Dal piazzale cementato del forte d'Osoppo, sulla sinistra, vi è un sentiero che conduce direttamente alla cavità.
Descrizione dei vani interni della cavità
Questa grotta, che meglio si può definire come riparo sotto roccia, si è formata in un banco di sedimenti a granulometria più o meno fina, a potenza centimetrica e decimetrica, che in totale forma un banco di potenza di circa 1,1m; questo è compreso tra due potenti blocchi di conglomerato oligocenico fortemente cementato.
Il riparo è chiuso da due lati da un muro e quindi è possibile che sia stato usato in passato come ricovero per le bestie o anche per persone (per la leggenda di S.Colomba vedi: leggende osoppane su Pagine Friulane del 1901).
Il fondo della cavità è stato direttamente interessato da eventi sismici; numerosi blocchi si sono staccati dalla massa centrale e il blocco che forma il letto della cavità ha subito uno spostamento rotatorio interessando il fondo della cavità con una frattura che presenta una larghezza massima di circa 60cm ed una profondità misurabile di circa 50cm. Il blocco, alto circa 10m, lungo quasi altrettanto e largo 8m, potrebbe, in seguito ad altri eventi sismici o a causa degli eventi atmosferici, franare e recare notevoli danni, soprattutto perché nei pressi è stato costruito un insediamento di case prefabbricate.
La georeferenziazione della planimetria della cavità è comunque da intendersi indicativa, per l'accuratezza far riferimento alla scheda rilievi
Data dello scatto:
09/10/2013
Didascalia:
Ingresso con numero identificativo
Autore foto:
Lino Monaco
Gruppo di appartenenza:
CAT - Club Alpinistico Triestino
Data dello scatto:
09/10/2013
Didascalia:
Targhetta o numero identificativo
Autore foto:
Lino Monaco
Gruppo di appartenenza:
CAT - Club Alpinistico Triestino
Didascalia:
Ingresso
Bibliografia
Fenomeni paracarsici nei conglomerati dei Colli di Osoppo e S. Rocco Montina P., Zoz V. Associazione Friulana Ricerche(1977) Tratto da:
Bollettino dell'Associazione Friulana Ricerche, 2 (1977-1978): 16-39, Tarcento (Ud)
Categorie:
Antropospeleologia
Indici:
Archeologia
Dopo una discussione sugli aspetti geologici dell'area, gli A. riportano i risultati delle indagini condotte nel corso del 1976, dopo i tragici eventi del sisma, nelle cavità che si aprono sul Colle di Osoppo e sul Colle di S. Rocco. Da menzionare è in particolare l'esecuzione di un sondaggio di scavo, rivelatosi infruttuoso, nella Grotta di Gasparat, un riparo sottoroccia di tipo paracarsico caratterizzato, così come molte altre cavità della zona, da tracce di interventi antropici plausibilmente relativamente recenti (anche connessi agli eventi bellici). Nel suddetto riparo vennero infatti rilevati una struttura muraria, sita alla base dell'ingresso, e una piccola cisterna forse funzionale alla raccolta delle acque sotterranee, scavata nella roccia viva in corrispondenza della parete di sud-est. A conclusione del contributo gli A. riportano varie notizie storiche o desunte dalla tradizione popolare in relazione alla toponomastica e al popolamento antropico delle cavità.
Grotte di interesse paleontologico e paletnologico in Friuli: stato delle conoscenze e risultati preliminari della revisione di alcuni materiali Maddaleni P. Museo Friulano di Storia Naturale(2017) Tratto da:
Gortania. Geologia, Paleontologia, Paletnologia, 38: 85-120, Udine
Nel contributo viene offerta una prima revisione sistematica dei dati disponibili per le circa 50 principali cavità di interesse paleontologico e paletnologico attestate in Friuli. Alla ricchezza dei siti (grotte e ripari) presenti in tale comparto territoriale contraddistinto da una peculiare conformazione geologica, si associa una disomogenea e talora lacunosa disponibilità di dati, a volte inediti e spesso giunti a noi privi dei necessari riferimenti contestuali oltre che di datazioni radiometriche, in quanto frutto di ricerche datate, svoltesi a partire dalla fine dell’Ottocento-primi del Novecento. Se nella maggior parte dei casi l’inquadramento crono-culturale dei siti può oggi basarsi solo sull’analisi tipologica dei materiali a noi giunti (ceramica, industria litica in primis), casi-studio di particolare interesse sono rappresentati dal Riparo di Biarzo, Grotta di Cladrecis e alcune cavità dell’Altopiano di Pradis (Grotta del Clusantin, Grotta del Rio Secco) oggetto in anni recenti di scavi sistematici e studi post-scavo multidisciplinari. Nel contributo l’avvio della revisione della bibliografia e dell’analisi delle collezioni di materiali conservati presso diversi Istituzioni (Museo Friulano di Storia Naturale e Circolo Speleologico e Idrologico Friulano) viene inteso quale primo passo di progetto di più ampia portata focalizzato sullo studio delle grotte in Friuli che dovrà necessariamente prevedere anche la programmazione di nuove ricerche sul territorio. Nella parte conclusiva del lavoro viene fornito anche un elenco delle cavità che hanno restituito solo reperti faunistici olocenici.
La frequentazione delle grotte in età medievale. Spunti per uno studio territoriale Borzacconi A. Civici Musei di Udine, Museo Archeologico e Museo Friulano di Storia Naturale. Lithostampa ed.(2020) Tratto da:
In: Muscio G., Visentini P. (a cura di), Antichi abitatori delle grotte in Friuli. La Preistoria nelle cavità delle Prealpi Giulie, Catalogo della Mostra, Castello di Udine marzo 2021- febbraio 2022, 63-81, Pasian di Prato (UD)
Categorie:
Antropospeleologia
Indici:
Archeologia
L'A. propone alcune riflessioni preliminari sulla frequentazione di grotte e ripari del Friuli in un ampio orizzonte cronologico che abbraccia i secoli compresi tra il periodo tardoromano e l'età medievale. A partire dalla bibliografia specialistica disponibile, spesso connessa a indagini sul campo portate avanti da gruppi speleologici (Circolo Speleologico e Idrologico Friulano in particolare), vengono proposte alcune osservazioni tecno-tipologiche di dettaglio sui materiali ceramici, spesso inediti, rinvenuti nel corso di tali attività esplorative. Numerose sono i contesti ipogei con evidenze tardoantiche-medievali passati in rassegna, indicativi di un rinnovato interesse per le cavità da parte dell'uomo, dopo un periodo di sostanziale abbandono durante l’epoca romana, rispondente a nuove modalità insediative e a diversi criteri di organizzazione della viabilità nel territorio, in cui grotte e ripari insieme a castra e castella contribuiscono a formare un sistema difensivo integrato.
Testimonianze sacre e profane negli ipogei naturali e artificiali del FVG Franco Gherlizza Club alpinistico triestino- gruppo grotte(2017) Biblioteca del CSR Tratto da:
La nostra speleologia 2017
Categorie:
Antropospeleologia
Indici:
Archeologia, Leggende, folklore, culto
Keyword:
eremiti, sante, Santa Colomba
Questa cavità è nota per leggende che l'hanno eretta a dimora si sante e eremiti.