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401 | Grotta del Monte dei Pini

Nomi e numeri catastali

Nome principale Grotta del Monte dei Pini
Numero catasto 401
Numero catasto locale 2945 VG
Numero totale ingressi 1
Data primo accatastamento 01/01/1969
Descrizione ingresso

Numero ingresso: 1

Nome ingresso: Ingresso 1

Ingresso principale: Si

Stato ingresso: Agibile

Tipo ingresso: Verticale

Morfologia ingresso: Pozzo

Profondità pozzo d'accesso: 6 m

Pericoli all'accesso: Caduta

Limitazioni: Nessuna

Accessibilità: Libera


Targhettatura

Presenza targhetta: Si

Sigla targhetta: 401

Data targhettatura: 14/02/2015

Gruppo targhettatura: GSSG - Gruppo Speleologico San Giusto

Campagna targhettatura: 2015


Località

Comune: Trieste

Area geografica: Carso Triestino

Area provinciale: Trieste

Tipo carta: 1:5.000

Carta CTRN 1:5.000: 110113 - Padriciano


Rilevamento posizione

Metodo rilevamento: STRUMENTALE -> GPS differenziale

Tipo posizione: Aggiornamento Posizione

Tipo coordinate rilevate: Metriche Gauss-Boaga - Fuso Est

Latitudine: 5058441

Longitudine: 2430445

Lat. WGS84: 45,673527

Lon. WGS84: 13,850104

Est RDN2008/UTM 33N: 410438,801

Nord RDN2008/UTM 33N: 5058418,126




Note rilevamento posizione: 2° gruppo posizionamento regionale anno 2000

Data esecuzione posizione: 01/08/2000

Quota ingresso (s.l.m.): 458 m

Metodo rilevamento quota: Cartografico

Carta utilizzata: 1:5.000

Affidabilità posizione: Corretto


Autori della posizione

Autore: Marco Manzoni

Gruppo appartenenza: RIP.REG. - Riposizionamento Regionale

Altri nomi

Grotta del Monte dei Pini di Gropada

Grotta Sotto la Cima del Moncalvo di Gropada

Non sono presenti informazioni

Caratteristiche

Sviluppo planimetrico: 472 m

Profondità: 130 m

Dislivello totale: 130 m

Quota fondo: 328 m

Andamento cavità: Tratti verticali e orizzontali alternati


Stato della cavità

Prosecuzioni: Prosecuzioni inaccessibili

Grotta turistica: No

Meteorologia ipogea

Non sono presenti informazioni

Ghiaccio/Neve

Non sono presenti informazioni

Presenza di rifiuti

Non sono presenti informazioni

Danneggiamenti

Presenza danneggiamenti: No

Opere abusive: No

Pericoli

Non sono presenti informazioni

Geologia

fonte: Carta geologica del Friuli Venezia Giulia alla scala 1:150.000

Litologia: Carbonati massivi

Ambiente: Depositi di piattaforma aperta

Età: Cretaceo sup.- Paleocene sup.

Formazione: Calcareniti del Molassa
Fm. dei Calcari del Carso triestino p.p
Calcari di Monte San Michele

Concrezioni: No

Geosito ipogeo: No

Presenza fossili: No

Biologia

Non sono presenti informazioni

Aspetti culturali

Non sono presenti informazioni

Vincoli

Vincolo paesaggistico: Segnalata alla Regione per futura tutela

Vincolo biodiversità: Habitat 8310 – Grotte non ancora sfruttate a livello turistico (Allegato I della Dir. 92/43/CEE)

Nome ramo: Principale


Pozzo/risalita/scivolo

Tipo Dislivello Nome
Pozzo 13 m
Pozzo 8 m
Pozzo 16,5 m
Pozzo 5 m
Pozzo 3 m
Pozzo 4 m
Pozzo 2 m
Pozzo 6 m
Pozzo 6 m
Pozzo 20,5 m
Pozzo 7,5 m
Pozzo 6 m
Pozzo 8 m
Pozzo 20 m
Descrizione dei vani interni della cavità

