Ingresso principale
| Affidabilità posizione | Corretto |
|---|---|
| Presenza targhetta | Si |
| Area geografica | Carso Goriziano |
| Comune | Doberdò del Lago / Doberdob |
| Area provinciale | Gorizia |
| Lat. WGS84 | 45,83558 |
| Lon. WGS84 | 13,57488667 |
| Est RDN2008/UTM 33N | 389324.095 |
| Nord RDN2008/UTM 33N | 5076767.031 |
| Quota ingresso (s.l.m.) | 195 m |
Mappa
Caratteristiche
| Sviluppo planimetrico | 57,5 m |
|---|---|
| Profondità | 7,6 m |
| Dislivello totale | 7,6 m |
| Quota fondo | 191,4 m |
Breve descrizione del percorso d'accesso
La grotta si apre nella “Dolina Mameli”, che si trova a Nord di Quota 208 Sud.
Descrizione dei vani interni della cavità
La cavità è presente nel Catalogo delle Grotte di Guerra redatto nel 1926 dal Colonnello Italo Gariboldi, ma finora non era stata inserita in quello speleologico, forse perché ritenuta del tutto artificiale. In effetti solo la parte centrale, costituita da una caverna in cui sbocca un doppio pozzo a campana, è naturale, mentre il corridoio d'accesso e quello terminale sono stati scavati con le mine del Genio Militare italiano, verosimilmente nell'autunno 1916, quando si stava preparando la X Battaglia dell'Isonzo.
Da quanto si può dedurre osservando i vani ipogei, i lavori di adattamento a ricovero militare non furono mai ultimati, poiché con l'offensiva del maggio 1917 la caverna venne a trovarsi molto lontana dal nuovo fronte e quindi non più utile.
La luce che penetra dalle aperture dei due pozzi ha fatto sfiorire le colate calcitiche, sulle quali si notano i resti di infissi in ferro, la cui funzione non è chiara. Nei tratti artificiali la roccia si presenta friabile e fratturata e la sua disgregazione ha creato in qualche punto accumuli di fine detrito. Com'era usuale, era stata scavata un'altra uscita d'emergenza sboccante all'esterno con un tombino di cemento, ma questa parte è ora ostruita da un franamento, forse dovuto ad un'esplosione.
Nella carta militare del 1916 la dolina in cui si apre la cavità è indicata con il nome “Mameli”.
