6108 | Grotta inferiore Riu Muart
Nomi e numeri catastali
Nome principale: Grotta inferiore Riu Muart
Numero catasto: 6108
Numero catasto locale: 3503FR
Numero totale ingressi: 1
Ingresso principale
Affidabilità posizione: Corretto
Presenza targhetta: No
Area geografica: Prealpi Carniche
Comune: Villa Santina
Area provinciale: Udine
Metodo rilevamento: GRAFICO -> Riconoscimento su carta
Lat. WGS84: 46,38880196
Lon. WGS84: 12,93883386
Est RDN2008/UTM 33N: 341522.317
Nord RDN2008/UTM 33N: 5139311.872
Quota ingresso (s.l.m.): 651 m
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico: 93 m
Dislivello positivo: 3 m
Profondità: 2 m
Dislivello totale: 5 m
Quota fondo: 649 m
Breve descrizione del percorso d'accesso
La cavità si apre sulla sinistra idrografica del Rio Morto, una decina di metri al di sotto della rotabile che lo attraversa per mezzo di un ponte. Nei pressi si rinvengono i resti di un forno per la produzione di calcina o carbone.
Dall'ingresso della grotta esce un breve rio, normalmente in secca, che dopo una decina di metri si getta nel Rio Morto.
Descrizione dei vani interni della cavità
Il basso ingresso dà accesso ad una saletta sulla cui destra una modesta venuta d'acqua si perde in una pozza. Un corridoio, basso ed ingombro di clasti, porta dopo pochi metri ad un piccolo inghiottitoio interno, ce raccoglie le acque che fuoriescono dal sovrastante sifone. Sulla sinistra è possibile avanzare ancora per qualche metro, incuneandosi tra i massi di crollo.
Il sifone è superabile svuotandolo con di un tubo di gomma lungo una decina di metri, da posizionarsi nell'inghiottitoio. E', ovviamente, necessario attendere parecchie ore o, meglio, ripassare il giorno dopo. In ogni caso, nei periodi di siccità il sifone va in secca.
Conviene comunque superare questo tratto tenendosi sulla sinistra (sulla destra ci sono grandi pozze, unici residui del sifone), strisciando in un ambiente concrezionato ricoperto da belle vaschette; dopo una decina di metri si raggiunge l'orlo di una grossa vasca che provoca un restringimento oltre al quale si trova una salettina in cui si può finalmente stare in piedi. La saletta, attraversata da un'evidentissima discontinuità, è abbellita da un gruppo di belle concrezioni, mentre sul pavimento si trova un'ulteriore pozza.
Con una facile arrampicata si può risalire la discontinuità, raggiungendo così una sala, debolmente concrezionata, ingombra di materiale di crollo di ogni dimensione. Sul soffitto spiccano numerose concrezioni a cavolfiore. Sulla destra, due stretti passaggi fanno intravedere un ambiente sottostante, forse cieco. Sulla sinistra, evidenze di un antico ruscellamento.
Alla sala segue una galleria zigzagante, impostata lungo piani di strato, abbastanza ampia ed in leggera discesa, piuttosto scivolosa e spesso ricoperta da ciottoli e crolli; superato un tratto molto concrezionato ed un blocco di strato staccatosi dal soffitto, la galleria si biforca. A sinistra si ferma dopo una decina di metri, con un laghetto sifonante; a destra ci si infila in una galleria rettangolare dal fondo sabbioso, che dopo pochi metri è interrotta da un profondo lago sifonante. Il ruscello che vi esce si perde in una pozzetta che comunica col vicino sifone.
Quasi tutte la gallerie sono scavate in interstrato, con la volta costituita da piani di strato.