Gli abitanti di Gropada conoscono questa cavità dagli inizi dell'altro secolo e, all'epoca, correvano fantasiose leggende nelle quali veniva descritta come un antro di profondità notevole, ricettacolo di merci di contrabbando e di dubbia provenienza. Successivamente, in epoca imprecisata, l'ingresso venne chiuso con il concorso di tutti gli uomini del paese che allo scopo trascinarono sulla vetta del monte un grande macigno.
Nel 1924 l'Associazione XXX Ottobre, reso nuovamente accessibile l'imbocco, esplorò la cavità che risultò essere interessante dal punto di vista speleologico, ma priva di altri aspetti notevoli e così, quello stesso giorno, l'argine che tratteneva il materiale scavato venne fatto crollare per chiudere di nuovo l'accesso. Tale operazione fu pretesa probabilmente dal proprietario del fondo e deve essere attribuita all'iniziativa degli esploratori, nell'intento di impedire altre visite.
Appena trent'anni dopo il Gruppo Grotte "Carlo Debeljak" intraprese ancora una volta la disostruzione dell'imbocco, che richiese molte settimane di lavoro e l'erezione di una barriera di tronchi per arginare il materiale accumulato sul fondo della dolina; l'intenzione degli speleologi era solo quella di rendere nuovamente accessibile l'estesa cavità, ma la visita riservò invece molte gradite sorprese conducendo alla scoperta di numerose diramazioni, sfuggite all'attenzione dei primi esploratori, il rilievo dei quali, tralaltro, risultò del tutto inesatto
L'esame sistematico di ogni ambiente rivelò l'esistenza di passaggi ignoti che davano accesso a gallerie e caverne, alcune delle quali adorne di belle concrezioni; le ricognizioni effettuate in varie riprese e nel volgere di parecchi anni portarono sempre a nuove scoperte grazie alle quali nel 1963 lo sviluppo della grotta raggiunse 297m; la presenza di evidenti segni di un'antica attività idrica in molti ambienti offrì inoltre la possibilità di formulare nuove ipotesi sull'origine di questa complessa ed interessante cavità.
Solo dopo alcuni anni, però, venne nuovamente presa in considerazione l'ipotesi di una possibile continuazione e così, nell' ottobre del 1975 e dopo molti giorni di lavoro, eseguito spesso in condizioni proibitive, venne aperto un passaggio, costituito da una strettoia molto impegnativa (punto 32 del rilievo).
Le ultime esplorazioni hanno dato quindi i seguenti risultati: ripartendo dalla caverna in direzione Sud si percorre uno stretto meandro, le cui pareti sono costituite da massi accatastati; dopo 2,5m un'altra strettoia, anch'essa malagevole, immette in un ambiente che presenta una morfologia di crollo. Percorsa ancora una decina di metri si incontrano le prime tracce di calcificazione (punto 35); la direzione volge bruscamente a Nord-Est, formando quasi una retroversione. La distanza fra le pareti aumenta fino a raggiungere 3m di larghezza e quindi un'ultima strettoia (punto 36) dà accesso ad una cavernetta semicircolare, di circa 6m di diametro, nella quale si incontrano delle vaschette d'acqua (punti 37 e 38) e si può osservare una calcificazione più evidente; prima di proseguire l'esplorazione, partendo dalle vaschette d'acqua (punto 38), si può risalire in arrampicata una galleria ascendente e fortemente inclinata, 50°circa (punti 44 e 45); questo ambiente è completamente concrezionato e vi si trovano depositi calcitici di rara bellezza. La galleria termina in un ampio camino che alla sommità si restringe in una fessura impraticabile.
Ritornando alle vaschette d'acqua (punto 38) e percorrendo una ripida china che ha un'inclinazione di circa 40° ed è lunga 15m, si arriva alla sommità di un ampio pozzo (punto 40) che sprofonda verticalmente per 15m (punto 41); il terreno si mantiene fortemente inclinato e porta, attraverso una serie di vani e dopo ulteriori 10m, alla profondità di 128m, dove una pozza d'acqua preclude ulteriori prosecuzioni (punto 43).
Per proseguire l'esplorazione occorre risalire attraverso il piano inclinato che raggiunge l'imbocco del pozzo sino al punto 39 (?), dove un basso passaggio nell'argilla, orientato in direzione Est, largo all'inizio 1,5m e alto circa 60cm, porta agli ambienti successivi. Dopo pochi metri le pareti e la volta si ampliano formando una piccola caverna che ha il suolo costituito da argilla e detriti rocciosi (punto 47); da questa saletta una finestra orientata Sud-Ovest, immette nel pozzo profondo 20m (?) precedentemente descritto. Si prosegue quindi in direzione Est (punto 48) e, percorsi pochi metri lungo un corridoio inclinato lateralmente e ingombro d'argilla, si sbocca in una caverna le cui dimensioni, decisamente ragguardevoli, ne fanno l'ambiente più ampio di tutta la cavità: l'asse maggiore misura ben 45m, la larghezza si mantiene mediamente attorno ai 12m e la volta, nella sua massima altezza, risulta essere di 20m. La base fortemente inclinata della caverna è un insieme caotico di massi accatastati che raggiungono dimensioni considerevoli, tra i quali occorre destreggiarsi per proseguire (punti 49 e 50); sulla sabbia depositata fra i massi si notano alcuni rivoletti d'acqua di stillicidio.
Nel tratto successivo (punto 51) le dimensioni dei massi diventano tali da rendere utile l'ausilio di circa 6m di corda (scala). Si arriva così nella zona in cui la caverna è più alta (punto 53): qui i massi di crollo costituiscono ancora il piano sul quale si avanza e, verso la parte terminale della cavità, sono coperti da un cospicuo deposito di sabbia, che, da un'analisi chimica, è risultata conterere una forte percentuale di silice, circa 85%; questo deposito interessa la zona corrispondente ai punti 54,55 e 56, e raggiunge in qualche punto uno spessore superiore ai 2m.
Oltre il cumulo di sabbia (punto 55), che occupa l'ultima parte della caverna, si trova un bacino d'acqua che forma una sorta di sifone. Per raggiungere la massima profondità si deve scendere in uno stretto cunicolo, con le pareti fortemente corrose ed il suolo formato da argilla, formatosi probabilmente in epoche successive rispetto al resto della grotta, il fondo del quale (punto 58) raggiunge 130m di profondità; la lunghezza totale della grotta, in proiezione, risulta essere di 472m.

