6245 | Grotta a S di Ceroglie
Nomi e numeri catastali
Nome principale: Grotta a S di Ceroglie
Numero catasto: 6245
Numero catasto locale: 6117VG
Numero totale ingressi: 1
Ingresso principale
Presenza targhetta: No
Area geografica: Carso Triestino
Comune: Duino Aurisina / Devin Nabrežina
Area provinciale: Trieste
Metodo rilevamento: STRUMENTALE -> GPS
Lat. WGS84: 45,78284798
Lon. WGS84: 13,64077404
Est RDN2008/UTM 33N: 394341.281
Nord RDN2008/UTM 33N: 5070819.178
Quota ingresso (s.l.m.): 129 m
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico: 22,2 m
Profondità: 6,5 m
Dislivello totale: 6,5 m
Quota fondo: 122,5 m
Breve descrizione del percorso d'accesso
Dall'ampio parcheggio all'imbocco del sentiero asfaltato per il Monte Cocco, si ripercorre la strada verso Sistiana per circa 200m, quindi ci si inoltra nella boscaglia sul lato sinistro attraversando il prato che la segue. Dopo una decina di metri, a ridosso di un muretto a secco ai bordi di una dolina dal fondo piatto e coltivato, in un avvallamento, poco profondo, del terreno, si apre l'ingresso della cavità.
Descrizione dei vani interni della cavità
L'ingresso della cavità, conduce ad un breve e ripido piano inclinato formato da materiale di deposito. Successivamente la pendenza diminuisce e si accede al primo vano più ampio ( p.ti 2-3 del rilievo) e quindi, al secondo, di dimensioni ancora maggiori (p.ti 3-4). Fino al punto di massima profondità (p.to 5), la cavità è naturale. La sua prosecuzione, invece, sembra artificiale, o perlomeno modificata artificialmente ed è formata da due rami disposti ortogonalmente. Il ramo minore (p.ti 5-8), a sezione pressochè rettangolare, tende a restringersi verso il fondo e termina contro una parete di calcare: da questo punto prosegue una fessura naturale impraticabile. Il suolo di questo ramo è composto da terra mista a sassi di piccole dimensioni ed è praticamente pianeggiante. Il ramo maggiore (p.ti 5-6), ha sezione irregolare ed andamento ascendente e termina (p.to 6) quasi completamente nel terriccio e pietrisco. All'esterno, in corrispondenza di questo punto, si trova una parete rocciosa affiorante, ai bordi di una dolina ampia e poco profonda, dal fondo piatto: ciò fa presumere che la cavità, in origine, avesse un ingresso in questo punto e che sia stata utilizzata nel periodo bellico come riparo o rifugio e che in seguito sia stata ostruita per consentire lo sfruttamento agricolo della dolina stessa. All'interno della grotta si possono ancora notare i resti arrugginiti di barattoli ed altri oggetti metallici.
In corrispondenza del punto dove finisce la parte naturale, è stato tentato uno scavo per verificare la possibilità di prosecuzione (naturale) della cavità, senza però giungere ad alcun risultato.