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2438 | Chiase dai Corvas

Nomi e numeri catastali

Nome principale Chiase dai Corvas
Numero catasto 2438
Numero catasto locale 1096 FR
Numero totale ingressi 1
Data primo accatastamento 01/01/1974
Descrizione ingresso

Numero ingresso: 1

Nome ingresso: Ingresso 1

Ingresso principale: Si

Stato ingresso: Agibile

Tipo ingresso: Orizzontale

Morfologia ingresso: Riparo sottoroccia

Pericoli all'accesso: Nessuno

Limitazioni: Nessuna

Accessibilità: Libera


Targhettatura

Presenza targhetta: Si

Sigla targhetta: 2438

Data targhettatura: 01/08/2015

Gruppo targhettatura: CSIF - Circolo Speleologico Idrologico Friulano

Campagna targhettatura: 2015


Località

Comune: Gemona del Friuli

Area geografica: Prealpi Giulie

Area provinciale: Udine

Tipo carta: 1:5.000

Carta CTRN 1:5.000: 049101 - Gemona del Friuli


Rilevamento posizione

Metodo rilevamento: STRUMENTALE -> GPS

Tipo posizione: Aggiornamento Posizione

Tipo coordinate rilevate: Metriche RDN2008/UTM 33N

Latitudine: 5126353

Longitudine: 357002

Lat. WGS84: 46,275687

Lon. WGS84: 13,143998

Est RDN2008/UTM 33N: 357002

Nord RDN2008/UTM 33N: 5126353




Data esecuzione posizione: 01/08/2015

Quota ingresso (s.l.m.): 340 m

Metodo rilevamento quota: Cartografico

Carta utilizzata: 1:5.000

Affidabilità posizione: Corretto


Autori della posizione

Autore: Rosa Romanin

Gruppo appartenenza: CSIF - Circolo Speleologico Idrologico Friulano

Altri nomi

Casa dei Corvi di Gemona

Cjase dai Cuarvas

Specola a mezzo monte

Casa sentinella

Non sono presenti informazioni

Caratteristiche

Sviluppo planimetrico: 10 m

Dislivello totale: 0 m

Quota fondo: 340 m


Stato della cavità

Artificiale: Si

Grotta turistica: No

Meteorologia ipogea

Non sono presenti informazioni

Ghiaccio/Neve

Non sono presenti informazioni

Presenza di rifiuti

Non sono presenti informazioni

Danneggiamenti

Presenza danneggiamenti: No

Opere abusive: No

Pericoli

Non sono presenti informazioni

Geologia

fonte: Carta geologica del Friuli Venezia Giulia alla scala 1:150.000

Litologia: Carbonati, talora con marne, stratificati

Ambiente: Depositi di bacino

Età: Giurassico sup. - Cretaceo inf.

Formazione: Fm. di Fonzaso, Calcare di Soccher, Rosso Ammonitico superiore

Concrezioni: No

Geosito ipogeo: No

Presenza fossili: No

Biologia

Non sono presenti informazioni

Aspetti culturali

folklore


Note culturali

Folklore: Una leggenda narra di un giovane che uccise la fidanzata infedele e che, per fuggire dalla prigione, si nascose in una grotta. Dopo la sua morte la grotta divenne la casa dei corvi.

Culturale: Riparo sotto la roccia ampio dodici metri per tre, chiuspo con una parete in muratura e con delle finestre, probabilmente utilizzato come vedetta a partire dal XVII secolo. Le dinestre in origine avevano una colonna nel mezzo e delle feritoie nella parte inferiore.

Vincoli

Vincolo paesaggistico: Segnalata alla Regione per futura tutela

Non sono presenti informazioni

Breve descrizione del percorso d'accesso

Si prende un sentiero che parte da una casa di via Stalis, a Gemona, con un portone a grate di legno colore grigio, in direzione NE. Si prosegue per circa dieci minuti fino a quando il sentiero incontra la parete di roccia e volta a sinistra, salendo. Da questo punto bisogna risalire la parete rocciosa, di poca difficoltà, per circa quattro, cinque metri sino a raggiungere le tracce di un sentierino che porta alla "chiase dei corvas".

Descrizione dei vani interni della cavità

Questa è costituita da una spessa muraglia che racchiude un'ansa naturale della roccia; si notano molte finestre e feritoie che fanno pensare che questo fosse un punto d'osservazione. Si può infatti vedere tutta la pianura e parte della valle del Tagliamento.
Dalle informazioni raccolte sulle leggende attribuite a questo posto, sembra che, proprio da qui furono avvistati i Turchi; nulla si sa a proposito di un brigante che, secondo altre leggende, avrebbe vissuto in questo luogo.

Data rilievo: 01/08/1970

Tipo rilievo: Primo rilievo


Autori del rilievo

Autore: Non specificato

Gruppo appartenenza: CSIF - Circolo Speleologico Idrologico Friulano


File rilievi presenti

Tipo file rilievo: Pianta e sezione


Scarica rilievo originale
Planimetria georiferita
La georeferenziazione della planimetria della cavità è comunque da intendersi indicativa, per l'accuratezza far riferimento alla scheda rilievi

Data dello scatto: 29/10/2022

Didascalia: Esterno

Autore foto: Michele Potleca

Descrizione: Panoramica delle parete dove si apre la "cavità"

