Data dello scatto: 17/03/2011
Didascalia: Ingresso con numero identificativo
Autore foto: Andrea Colus
Gruppo di appartenenza: LINDNER - Società di Studi Carsici Antonio Federico Lindner
Numero ingresso: 1
Nome ingresso: Ingresso 1
Ingresso principale: Si
Stato ingresso: Agibile
Tipo ingresso: Orizzontale
Morfologia ingresso: Cavernetta
Accessibilità: Libera
Data di accatastamento: 08/04/2011
Presenza targhetta: Si
Sigla targhetta: 38
Data targhettatura: 01/01/2011
Gruppo targhettatura: LINDNER - Società di Studi Carsici Antonio Federico Lindner
Campagna targhettatura: 2011
Comune: Doberdò del Lago / Doberdob
Area geografica: Carso Goriziano
Area provinciale: Gorizia
Tipo carta: 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000: 088152 - Monfalcone-Stazione
Metodo rilevamento: STRUMENTALE -> GPS
Tipo posizione: Aggiornamento Posizione
Tipo coordinate rilevate: Metriche RDN2008/UTM 33N
Latitudine: 5074888
Longitudine: 388428
Lat. WGS84: 45,818528
Lon. WGS84: 13,563787
Est RDN2008/UTM 33N: 388428
Nord RDN2008/UTM 33N: 5074888
Data esecuzione posizione: 17/03/2011
Quota ingresso (s.l.m.): 39 m
Metodo rilevamento quota: GPS
Carta utilizzata: 1:5.000
Affidabilità posizione: Corretto
Autore: Andrea Colus
Gruppo appartenenza: LINDNER - Società di Studi Carsici Antonio Federico Lindner
Grotta presso Jamiano
Non sono presenti informazioni
Sviluppo planimetrico: 82,8 m
Dislivello positivo: 3 m
Profondità: 14,8 m
Dislivello totale: 17,8 m
Quota fondo: 24,2 m
Andamento cavità: Semplice orizzontale
Grotta turistica: No
Non sono presenti informazioni
Non sono presenti informazioni
Non sono presenti informazioni
Presenza danneggiamenti: No
Opere abusive: No
Non sono presenti informazioni
fonte: Carta geologica del Friuli Venezia Giulia alla scala 1:150.000
Litologia: Carbonati, talora con marne, stratificati
Ambiente: Depositi di piattaforma protetta
Età: Giurassico sup. - Cretaceo inf.
| Formazione: | Mb. di M.te Coste, Calcari di S. Don� |
Concrezioni: No
Geosito ipogeo: No
Presenza fossili: No
Non sono presenti informazioni
bellico
Vincolo biodiversità: Habitat 8310 - Grotte non ancora sfruttate a livello turistico (Allegato I della Dir. 92/43/CEE)
Nome ramo: Principale
| Tipo | Dislivello | Nome |
|---|---|---|
| Pozzo | 5,4 m | |
| Pozzo | 2,8 m |
Partendo dalla frazione di Seltz (Ronchi dei Legionari) si prosegue verso i laghi delle Mucille e poi, tramite uno sterrato che parte da una cascina, si continua sempre dritti fino a raggiungere un sottopassaggio dell'autostrada. Quindi si deve costeggiare sulla destra il Lago di Pietrarossa fino alle rovine di un vecchio cimitero di guerra. Da qui si sale nel bosco per un sentiero appena segnato fino ad una linea di trincea dove si apre la grotta.
Sul quotidiano di Trieste Il Piccolo del 3 gennaio 1892 venne pubblicata la notizia della scoperta di una grotta nel distretto di Monfalcone, presso il paese di Jamiano: a detta di una delle persone che l'avevano visitata, essa era considerevolmente lunga e non presentava difficoltà particolari. La descrizione della grotta è in realtà ricca di motivi pittoreschi, ma del tutto priva di dati precisi sullo sviluppo e sulla profondità. Alla cavità venne impropriamente attribuito il nome di "abisso" e poi non venne più esplorata.
La grotta, che si trova. sulle pendici del Monte Arupacupa, rilevata nel 1969, può sicuramente identificarsi con quella scoperta nel 1892. Il suo ingresso è ampio e si scende per una china detritica raggiungendo una prima sala dal suolo terroso, oltre la quale inizia un tratto ascendente con qualche strozzatura e modeste concrezioni. Il corridoio è occupato da materiale di crollo e sbocca in un ultimo ambiente chiuso da una frana.
Questa cavità è una delle più interessanti ed estese del Carso Monfalconese ed è simile, per il fatto di avere le caratteristiche di un antico inghiottitoio, alla vicina VG 1064.
Nel 1991 sono state trovate due nuove prosecuzioni. A circa metà grotta un cunicolo molto stretto a sezione rotonda prosegue per circa 4m, dritto e parallelo alla cavità, per poi girare a destra e insinuarsi sotto i massi di frana e quindi, dopo 2m, farsi impraticabile. A pochi metri dall'ingresso si aprono, in serie, due pozzetti che sono chiusi da una frana e non mostrano ulteriori prosecuzioni.
A sinistra c'è un cunicolo che chiude in strettoia dove, gettando dei sassi si sente che c'è dell'acqua.
In questa zona è stato trovato un gamberetto del genere Troglocharis. L'accesso a questa parte della grotta è molto stretto.
In tutta la cavità, che è interessata da movimenti franosi, c'è un modesto concrezionamento e si osservano molti distacchi dovuti probabilmente ai furiosi bombardamenti avvenuti durante la prima guerra mondiale. All'ingresso si possono trovare molti reperti militari che indicano che la grotta è stata usata come rifugio da soldati di entrambi gli eserciti in conflitto sul Carso nella prima guerra mondiale.
Data rilievo: 19/09/1991
Tipo rilievo: Aggiornamento rilievo
Autore: Maurizio Comar
Gruppo appartenenza: LINDNER - Società di Studi Carsici Antonio Federico Lindner
Autore: Ranieri Visintin
Gruppo appartenenza: GSC - Gruppo Speleologico Carsico
Tipo file rilievo: Pianta e sezione
Data rilievo: 09/03/1969
Tipo rilievo: Primo rilievo
Autore: Ugo Stocker
Gruppo appartenenza: FANTE - Gruppo Speleologico Monfalconese Amici Del Fante
Scarica rilievo originaleCategorie: Antropospeleologia, Documentazione speleologica
Indici: Guide e narrativa
Keyword: grotta, guerra, ww1, Monfalcone
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