Si dice che la cavità, già conosciuta nel 1885, ospitasse a quei tempi una banda di diserori dell'esercito napoleonico che si era data al brigantaggio.
Vincoli
Vincolo paesaggistico:
Segnalata alla Regione per futura tutela
Dalla strada che dall'abitato di Vallemontana porta a Monteprato, a circa 60m dall'ultimo tornante, l'ingresso si trova nei pressi della strada, in corrispondenza di un torrente. Si risale il pendio sulla destra della strada per circa 30m, dove si apre l'ingresso della cavità.
Descrizione dei vani interni della cavità
Molto più vasta della vicina grotta I del Torrente, questa grotta, scavata come le altre della zona nei calcari eocenici, è in pratica composta da due grandi sale in salita fra loro unite da un breve saltino e da una galleria, pure in salita, che si chiude con una piccola fessura impraticabile. La sala centrale, che è la più vasta, ha il suolo sabbioso e presenta sulla volta ed sulle pareti dei chiari segni di concrezionamento.
AGGIORNAMENTO 2012
Il rilievo è ancora parziale, in quanto manca l'ultimo ramo tutto in strettoia.
Il ramo superiore è ben concrezionato e presenta un conoide detritico allo sbocco di un ramo laterale. La morfologia del soffitto è scalinata, per effetto di crolli gravitativi. Al suolo tutto è occluso da un diffuso concrezionamento. Nella parte finale del ramo superiore sono presenti delle vaschette (asciutte al momento del rilievo), sempre nei pressi è presente un pozzetto di un metro di profondità, chiuso da detriti.
Gruppo appartenenza: AXXXO - Associazione XXX Ottobre
Autore: Argio Sigon
Gruppo appartenenza: AXXXO - Associazione XXX Ottobre
Planimetria georiferita
La georeferenziazione della planimetria della cavità è comunque da intendersi indicativa, per l'accuratezza far riferimento alla scheda rilievi
Data dello scatto:
12/05/2021
Didascalia:
Interno
Autore foto:
Graziano Cancian
Gruppo di appartenenza:
CRC SEPP. - Centro Ricerche Carsiche Carlo Seppenhofer
Descrizione:
microvaschette
Data dello scatto:
25/06/2011
Didascalia:
Ingresso con numero identificativo
Autore foto:
Andrea Borlini
Gruppo di appartenenza:
CSIF - Circolo Speleologico Idrologico Friulano
Data dello scatto:
25/06/2011
Didascalia:
Targhetta o numero identificativo
Autore foto:
Andrea Borlini
Gruppo di appartenenza:
CSIF - Circolo Speleologico Idrologico Friulano
Bibliografia
Le grotte delle Prealpi Giulie Settentrionali fra storia e leggenda Paolo Maddaleni, Pino Guidi Circolo Speleologico e Idrologico Friulano - Udine, Provincia di Udine - Assessorato all'Ambiente(2008) Biblioteca del CSR Tratto da:
In
Categorie:
Antropospeleologia
Indici:
Leggende, folklore, culto
Keyword:
Disertori, gallerie, grandi sale.
Probabilmente usata come rifugio dai disertori.
"PROGETTO TARGHETTE" 2011-2012 aggiornamento catastale Rosa Romanin, Loris Biasizzo, Andrea Chiavoni Circolo speleologico e idrologico friulano(2011) Biblioteca del CSR Tratto da:
Mondo Sotterraneo, n.s., a.XXXV (1-2), 2011
Categorie:
Documentazione speleologica
Keyword:
Descrizione, dati
Breve descrizione e dati.
Alcune notizie sulla storia della Grotta di Monteprato 139/59FR (Prealpi Giulie) Graziano Cancian Centro Ricerche Carsiche Seppenhofer, Gorizia(2019) Tratto da:
Monteprato di NImis, pp. 67-74. a cura del Centro Ricerche Carsiche Seppenhofer, Tip. Budin, Gorizia, ISBN 978-88-944820-0-3
Keyword:
Grotta di Monteprato, storia, rilievi, leggende, ricerche, fauna cavernicola
vengono date alcune notizie riguardanti la Grotta di Monteprato. In particolare, si ricordano le prime esplorazioni e l'evoluzione dei rilievi topografici, facendo notare che nel 1916 la grotta era chiamata "Jama di Monteprato", nome che compare anche in qualche segnalazione più recente. Seguono altre notizie, tra cui alcune note sulle leggende e credenze popolari e sulle ricerche scientifiche che, in passato, hanno riguardato soprattutto la fauna cavernicola.