Data dello scatto: 29/10/2022

Didascalia: Interno

Autore foto: Michele Potleca

Data dello scatto: 29/10/2022

Didascalia: Interno

Autore foto: Michele Potleca

Data dello scatto: 29/10/2022

Didascalia: Ingresso

Autore foto: Michele Potleca

Data dello scatto: 01/08/2015

Didascalia: Targhetta o numero identificativo

Autore foto: Rosa Romanin

Gruppo di appartenenza: CSIF - Circolo Speleologico Idrologico Friulano

Data dello scatto: 01/08/2015

Didascalia: Ingresso con numero identificativo

Autore foto: Rosa Romanin

Gruppo di appartenenza: CSIF - Circolo Speleologico Idrologico Friulano

Bibliografia
Le grotte delle Prealpi Giulie Settentrionali fra storia e leggenda
Paolo Maddaleni, Pino Guidi
Circolo Speleologico e Idrologico Friulano - Udine, Provincia di Udine - Assessorato all'Ambiente (2008)
Biblioteca del CSR
Tratto da: In

Categorie: Antropospeleologia

Indici: Leggende, folklore, culto

Keyword: Vedetta, muratura.


Riparo sotto la roccia ampio dodici metri per tre, chiuso con una parete in muratura e con delle finestre, probabilmente utilizzato come vedetta a partire dal XVII secolo. Le dinestre in origine avevano una colonna nel mezzo e delle feritoie nella parte inferiore.

Bibliografia Speleologica del Friuli
Guidi P. (a cura di)
Circolo Speleologico e Idrologico Friulano, Provincia di Udine (1997)

Categorie: Antropospeleologia

Indici: Archeologia


Nel capitolo "Antropospeleologia", uno specifico paragrafo, a cura di Muscio, viene riservato alla discussione dei dati bibliografici disponibili in letteratura in merito alle ricerche speleologiche in cavità del Friuli associate ad evidenze di tipo paletnologico e/o paleontologico. I titoli recensiti vengono forniti secondo un elenco analitico per autore, composto di 194 voci in totale, che riprende e aggiorna il precedente lavoro bibliografico redatto da Guidi (1973). Di ciascuna voce bibliografica vengono forniti: brevi indicazioni sulle evidenze (paletnologiche e/o paleontologiche) più significative emerse, note riassuntive dei principali argomenti trattati, indicazione degli specifici contesti in grotta menzionati, citati secondo il numero identificativo del Catasto Grotte del Friuli (sigla Fr).

Cjase dei Corvaz
Franco Gherlizza, Lino Monaco
Club Alpinistico Triestino (2016)
Biblioteca del CSR
Tratto da: Grotte e leggende del Friuli Venezia Giulia

Categorie: Antropospeleologia

Indici: Leggende, folklore, culto

Keyword: Monte Glemine, corvi


La leggenda narra di un giovane che uccise la fidanzata infedele e che, per fuggire dalla prigione, si nascose in una grotta. Dopo la sua morte la grotta divenne la casa dei corvi.

La frequentazione delle grotte in età medievale. Spunti per uno studio territoriale
Borzacconi A.
Civici Musei di Udine, Museo Archeologico e Museo Friulano di Storia Naturale. Lithostampa ed. (2020)
Tratto da: In: Muscio G., Visentini P. (a cura di), Antichi abitatori delle grotte in Friuli. La Preistoria nelle cavità delle Prealpi Giulie, Catalogo della Mostra, Castello di Udine marzo 2021- febbraio 2022, 63-81, Pasian di Prato (UD)

Categorie: Antropospeleologia

Indici: Archeologia


L'A. propone alcune riflessioni preliminari sulla frequentazione di grotte e ripari del Friuli in un ampio orizzonte cronologico che abbraccia i secoli compresi tra il periodo tardoromano e l'età medievale. A partire dalla bibliografia specialistica disponibile, spesso connessa a indagini sul campo portate avanti da gruppi speleologici (Circolo Speleologico e Idrologico Friulano in particolare), vengono proposte alcune osservazioni tecno-tipologiche di dettaglio sui materiali ceramici, spesso inediti, rinvenuti nel corso di tali attività esplorative. Numerose sono i contesti ipogei con evidenze tardoantiche-medievali passati in rassegna, indicativi di un rinnovato interesse per le cavità da parte dell'uomo, dopo un periodo di sostanziale abbandono durante l’epoca romana, rispondente a nuove modalità insediative e a diversi criteri di organizzazione della viabilità nel territorio, in cui grotte e ripari insieme a castra e castella contribuiscono a formare un sistema difensivo integrato.

Tracce medioevali nella -Fr 62-Grotta di Torlano sui Monti Bernadia sopra Nimis
Furlani U., Montina P.
Helice, Bollettino dell'Associazione Friulana Ricerche (1985)
Tratto da: Pubblicato a nome di Montina P. anche in Atti del VII Conv. Reg. di Spel. del Friuli-Venezia Giulia, Gorizia novembre 1985, pp. 53-61 (1986), 1 (1): 9-23, Tarcento (Ud)

Categorie: Antropospeleologia

Indici: Archeologia


Dopo una descrizione geologica e storico-bibliografica della cavità, localmente nota anche con il toponimo "Buse dai Corvaz", gli A. presentano una analisi tipologica preliminare dei materiali ceramici in essa rinvenuti, attribuiti al periodo medievale (XII-XIV secolo). In questa occasione vennero recuperati anche una catena in ferro, una cote, frammenti lignei e laterizi e venne messa in luce una struttura muraria in pietra costruita per chiudere l’accesso alla grotta, ampliando leggermente lo spazio antistante l’apertura. Nella discussione vengono citati, per confronto, anche altri due insediamenti ipogei del Friuli con tracce di frequentazione in epoca medievale: la ben nota Grotta di S. Giovanni d'Antro e la Chiase dai Corvas (Gemona).

Agenda

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