Litologia:
Carbonati, talora con marne, stratificati
Ambiente:
Depositi di bacino
Età:
Giurassico sup. - Cretaceo inf.
Formazione:
Fm. di Fonzaso, Calcare di Soccher, Rosso Ammonitico superiore
Concrezioni:
No
Geosito ipogeo:
No
Presenza fossili:
No
Biologia
Non sono presenti informazioni
Aspetti culturali
folklore
Note culturali
Folklore: Una leggenda narra di un giovane che uccise la fidanzata infedele e che, per fuggire dalla prigione, si nascose in una grotta. Dopo la sua morte la grotta divenne la casa dei corvi.
Culturale: Riparo sotto la roccia ampio dodici metri per tre, chiuspo con una parete in muratura e con delle finestre, probabilmente utilizzato come vedetta a partire dal XVII secolo. Le dinestre in origine avevano una colonna nel mezzo e delle feritoie nella parte inferiore.
Vincoli
Vincolo paesaggistico:
Segnalata alla Regione per futura tutela
Non sono presenti informazioni
Breve descrizione del percorso d'accesso
Si prende un sentiero che parte da una casa di via Stalis, a Gemona, con un portone a grate di legno colore grigio, in direzione NE. Si prosegue per circa dieci minuti fino a quando il sentiero incontra la parete di roccia e volta a sinistra, salendo. Da questo punto bisogna risalire la parete rocciosa, di poca difficoltà, per circa quattro, cinque metri sino a raggiungere le tracce di un sentierino che porta alla "chiase dei corvas".
Descrizione dei vani interni della cavità
Questa è costituita da una spessa muraglia che racchiude un'ansa naturale della roccia; si notano molte finestre e feritoie che fanno pensare che questo fosse un punto d'osservazione. Si può infatti vedere tutta la pianura e parte della valle del Tagliamento.
Dalle informazioni raccolte sulle leggende attribuite a questo posto, sembra che, proprio da qui furono avvistati i Turchi; nulla si sa a proposito di un brigante che, secondo altre leggende, avrebbe vissuto in questo luogo.
La georeferenziazione della planimetria della cavità è comunque da intendersi indicativa, per l'accuratezza far riferimento alla scheda rilievi
Data dello scatto:
29/10/2022
Didascalia:
Esterno
Autore foto:
Michele Potleca
Descrizione:
Panoramica delle parete dove si apre la "cavità"
Data dello scatto:
29/10/2022
Didascalia:
Interno
Autore foto:
Michele Potleca
Data dello scatto:
29/10/2022
Didascalia:
Interno
Autore foto:
Michele Potleca
Data dello scatto:
29/10/2022
Didascalia:
Ingresso
Autore foto:
Michele Potleca
Data dello scatto:
01/08/2015
Didascalia:
Targhetta o numero identificativo
Autore foto:
Rosa Romanin
Gruppo di appartenenza:
CSIF - Circolo Speleologico Idrologico Friulano
Data dello scatto:
01/08/2015
Didascalia:
Ingresso con numero identificativo
Autore foto:
Rosa Romanin
Gruppo di appartenenza:
CSIF - Circolo Speleologico Idrologico Friulano
Bibliografia
Le grotte delle Prealpi Giulie Settentrionali fra storia e leggenda Paolo Maddaleni, Pino Guidi Circolo Speleologico e Idrologico Friulano - Udine, Provincia di Udine - Assessorato all'Ambiente(2008) Biblioteca del CSR Tratto da:
In
Categorie:
Antropospeleologia
Indici:
Leggende, folklore, culto
Keyword:
Vedetta, muratura.
Riparo sotto la roccia ampio dodici metri per tre, chiuso con una parete in muratura e con delle finestre, probabilmente utilizzato come vedetta a partire dal XVII secolo. Le dinestre in origine avevano una colonna nel mezzo e delle feritoie nella parte inferiore.
