Catasto Ragionato Informatico delle Grotte Archeologiche

3269 | Ripari sotto roccia presso il Cret di Martin

Nome principale Ripari sotto roccia presso il Cret di Martin
Numero catasto 3269
Numero catasto locale 1657 FR
Numero totale ingressi 1

Ingresso principale

Presenza targhetta No
Area geografica Prealpi Giulie
Comune Venzone
Area provinciale Udine
Lat. WGS84 46,34371769
Lon. WGS84 13,14745305
Est RDN2008/UTM 33N 357444.954
Nord RDN2008/UTM 33N 5133905.702
Quota ingresso (s.l.m.) 450 m

Mappa

Caratteristiche

Sviluppo planimetrico 9 m
Dislivello positivo 0,5 m
Dislivello totale 0,5 m
Quota fondo 450 m

Geologia e Geomorfologia

Caratteri fisiografici

Ubicazione Prealpi Giulie
Area carsica Monte Plauris e Portis (A)
Morfologia rilievo montuoso
Geomorfologia versante
Contesto attuale roccioso
Distanza dal mare >10.000 m
Distanza da fonte d'acqua <500 m

Note caratteri fisiografici

Serie di ripari nella breccia di versante

Caratteri interni

Andamento Semplice orizzontale
Pozzi No
Planimetria semplice: unico vano
Ampiezza piano calpestabile 15 m2 m
Tipologia terreno calpestabile depositi di crollo antichi e/o concrezioni
Crolli recenti No
Grotta turistica No
Concrezionamento scarso / assente
Acqua interna No

Ingressi

Ingresso 1

Latitudine WGS84 46,34371769
Longitudine WGS84 13,14745305
Quota ingresso (s.l.m.) 450 m s.l.m.
Morfologia parete
Terreno superficie esterna depositi di crollo/riempimento

Archeologia

Data
1979
Autore
Associazione Naturalistica Friulana di Tarcento
Conservati
Si
Pubblicati
No
Note
Ricognizione di superficie (Montina, Zoz 1979). Tra i numerosi ripari presenti nella zona, non tutti adatti alla frequentazione antropica data la loro posizione rilevata o su pareti a strapiombo, gli studiosi rilevarono in più casi la presenza di strutture murarie a secco in corrispondenza dell’area antistante la cavità, evidentemente utilizzata dall’uomo come ricovero più o meno temporaneo in epoche diverse, non esclusa quella attuale (Montina, Zoz 1979, p. 55).
Quanto al Cret di Martin, oltre all’esito negativo delle verifiche effettuate presso la Buse di Martin, riparo rinvenuto privo di “tracce di deposito o altro” e scavato completamente nella breccia, gli A. segnalano in relazione al “primo riparo, entrando nella valletta” il recupero di “alcuni cocci di ceramica che paiono del tardo medio evo o forse di prima” (Montina, Zoz 1979, p. 57).
Un’altra struttura funzionale, una marmitta scavata in un blocco di dolomia, interpretata quale vaschetta per la raccolta dell’acqua piovana, venne intercettata nell’area antistante uno dei ripari che si aprono alla base del Cret di Martin (Montina, Zoz 1979, pp. 56-57).

Indagine

Stratigrafia No
Periodo Basso Medioevo?

Materiali

Ceramici frammenti ceramici
Bibliografia Borzacconi 2020; Montina, Zoz 1979.

Depositi materiale

Situazione dei materiali conservati
Denominazione deposito ?

Descrizione e rilievo

Breve descrizione del percorso d'accesso

Serie di ripari sottoroccia, scavati nel conglomerato, situati nei pressi della grande parete in cui s'aprono Lis Foranis, sopra Portis.

Descrizione dei vani interni della cavità

Il primo riparo misura 3m di larghezza e circa 2m di lunghezza; il fondo è coperto di detriti e, tra questi, furono trovati due cocci, frammisti a tracce di carboni di legna, certamente recenti.
Poco più avanti si trova il secondo riparo, Busa di Martin, che ha una forma al quanto curiosa; vi sono, infatti, internamente e ai lati dell'ingresso, due rialzi squadrati che conferiscono all'insieme la forma di una poltrona con braccioli. La busa è larga 4m e alta circa 2m.
Poco più avanti si trova un altro riparo, il più piccolo, largo un paio di metri, profondo 1m e alto 1,5m. Da qui se si prosegue, si esce dalla valletta nella quale sono situati tali ripari e si giunge su sentiero allargato con muri a secco; nei pressi si nota un altro minuscolo riparo adattato con diversi sassi disposti ordinatamente.

NOTA
La Busa di Martin è ricordata in una leggenda.

Rilievo: Pianta e sezione (22/07/1979)
Ripari sotto roccia presso il Cret di Martin

Bibliografia

Antropospeleologia

Bibliografia Speleologica del Friuli

Guidi P. (a cura di)

Circolo Speleologico e Idrologico Friulano, Provincia di Udine (1997)

Indici: Archeologia

Nel capitolo "Antropospeleologia", uno specifico paragrafo, a cura di Muscio, viene riservato alla discussione dei dati bibliografici disponibili in letteratura in merito alle ricerche speleologiche in cavità del Friuli associate ad evidenze di tipo paletnologico e/o paleontologico. I titoli recensiti vengono forniti secondo un elenco analitico per autore, composto di 194 voci in totale, che riprende e aggiorna il precedente lavoro bibliografico redatto da Guidi (1973). Di ciascuna voce bibliografica vengono forniti: brevi indicazioni sulle evidenze (paletnologiche e/o paleontologiche) più significative emerse, note riassuntive dei principali argomenti trattati, indicazione degli specifici contesti in grotta menzionati, citati secondo il numero identificativo del Catasto Grotte del Friuli (sigla Fr).
Antropospeleologia

Grotte di interesse paleontologico e paletnologico in Friuli: stato delle conoscenze e risultati preliminari della revisione di alcuni materiali

Maddaleni P.

