6500 | Grotta dell'Ustionato
Nomi e numeri catastali
Nome principale: Grotta dell'Ustionato
Numero catasto: 6500
Numero catasto locale: 6206VG
Numero totale ingressi: 1
Ingresso principale
Data esecuzione posizione: 28/09/2002
Affidabilità posizione: Corretto
Presenza targhetta: Si Area geografica: Carso Triestino Comune: Duino Aurisina / Devin Nabrežina Area provinciale: Trieste Metodo rilevamento: STRUMENTALE -> GPS Lat. WGS84: 45,78433183 Lon. WGS84: 13,60775346 Est RDN2008/UTM 33N: 391777.329 Nord RDN2008/UTM 33N: 5071028.217 Quota ingresso (s.l.m.): 194,5 m
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico: 25 m
Profondità: 10 m
Dislivello totale: 10 m
Quota fondo: 184,5 m
Breve descrizione del percorso d'accesso
Dal piccolo piazzale antistante il Casello Ferroviario abbandonato della stazione di Duino, si attraversa la linea ferrata e si imbocca il sentiero che parte in direzione Ovest. Lo si percorre fino ad incrociare (q.176,7) la carrareccia che conduce al Monte Hermada. Si percorre la stessa in direzione Ovest, sino alla quota 194,1 dove, sulla destra del sentiero, appena oltre un piccolo gruppo di arbusti, si apre l'ingresso della cavità.
La cavità si apre ad una cinquantina di metri dalla 3095-5023VG (Pozzo a Nord di Duino), che cade alla stessa altezza sul sentiero appena indicato, ma dalla parte sinistra dello stesso.
Descrizione dei vani interni della cavità
Dopo un ingresso piuttosto stretto, il pozzo d'accesso, dalle pareti di roccia nuda, fratturata ed a volte instabile, si allarga, sboccando in una galleria impostata su una direttrice Nord -Sud. Questa galleria, di chiara origine fluviale, in direzione Nord va via via restringendosi tra pareti completamente concrezionate, fino a chiudere completamente il passaggio. Il fondo di questo tratto è composto da terriccio e pietrisco ed è visibile un suggestivo gruppo di sottili stalagmiti la cui stabilità è resa precaria dalla natura terrosa del suolo.
Il lato Sud, invece, con andamento in leggera salita, prosegue con larghezza pressoché costante fino alla fine, dove il suolo (caratterizzato da massi cementati da sparsi crostoni concrezionali con qualche accenno a formazioni coralloidi) e la volta ( occupata da innumerevoli stalattiti biancastre non alimentate che in pochi soggetti) convergono a chiudere ogni prosecuzione. Il vano è caratterizzato da alcuni grossi massi fra i quali è stato individuato un basso passaggio inclinato che deve essere ancora esplorato. Sopra uno dei primi massi della frana, alcune tozze stalagmiti crescono con angolo ortogonale sulle diverse superfici del blocco.
REV GS FLONDAR 2002
attraverso un passaggio tra i massi si accede ad un complesso vano, creatosi per azione dell'acqua nel cuore delle frana, che si esaurisce in un pertugio di minime proporzioni, possibile ma problematica via di proseguimento.
Nella cavità èstato raccolto un esemplare di Laemostenus (coleottero cavernicolo).