Aspetti geologici, geomorfologici, mineralogici e sismici a Monteprato (Comune di Nimis - Friuli) Graziano Cancian, Elisabetta Predebon Centro Ricerche Carsiche Seppenhofer, Gorizia(2019) Tratto da:
Monteprato di Nimis, pp. 11-33, a cura del Centro Ricerche Carsiche Seppenhofer, tipogr. Budin Gorizia, ISBN 978-88-944820-0-3.
in questa zona vi è il contatto tra il Flysch del Grivò, di età Paleogenica e le formazioni del Cretacico, rappresentate dalla Scaglia Rossa Friulana, dal Calcare di Monte Cavallo e dal Calcare del Cellina. Entro il flysch si trova un grosso banco calcarenitico. La Grotta di Monteprato si apre proprio al contatto tra questo banco e i litotipi marnoso arenacei. Le analisi mineralogiche hanno dimostrato che il Calcari di Monte Cavallo e del Cellina sono costituiti da sola calcite, mentre nel banco calcarenitico e in alcuni strati della Scaglia Rossa Friulana, oltre alla calcite sempre prevalente, sono stati trovati anche quarzo e scarsi feldspati. La parte centrale dell'area esaminata è interessata da faglie e sovrascorrimenti. Uno di questi passa proprio davanti l'ingresso della Grotta di Monteprato. Lo studio è completato da una carta geologica di dettaglio.
Aspetti mineralogici della Grotta di Monteprato 139/59FR (Prealpi Giulie) Graziano Cancian, Francesco Princivalle Centro Ricerche Carsiche Seppenhofer, Gorizia(2019) Tratto da:
Monteprato di Nimis, pp. 109-120, a cura del Centro Ricerche Carsiche Seppenhofer, tipogr. Budin Gorizia, ISBN 978-88-944820-0-3
Sono stati esaminati diversi campioni: roccia, fanghi, incrostazioni, concrezioni e noduli. Si è visto così che la grotta si sviluppa al contatto tra una formazione torbiditica (flysch) formata da calcite, quarzo, fillosilicati, scarsi feldspati e un banco carbonatico costituito da calcite e scarso quarzo. Nei fanghi di grotta, invece, è stata riconosciuta quest'associazione: abbondanti fillosilicati (illite prevalente), quarzo, scarsi feldspati e calcite in quantità molto variabili. Sono state osservate anche delle sottili incrostazioni di idrossiapatite, dovute all'attività biologica dei pipistrelli e sono state analizzate delle vermicolazioni argillose, con questo risultato: fillosilicati (74%), feldspati (1%), quarzo (15%), calcite (9%), gibbsite (1%).
Bibliografia Speleologica del Friuli Guidi P. (a cura di) Circolo Speleologico e Idrologico Friulano, Provincia di Udine(1997)
Categorie:
Antropospeleologia
Indici:
Archeologia
Nel capitolo "Antropospeleologia", uno specifico paragrafo, a cura di Muscio, viene riservato alla discussione dei dati bibliografici disponibili in letteratura in merito alle ricerche speleologiche in cavità del Friuli associate ad evidenze di tipo paletnologico e/o paleontologico. I titoli recensiti vengono forniti secondo un elenco analitico per autore, composto di 194 voci in totale, che riprende e aggiorna il precedente lavoro bibliografico redatto da Guidi (1973). Di ciascuna voce bibliografica vengono forniti: brevi indicazioni sulle evidenze (paletnologiche e/o paleontologiche) più significative emerse, note riassuntive dei principali argomenti trattati, indicazione degli specifici contesti in grotta menzionati, citati secondo il numero identificativo del Catasto Grotte del Friuli (sigla Fr).