Museo Friulano di Storia Naturale (2017)

Tratto da: Gortania. Geologia, Paleontologia, Paletnologia, 38: 85-120, Udine

Link: http://www.civicimuseiudine.it/images/MFSN/Gortania/Gortania_38_GPP/G38_GPP05_Maddaleni_Grotte-interesse-paletnologico-Friuli.pdf

Indici: Archeologia

Nel contributo viene offerta una prima revisione sistematica dei dati disponibili per le circa 50 principali cavità di interesse paleontologico e paletnologico attestate in Friuli. Alla ricchezza dei siti (grotte e ripari) presenti in tale comparto territoriale contraddistinto da una peculiare conformazione geologica, si associa una disomogenea e talora lacunosa disponibilità di dati, a volte inediti e spesso giunti a noi privi dei necessari riferimenti contestuali oltre che di datazioni radiometriche, in quanto frutto di ricerche datate, svoltesi a partire dalla fine dell’Ottocento-primi del Novecento. Se nella maggior parte dei casi l’inquadramento crono-culturale dei siti può oggi basarsi solo sull’analisi tipologica dei materiali a noi giunti (ceramica, industria litica in primis), casi-studio di particolare interesse sono rappresentati dal Riparo di Biarzo, Grotta di Cladrecis e alcune cavità dell’Altopiano di Pradis (Grotta del Clusantin, Grotta del Rio Secco) oggetto in anni recenti di scavi sistematici e studi post-scavo multidisciplinari. Nel contributo l’avvio della revisione della bibliografia e dell’analisi delle collezioni di materiali conservati presso diversi Istituzioni (Museo Friulano di Storia Naturale e Circolo Speleologico e Idrologico Friulano) viene inteso quale primo passo di progetto di più ampia portata focalizzato sullo studio delle grotte in Friuli che dovrà necessariamente prevedere anche la programmazione di nuove ricerche sul territorio. Nella parte conclusiva del lavoro viene fornito anche un elenco delle cavità che hanno restituito solo reperti faunistici olocenici.
Antropospeleologia

La frequentazione delle grotte in età medievale. Spunti per uno studio territoriale

Borzacconi A.

Civici Musei di Udine, Museo Archeologico e Museo Friulano di Storia Naturale. Lithostampa ed. (2020)

Tratto da: In: Muscio G., Visentini P. (a cura di), Antichi abitatori delle grotte in Friuli. La Preistoria nelle cavità delle Prealpi Giulie, Catalogo della Mostra, Castello di Udine marzo 2021- febbraio 2022, 63-81, Pasian di Prato (UD)

Indici: Archeologia

L'A. propone alcune riflessioni preliminari sulla frequentazione di grotte e ripari del Friuli in un ampio orizzonte cronologico che abbraccia i secoli compresi tra il periodo tardoromano e l'età medievale. A partire dalla bibliografia specialistica disponibile, spesso connessa a indagini sul campo portate avanti da gruppi speleologici (Circolo Speleologico e Idrologico Friulano in particolare), vengono proposte alcune osservazioni tecno-tipologiche di dettaglio sui materiali ceramici, spesso inediti, rinvenuti nel corso di tali attività esplorative. Numerose sono i contesti ipogei con evidenze tardoantiche-medievali passati in rassegna, indicativi di un rinnovato interesse per le cavità da parte dell'uomo, dopo un periodo di sostanziale abbandono durante l’epoca romana, rispondente a nuove modalità insediative e a diversi criteri di organizzazione della viabilità nel territorio, in cui grotte e ripari insieme a castra e castella contribuiscono a formare un sistema difensivo integrato.
Antropospeleologia

Lis Foranis di Portis e la Buse di Martin

Montina P., Zoz V.

Sot la Nape (1979)

Tratto da: Edito anche come: Ripari sotto roccia presso il Cret di Martin Fr. 1657, Bollettino dell'Ass. Friul. Ricerche, 3 (1979), Tarcento., 2-3 (apr-sett. 1979): 51-58, Udine

Indici: Archeologia

Ampia descrizione dei cosiddetti “Foranis di Portis”, serie di ripari sottoroccia di origine naturale localizzati sopra la borgata di Portis (Venzone). Spesso utilizzati come ricovero per gli animali o deposito di fieno, secondo la tradizione popolare servirono da rifugio per l'uomo per periodi più o meno lunghi. In relazione alla Buse di Martin, il più noto tra i ripari della zona per un ciclo di leggende riguardanti il suo mitico abitatore, gli A. riferiscono in particolare di aver rinvenuto la cavità completamente priva di deposito, con un fondo interamente scavato nella breccia. La ricognizione portò anche all'individuazione, nei pressi di uno dei ripari posti al di sotto del Cret di Martin, di una marmitta scavata in una scheggia di dolomia e al recupero di alcuni frammenti ceramici “del tardo medioevo o forse di prima” nel deposito di un non meglio specificato “primo riparo entrando nella valletta” a non molta distanza dalla Buse di Martin.