6146 | Abisso Amore quanto Latte
Nomi e numeri catastali
Nome principale: Abisso Amore quanto Latte
Numero catasto: 6146
Numero catasto locale: 3533FR
Numero totale ingressi: 2
Ingresso principale
Data esecuzione posizione: 01/01/2007
Affidabilità posizione: Corretto
Presenza targhetta: No
Area geografica: Alpi Giulie
Comune: Chiusaforte
Area provinciale: Udine
Metodo rilevamento: STRUMENTALE -> GPS
Lat. WGS84: 46,37905526
Lon. WGS84: 13,50106252
Est RDN2008/UTM 33N: 384729.541
Nord RDN2008/UTM 33N: 5137256.195
Quota ingresso (s.l.m.): 2010 m
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico: 852 m
Profondità: 740 m
Dislivello totale: 740 m
Quota fondo: 1270 m
Breve descrizione del percorso d'accesso
Da Sella Nevea si segue il sentiero 636 e raggiunto il bivio, si continua in direzione del Bivacco Modonutti - Savoia. Arrivati in corrispondenza della grande depressione che si estende sulla destra, tra la Forca del Poviz ed il Monte Cergnala, ci si deve addentrare tra i karren, allontanandosi dal sentiero per circa 200m, proprio tra la fine di un'enorme placca inclinata ed una vallecola attraversata da una lunga frattura. Qui, alla base di un enorme blocco si apre l'ingresso della cavità, caratterizzato da un ponte naturale.
Descrizione dei vani interni della cavità
L'abisso ha due pozzi d'accesso che confluiscono in una saletta inclinata dove una fessura porta in un canyon sfondato, intervallato da pozzetti, concluso da un bel pozzo di 53m, a campana, che termina in una sala. Tra i blocchi di frana sul lato Est della sala, una strettoia conduce in una breve condottina, seguita da una seconda strettoia e da un'arrampicata di circa 5m che porta all'imbocco del dell'enorme pozzo di 293m. La discesa di questa verticale è intervallata da numerosi terrazzi, tra i quali uno molto grande dopo circa 150m. La cavità continua con una serie di pozzi, sempre tutti molto ampi, ai quali segue un meandro, dopo il quale continua la serie dei pozzi, l'ultimo dei quali è profondo 60m. Alla base di quest'ultimo la grotta si divide in due rami. Il primo si biforca a sua volta e da una parte si conclude con un tratto allagato (sifone?), dall'altra con un pozzo di 20m che chiude nella ghiaia (-605).
Tornando al pozzo di 60m, è possibile con un pendolo, raggiungere un terrazzo e scendendo per circa 20m, traversare sulla destra, in corrispondenza di una finestra, per imboccare così, un lunghissimo meandro, intervallato da pozzi, fino ad una sala. Qui, dopo aver attraversato uno sfondamento cieco, si risale una frana nella quale un passaggio permette di riprendere il meandro principale. La discesa continua con dei pozzetti e quindi si risale per una decina di metri in una condotta freatica che porta di nuovo sul meandro, il quale, in questa zona, ha le pareti coperte di fango. Al suo termine si apre un pozzo di 60m, alla cui base un corto meandro dà su un P35. Dalla base, dopo un traverso in artificiale, si affronta un'aerea traversata che porta ad imboccare l'ultimo pozzo della grotta, di 45m, caratterizzato da un enorme specchio di faglia. Il fondo della cavità è costituito da una grande sala dal suolo in forte pendenza sormontata da un enorme camino. Nella sua parte alta è possibile scendere tra i blocchi di frana ma il proseguimento diventa ben presto impraticabile.