NOTA: cavità pulita dal Gruppo Speleologico San Giusto

Data rilievo: 31/12/1975

Tipo rilievo: Aggiornamento rilievo


Autori del rilievo

Autore: Giorgio Nicon

Gruppo appartenenza: GGCD - Gruppo Grotte Carlo Debeljak


File rilievi presenti

Tipo file rilievo: Pianta e sezione


Scarica rilievo originale

Data rilievo: 31/12/1953

Tipo rilievo: Primo rilievo


Autori del rilievo

Autore: Giorgio Nicon

Gruppo appartenenza: GGCD - Gruppo Grotte Carlo Debeljak

Scarica rilievo originale
Planimetria georiferita
La georeferenziazione della planimetria della cavità è comunque da intendersi indicativa, per l'accuratezza far riferimento alla scheda rilievi

Data dello scatto: 04/06/2016

Didascalia: Interno

Autore foto: Andrea Miglia

Descrizione: La china alla base dei primi pozzi dove si trova la finestra in parete per raggiungere il fondo.

Data dello scatto: 14/02/2015

Didascalia: Ingresso

Autore foto: Furio Premiani

Gruppo di appartenenza: GSSG - Gruppo Speleologico San Giusto

Data dello scatto: 14/02/2015

Didascalia: Targhetta o numero identificativo

Autore foto: Furio Premiani

Gruppo di appartenenza: GSSG - Gruppo Speleologico San Giusto

Data dello scatto: 14/02/2015

Didascalia: Ingresso con numero identificativo

Autore foto: Furio Premiani

Gruppo di appartenenza: GSSG - Gruppo Speleologico San Giusto

Didascalia: Ingresso

Bibliografia
-100 Monografia delle grotte del Carso triestino con profondità superiore ai 100 metri.
Franco Gherlizza
Club Alpinistico Triestino (1983)
Biblioteca del CSR

Categorie: Documentazione speleologica

Indici: Guide e narrativa

Keyword: Monte dei Pini


Descrizione interno grotta.

Geologia, geomorfologia e carsismo, geoidrologia e idrologia carsica, geologia tecnica, della zona di Trieste
Luciano Ballarin, Rino Semeraro
Gruppo speleologico San Giusto (1998)
Biblioteca del CSR
Tratto da: In Ipogea n.2 pp. 39-116

Categorie: Geospeleologia e carsismo

Indici: Geologia e pedologia, Idrologia

Keyword: Geomorfologia, Tettonica, Ipogeo, Idrologia


Agenda

Non sono presenti informazioni

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