Nome principale: Grotta presso Bristie 2
Numero catasto: 1902
Numero catasto locale: 4622VG
Numero totale ingressi: 1
Data primo accatastamento: 01/01/1971
Grotta presso Bristie
Non sono presenti informazioni
Descrizione ingresso
Numero ingresso: 1
Nome ingresso: Ingresso 1
Ingresso principale: Si
Stato ingresso: Agibile
Tipo ingresso: Verticale
Morfologia ingresso: Pozzo
Pericoli all'accesso: Caduta
Limitazioni: Nessuna
Accessibilità: Libera
Targhettatura
Presenza targhetta: No
Località
Comune: Duino Aurisina / Devin Nabrežina
Area geografica: Carso Triestino
Area provinciale: Trieste
Tipo carta: 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000: 110051 - Sgonico
Rilevamento posizione
Metodo rilevamento: STRUMENTALE -> GPS
Tipo posizione: Aggiornamento Posizione
Tipo coordinate rilevate: Geografiche ED1950
Latitudine: 45,74794444
Longitudine: 13,71180556
Lat. WGS84: 45,74705558
Lon. WGS84: 13,71085666
Est RDN2008/UTM 33N: 399724,976
Nord RDN2008/UTM 33N: 5066752,333
Data esecuzione posizione: 07/04/2013
Quota ingresso (s.l.m.): 219 m
Metodo rilevamento quota: Cartografico
Carta utilizzata: 1:5.000
Affidabilità posizione: Corretto
Autori della posizione
Autore: Umberto Mikolic
Gruppo appartenenza: CGEB - Commissione Grotte Eugenio Boegan
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico: 24 m
Profondità: 11,5 m
Dislivello totale: 11,5 m
Quota fondo: 207,5 m
Andamento cavità: Tratti verticali e orizzontali alternati
Stato della cavità
Grotta turistica: No
Meteorologia ipogea
Non sono presenti informazioni
Danneggiamenti
Non sono presenti informazioni
Geologia
fonte: Carta geologica del Friuli Venezia Giulia alla scala 1:150.000
Litologia: Carbonati massivi
Ambiente: Depositi di piattaforma aperta
Età: Cretaceo sup.- Paleocene sup.
| Formazione: | Calcareniti del Molassa Fm. dei Calcari del Carso triestino p.p Calcari di Monte San Michele |
Aspetti culturali
archeologico/paleontologico
Catasto Ragionato Informatico delle Grotte Archeologiche
Vincoli
Breve descrizione del percorso d'accesso
Per poter raggiungere la cavità bisogna percorrere la strada che dal bivio della strada provinciale San Pelagio-Gabrovizza porta, dopo aver sfiorato il paesino di Bristie, a Santa Croce. Dopo un centinaio di metri dal detto bivio, sulla destra si diparte una strada campestre che, passando vicino ad alcuni villini in costruzione, si dirige verso Aurisina, costeggiando il fianco di una vicina collinetta. La stradicciola per un buon tratto è in ottime condizioni in quanto è curata dai proprietari dei terreni limitrofi, i quali hanno persino costruito nelle immediate vicinanze l'imboccatura di un pozzo artificiale per la raccolta dell'acqua piovana. Per trovare la cavità bisogna abbandonare la strada un centinaio di metri prima di questa costruzione, e precisamente all'altezza di un declivio erboso solcato da una carrareccia che termina una trentina di metri più a valle, fra cespugli di carpini e giovani querce. In una piccola depressione, ai piedi di una robusta quercia ben visibile dalla stradicciola, si trova l'ingresso di questa grotta.
Descrizione dei vani interni della cavità
In origine una piccola depressione limitata sul lato Sud da una bassa paretina di roccia era quanto restava della parte iniziale di questa cavità. Allora il passaggio era ostruito da un ammasso di pietrame ed è difficile indicare se si trattava di un riempimento naturale o dovuto all'opera dell'uomo.
Una volta effettuato lo scavo l'accesso è risultato esser costituito da un erto muro di detriti legati da poche radici, dal quale si staccano con facilità piccole frane; è probabile che il progressivo crollo del materiale pericolante chiuderà nuovamente l'entrata.
La cavità è costituita da due vani non vasti, ma fortemente concrezionati, in particolare la volta che è tappezzata di belle stalattiti biancastre, con un tratto occupato da una selva di sottili cannelli candidi.
Il pozzetto d'accesso, se così si può chiamare, è stato letteralmente svuotato dai detriti che conteneva fino quasi all'imbocco della caverna sottostante; la parete del pozzetto rivolta verso il centro della depressione è però ancora costituita da materiale detritico mobile, tanto che ogni volta che un visitatore entra o esce dalla cavità provoca delle frane.
Prima della caverna principale, sulla destra, si apre un basso pertugio che comunica con una diramazione laterale discendente, alquanto angusta, lunga circa 4m, scarsamente concrezionata con minuscole stalattiti e stalagmiti che rendono ancor più malagevole il passaggio. La volta della caverna, costituita dal un tetto di strato, è quasi orizzontale ed è alta dai 2m ai 4m a partire dal fondo detritico.
Alla base della parete ad Est si trova un'altra strettoia, oltre la quale la grotta continua con un basso cunicolo privo di concrezioni, dal fondo pianeggiante occupato da argilla e lungo circa 4m.
Indubbiamente il tratto oggi accessibile è soltanto la parte iniziale di un inghiottitoio, la cui struttura dopo la cessazione dell'attività idrica è stata alterata da crolli e depositi di concrezioni.
Nella caverna sono state raccolte alcune ossa di cervo.
NOTA:
in una nota scritta a mano sulla descrizione originale, Dario Marini indica che durante un sopralluogo effettuato il 30/11/1981 è stato constatato che un'ostruzione detritica chiude l'accesso alla saletta dei cannelli.
Data rilievo: 14/11/1970
Tipo rilievo: Primo rilievo
Autori del rilievo
Autore: Natale Bone
Gruppo appartenenza: CGEB - Commissione Grotte Eugenio Boegan
File rilievi presenti
Tipo file rilievo: Pianta e sezione
Scarica rilievo originale
Planimetria georiferita
La georeferenziazione della planimetria della cavità è comunque da intendersi indicativa, per l'accuratezza far riferimento alla scheda rilieviBibliografia
Franco Gherlizza
Club Alpinistico Triestino (2019)
Biblioteca del CSR
Categorie: Antropospeleologia
Indici: Archeologia
Keyword: Sgonico, Archeologia
Posizione grotta, probabile crollo per materiale pericolante e ritrovamenti di ossa animali.
Agenda
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