo o anche, più semplicemente, in un accurato esame degli ambienti più vasti con sistemi di illuminazione adeguati
