3269 | Ripari sotto roccia presso il Cret di Martin

Nomi e numeri catastali

Nome principale Ripari sotto roccia presso il Cret di Martin
Numero catasto 3269
Numero catasto locale 1657 FR
Numero totale ingressi 1
Data primo accatastamento 01/01/1980
Descrizione ingresso

Numero ingresso: 1

Nome ingresso: Ingresso 1

Ingresso principale: Si


Targhettatura

Presenza targhetta: No


Località

Comune: Venzone

Area geografica: Prealpi Giulie

Area provinciale: Udine

Tipo carta: 1:5.000

Carta CTRN 1:5.000: 049061 - Venzone


Rilevamento posizione

Metodo rilevamento: GRAFICO -> Riconoscimento su carta

Tipo coordinate rilevate: Metriche Gauss-Boaga - Fuso Est

Latitudine: 5133929

Longitudine: 2377449

Lat. WGS84: 46,343718

Lon. WGS84: 13,147453

Est RDN2008/UTM 33N: 357444,954

Nord RDN2008/UTM 33N: 5133905,702




Quota ingresso (s.l.m.): 450 m


Autori della posizione

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Caratteristiche

Sviluppo planimetrico: 9 m

Dislivello positivo: 0,5 m

Dislivello totale: 0,5 m

Quota fondo: 450 m

Andamento cavità: Semplice orizzontale


Stato della cavità

Grotta turistica: No

Meteorologia ipogea

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Ghiaccio/Neve

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Presenza di rifiuti

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Danneggiamenti

Presenza danneggiamenti: No

Opere abusive: No

Pericoli

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Geologia

fonte: Carta geologica del Friuli Venezia Giulia alla scala 1:150.000

Litologia: Brecce e depositi detritici

Ambiente: Continentale

Età: Olocene - Attuale


Concrezioni: No

Geosito ipogeo: No

Presenza fossili: No

Biologia

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Aspetti culturali

archeologico/paleontologico


Catasto Ragionato Informatico delle Grotte Archeologiche

Note culturali

folklore e leggende: Una leggenda narra di un uomo chiamato Martin che venne mandato in esilio a causa di un torto fatto ad un pezzo grosso di Venzone. Da allora Martin vive in luogo sopra Lis Foranis.
(Lis Foranis di Portis, 2016)

Vincoli

Vincolo paesaggistico: Segnalata alla Regione per futura tutela

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Breve descrizione del percorso d'accesso

Serie di ripari sottoroccia, scavati nel conglomerato, situati nei pressi della grande parete in cui s'aprono Lis Foranis, sopra Portis.

Descrizione dei vani interni della cavità

Il primo riparo misura 3m di larghezza e circa 2m di lunghezza; il fondo è coperto di detriti e, tra questi, furono trovati due cocci, frammisti a tracce di carboni di legna, certamente recenti.
Poco più avanti si trova il secondo riparo, Busa di Martin, che ha una forma al quanto curiosa; vi sono, infatti, internamente e ai lati dell'ingresso, due rialzi squadrati che conferiscono all'insieme la forma di una poltrona con braccioli. La busa è larga 4m e alta circa 2m.
Poco più avanti si trova un altro riparo, il più piccolo, largo un paio di metri, profondo 1m e alto 1,5m. Da qui se si prosegue, si esce dalla valletta nella quale sono situati tali ripari e si giunge su sentiero allargato con muri a secco; nei pressi si nota un altro minuscolo riparo adattato con diversi sassi disposti ordinatamente.

NOTA
La Busa di Martin è ricordata in una leggenda.

Data rilievo: 22/07/1979

Tipo rilievo: Primo rilievo


Autori del rilievo

Autore: Vanni Zoz

Gruppo appartenenza: AFR - Associazione Friulana Ricerche


File rilievi presenti

Tipo file rilievo: Pianta e sezione


Scarica rilievo originale
Planimetria georiferita
La georeferenziazione della planimetria della cavità è comunque da intendersi indicativa, per l'accuratezza far riferimento alla scheda rilievi

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Bibliografia
Le grotte delle Prealpi Giulie Settentrionali fra storia e leggenda
Paolo Maddaleni, Pino Guidi
Circolo Speleologico e Idrologico Friulano - Udine, Provincia di Udine - Assessorato all'Ambiente (2008)
Biblioteca del CSR
Tratto da: In

Categorie: Antropospeleologia

Indici: Leggende, folklore, culto

Keyword: Ripari, ripidi pendii


Sopra l'abitato di Portis, si trovano una serie di piccoli ripari. Il primo riparo ha una dimensione di circa tre metri di larghezza e due di lunghezza, il secondo presenta dei rialzi squadrati che ricordano delle poltrone, poi è presente un ultimo riparo di un paio di metri di larghezza

Bibliografia Speleologica del Friuli
Guidi P. (a cura di)
Circolo Speleologico e Idrologico Friulano, Provincia di Udine (1997)

Categorie: Antropospeleologia

Indici: Archeologia


Nel capitolo "Antropospeleologia", uno specifico paragrafo, a cura di Muscio, viene riservato alla discussione dei dati bibliografici disponibili in letteratura in merito alle ricerche speleologiche in cavità del Friuli associate ad evidenze di tipo paletnologico e/o paleontologico. I titoli recensiti vengono forniti secondo un elenco analitico per autore, composto di 194 voci in totale, che riprende e aggiorna il precedente lavoro bibliografico redatto da Guidi (1973). Di ciascuna voce bibliografica vengono forniti: brevi indicazioni sulle evidenze (paletnologiche e/o paleontologiche) più significative emerse, note riassuntive dei principali argomenti trattati, indicazione degli specifici contesti in grotta menzionati, citati secondo il numero identificativo del Catasto Grotte del Friuli (sigla Fr).