Caratteristiche chimico-fisiche delle acque presenti nella Grotta di Monteprato 139/59FR e nella zona circostante (Prealpi Giulie) Damiano Cancian Centro Ricerche Carsiche Seppenhofer, Gorizia(2019) Tratto da:
Monteprato di Nimis, pp. 87-100, a cura del Centro Ricerche Carsiche Seppenhofer, tipogr. Budin Gorizia, ISBN 978-88-944820-0-3
Keyword:
Grotta di Monteprato, acque, chimica, temperature, conducibilità elettrica, durezze, pH, diossido di carbonio,sorgente, vaschette
nell'arco del biennio 2012-2013 sono stati determinati diversi parametri fisico-chimici delle acque di una modesta sorgente e di tre vaschette che si trovano entro la Grotta di Monteprato. Per confronto sono state effettuate osservazioni in altre acque superficiali, soprattutto nella zona a monte. Si ritiene che la sorgente e le vaschette siano alimentate dalle acque di percolazione che attraversano il banco calcarenitico e poi scorrono, in buona parte, al contatto con i litotipi marnoso-arenacei, S'ipotizza, poi, l'esistenza di un piccolo bacino sotterraneo, poiché la sorgente è sempre attiva, anche nei periodi scarsamente piovosi e l'escursione termica, nell'arco dell'anno, è stata solo di 1,6 gradi. Considerata la vicinanza del tratto finale della grotta alle case del paese, non si può escludere qualche contributo di acque antropiche. Si è visto, infine, che le acque della grotta sono incrostanti.
Catalogo dei reperti ossei della Sezione Paletnologica-Antropologica del Museo Friulano di Storia Naturale Bressan F. Museo Friulano di Storia Naturale(1987)
Categorie:
Antropospeleologia
Indici:
Archeologia
Catalogo analitico dei reperti osteologici presenti nelle collezioni museali, suddivisi in base alla località di provenienza e alla relativa specie di appartenenza. Numerose sono le località in grotta comprese nello studio, oggetto di indagini da parte del Circolo Speleologico e Idrologico Friulano sin dalla fine dell'Ottocento. Nelle premesse introduttive si sottolineano le gravi lacune documentarie che contraddistinguono i vari repertori faunistic, giunti in museo privi di dati contestuali e stratigrafici a causa della natura non sistematica delle indagini di scavo al tempo condotte.
Incidenti a Carattere Speleologico nella Regione Friuli Venezia Giulia Franco Gherlizza Federazione Speleologica Triestina(1998)
Insediamenti preistorici nelle grotte delle Valli del Natisone Bressan F. Memorie dell'Istituto Italiano di Speleologia. Circolo Speleologico e Idrologico Friulano, Provincia di Udine(1997) Tratto da:
In: Muscio G. (a cura di), Il Fenomeno carsico delle Valli del Natisone (Prealpi Giulie - Friuli), s.2, 9: 15-20, Udine
Categorie:
Antropospeleologia
Indici:
Archeologia
Nell'articolo vengono passati in rassegna i più significativi siti preistorici in cavità delle Valli del Natisone, con particolare riferimentio a quelli "storici" scoperti dai soci del Circolo Speleologico e Idrologico Friulano nei primi anni del Novecento, i cui materiali sono in più casi divenuti l'oggetto di studi di revisione da parte dello stesso A.. Ampio risalto viene inoltre riservato al Riparo di Biarzo, il solo sito ad essere stato oggetto di scavi stratigrafici in tempi più recenti. Nella parte terminale dell'articolo viene fornito un elenco dei siti in grotta che hanno restituito resti faunistici.
La fauna cavernicola terrestre del massiccio dei monti la Bernardia Fulvio Gasparo Circolo Speleologico e Idrologico Friulano - Udine - Provincia di Udine - Assessorato all'ecologia(1996) Biblioteca del CSR Tratto da:
Il fenomeno carsico del massiccio dei Monti La Bernardia Mem. Ist. It. Spel., s. II, vol. VIII, 1996, pp. 71-80
Categorie:
Biospeleologia
Indici:
Fauna
Keyword:
biospeleologia fauna, troglofili, troglobi e troglosseni
Presenza di fauna, in particolare 48 taxa: 11 troglobi, 24 troglofili, 12 troglosseni e un endogeo rizofago cieco.
La grotta di Monteprato e la zona circostante (Prealpi Giulie): ricerche e risultati Graziano Cancian Youtube(2020)
E' stata presa in esame la Grotta di Monteprato 139/59FR (Nimis, UD) e la zona circostante. Nell'ambito del "Progetto Monteprato", durato alcuni anni, sono state effettuate ricerche multisciplinari: geologia, geomorfologia, speleologia, chimica delle acque, meteorologia ipogea, storia, mineralogia, ecologia, ecc. I risultati sono stati pubblicati in un libro a cura del Centro Ricerche Carsiche "C. Seppenhofer" di Gorizia e vengono riassunti in questo filmato su Youtube.