Bibliografia Speleologica del Friuli Guidi P. (a cura di) Circolo Speleologico e Idrologico Friulano, Provincia di Udine(1997)
Categorie:
Antropospeleologia
Indici:
Archeologia
Nel capitolo "Antropospeleologia", uno specifico paragrafo, a cura di Muscio, viene riservato alla discussione dei dati bibliografici disponibili in letteratura in merito alle ricerche speleologiche in cavità del Friuli associate ad evidenze di tipo paletnologico e/o paleontologico. I titoli recensiti vengono forniti secondo un elenco analitico per autore, composto di 194 voci in totale, che riprende e aggiorna il precedente lavoro bibliografico redatto da Guidi (1973). Di ciascuna voce bibliografica vengono forniti: brevi indicazioni sulle evidenze (paletnologiche e/o paleontologiche) più significative emerse, note riassuntive dei principali argomenti trattati, indicazione degli specifici contesti in grotta menzionati, citati secondo il numero identificativo del Catasto Grotte del Friuli (sigla Fr).
Cjase dei Corvaz Franco Gherlizza, Lino Monaco Club Alpinistico Triestino (2016) Biblioteca del CSR Tratto da:
Grotte e leggende del Friuli Venezia Giulia
Categorie:
Antropospeleologia
Indici:
Leggende, folklore, culto
Keyword:
Monte Glemine, corvi
La leggenda narra di un giovane che uccise la fidanzata infedele e che, per fuggire dalla prigione, si nascose in una grotta. Dopo la sua morte la grotta divenne la casa dei corvi.
La frequentazione delle grotte in età medievale. Spunti per uno studio territoriale Borzacconi A. Civici Musei di Udine, Museo Archeologico e Museo Friulano di Storia Naturale. Lithostampa ed.(2020) Tratto da:
In: Muscio G., Visentini P. (a cura di), Antichi abitatori delle grotte in Friuli. La Preistoria nelle cavità delle Prealpi Giulie, Catalogo della Mostra, Castello di Udine marzo 2021- febbraio 2022, 63-81, Pasian di Prato (UD)
Categorie:
Antropospeleologia
Indici:
Archeologia
L'A. propone alcune riflessioni preliminari sulla frequentazione di grotte e ripari del Friuli in un ampio orizzonte cronologico che abbraccia i secoli compresi tra il periodo tardoromano e l'età medievale. A partire dalla bibliografia specialistica disponibile, spesso connessa a indagini sul campo portate avanti da gruppi speleologici (Circolo Speleologico e Idrologico Friulano in particolare), vengono proposte alcune osservazioni tecno-tipologiche di dettaglio sui materiali ceramici, spesso inediti, rinvenuti nel corso di tali attività esplorative. Numerose sono i contesti ipogei con evidenze tardoantiche-medievali passati in rassegna, indicativi di un rinnovato interesse per le cavità da parte dell'uomo, dopo un periodo di sostanziale abbandono durante l’epoca romana, rispondente a nuove modalità insediative e a diversi criteri di organizzazione della viabilità nel territorio, in cui grotte e ripari insieme a castra e castella contribuiscono a formare un sistema difensivo integrato.
Tracce medioevali nella -Fr 62-Grotta di Torlano sui Monti Bernadia sopra Nimis Furlani U., Montina P. Helice, Bollettino dell'Associazione Friulana Ricerche(1985) Tratto da:
Pubblicato a nome di Montina P. anche in Atti del VII Conv. Reg. di Spel. del Friuli-Venezia Giulia, Gorizia novembre 1985, pp. 53-61 (1986), 1 (1): 9-23, Tarcento (Ud)
Categorie:
Antropospeleologia
Indici:
Archeologia
Dopo una descrizione geologica e storico-bibliografica della cavità, localmente nota anche con il toponimo "Buse dai Corvaz", gli A. presentano una analisi tipologica preliminare dei materiali ceramici in essa rinvenuti, attribuiti al periodo medievale (XII-XIV secolo). In questa occasione vennero recuperati anche una catena in ferro, una cote, frammenti lignei e laterizi e venne messa in luce una struttura muraria in pietra costruita per chiudere l’accesso alla grotta, ampliando leggermente lo spazio antistante l’apertura. Nella discussione vengono citati, per confronto, anche altri due insediamenti ipogei del Friuli con tracce di frequentazione in epoca medievale: la ben nota Grotta di S. Giovanni d'Antro e la Chiase dai Corvas (Gemona).