Grotte di interesse paleontologico e paletnologico in Friuli: stato delle conoscenze e risultati preliminari della revisione di alcuni materiali
Maddaleni P.
Museo Friulano di Storia Naturale (2017)
Tratto da: Gortania. Geologia, Paleontologia, Paletnologia, 38: 85-120, Udine

Link: http://www.civicimuseiudine.it/images/MFSN/Gortania/Gortania_38_GPP/G38_GPP05_Maddaleni_Grotte-interesse-paletnologico-Friuli.pdf

Categorie: Antropospeleologia

Indici: Archeologia


Nel contributo viene offerta una prima revisione sistematica dei dati disponibili per le circa 50 principali cavità di interesse paleontologico e paletnologico attestate in Friuli. Alla ricchezza dei siti (grotte e ripari) presenti in tale comparto territoriale contraddistinto da una peculiare conformazione geologica, si associa una disomogenea e talora lacunosa disponibilità di dati, a volte inediti e spesso giunti a noi privi dei necessari riferimenti contestuali oltre che di datazioni radiometriche, in quanto frutto di ricerche datate, svoltesi a partire dalla fine dell’Ottocento-primi del Novecento. Se nella maggior parte dei casi l’inquadramento crono-culturale dei siti può oggi basarsi solo sull’analisi tipologica dei materiali a noi giunti (ceramica, industria litica in primis), casi-studio di particolare interesse sono rappresentati dal Riparo di Biarzo, Grotta di Cladrecis e alcune cavità dell’Altopiano di Pradis (Grotta del Clusantin, Grotta del Rio Secco) oggetto in anni recenti di scavi sistematici e studi post-scavo multidisciplinari. Nel contributo l’avvio della revisione della bibliografia e dell’analisi delle collezioni di materiali conservati presso diversi Istituzioni (Museo Friulano di Storia Naturale e Circolo Speleologico e Idrologico Friulano) viene inteso quale primo passo di progetto di più ampia portata focalizzato sullo studio delle grotte in Friuli che dovrà necessariamente prevedere anche la programmazione di nuove ricerche sul territorio. Nella parte conclusiva del lavoro viene fornito anche un elenco delle cavità che hanno restituito solo reperti faunistici olocenici.

La frequentazione delle grotte in età medievale. Spunti per uno studio territoriale
Borzacconi A.
Civici Musei di Udine, Museo Archeologico e Museo Friulano di Storia Naturale. Lithostampa ed. (2020)
Tratto da: In: Muscio G., Visentini P. (a cura di), Antichi abitatori delle grotte in Friuli. La Preistoria nelle cavità delle Prealpi Giulie, Catalogo della Mostra, Castello di Udine marzo 2021- febbraio 2022, 63-81, Pasian di Prato (UD)

Categorie: Antropospeleologia

Indici: Archeologia


L'A. propone alcune riflessioni preliminari sulla frequentazione di grotte e ripari del Friuli in un ampio orizzonte cronologico che abbraccia i secoli compresi tra il periodo tardoromano e l'età medievale. A partire dalla bibliografia specialistica disponibile, spesso connessa a indagini sul campo portate avanti da gruppi speleologici (Circolo Speleologico e Idrologico Friulano in particolare), vengono proposte alcune osservazioni tecno-tipologiche di dettaglio sui materiali ceramici, spesso inediti, rinvenuti nel corso di tali attività esplorative. Numerose sono i contesti ipogei con evidenze tardoantiche-medievali passati in rassegna, indicativi di un rinnovato interesse per le cavità da parte dell'uomo, dopo un periodo di sostanziale abbandono durante l’epoca romana, rispondente a nuove modalità insediative e a diversi criteri di organizzazione della viabilità nel territorio, in cui grotte e ripari insieme a castra e castella contribuiscono a formare un sistema difensivo integrato.

Lis Foranis Di Portis
Lino Monaco, Franco Gherlizza
Club Alpinistico Triestino (2016)
Biblioteca del CSR
Tratto da: Grotte e leggende del Friuli Venezia Giulia

Categorie: Antropospeleologia

Indici: Leggende, folklore, culto

Keyword: Venzone, Cret, Lis Foranis


La leggenda narra di un uomo chiamato Martin che venne mandato in esilio a causa di un torto fatto ad un pezzo grosso di Venzone. Da allora Martin vive in luogo sopra Lis Foranis.

Lis Foranis di Portis e la Buse di Martin
Montina P., Zoz V.
Sot la Nape (1979)
Tratto da: Edito anche come: Ripari sotto roccia presso il Cret di Martin Fr. 1657, Bollettino dell'Ass. Friul. Ricerche, 3 (1979), Tarcento., 2-3 (apr-sett. 1979): 51-58, Udine

Categorie: Antropospeleologia

Indici: Archeologia


Ampia descrizione dei cosiddetti “Foranis di Portis”, serie di ripari sottoroccia di origine naturale localizzati sopra la borgata di Portis (Venzone). Spesso utilizzati come ricovero per gli animali o deposito di fieno, secondo la tradizione popolare servirono da rifugio per l'uomo per periodi più o meno lunghi. In relazione alla Buse di Martin, il più noto tra i ripari della zona per un ciclo di leggende riguardanti il suo mitico abitatore, gli A. riferiscono in particolare di aver rinvenuto la cavità completamente priva di deposito, con un fondo interamente scavato nella breccia. La ricognizione portò anche all'individuazione, nei pressi di uno dei ripari posti al di sotto del Cret di Martin, di una marmitta scavata in una scheggia di dolomia e al recupero di alcuni frammenti ceramici “del tardo medioevo o forse di prima” nel deposito di un non meglio specificato “primo riparo entrando nella valletta” a non molta distanza dalla Buse di Martin.

Agenda

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