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6011 | Grotta dei Capelli

Nomi e numeri catastali

Nome principale Grotta dei Capelli
Numero catasto 6011
Numero catasto locale 3431 FR
Numero totale ingressi 1
Complesso Picciola - Capelli

Ingresso principale

Affidabilità posizione Corretto
Presenza targhetta Si
Area geografica Alpi Giulie
Comune Chiusaforte
Area provinciale Udine
Lat. WGS84 46,37494444
Lon. WGS84 13,435
Est RDN2008/UTM 33N 379640.261
Nord RDN2008/UTM 33N 5136897.79
Quota ingresso (s.l.m.) 1891 m

Mappa

Caratteristiche

Sviluppo planimetrico 1724 m
Sviluppo spaziale 1724 m
Profondità 533 m
Dislivello totale 533 m
Quota fondo 1358 m

Rilievo 3D

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Breve descrizione del percorso d'accesso

Dal Rifugio Gilberti si segue il sentiero CAI n°632 in direzione del Bivacco Marussich. All'altezza del bivio per il Foran del Muss si scende verso il "Pian dei Garbi". Alla fine di quest'ultimo, (dopo aver cioè proseguito per 400m in direzione NW), tenendosi sulla destra, ci si dirige verso NE, per circa 100m, quindi verso NNW per altri 60m.

Descrizione dei vani interni della cavità



Il pozzo d’ingresso si presenta un po' stretto per i primi 5-6 m, alla base di questo si è quasi sempre presente un cumulo di neve, superatolo si scende verso il primo meandro che conduce ad un passaggio stretto tra due massi, che immette su un saltino di 2 m; da lì parte un traverso che conduce ai successivi P.20 e al P.9.

Alla base del P.9 è presente prima strettoia superabile senza grossi problemi. Sul fondo del successivo  P.40, dopo aver sceso un ulteriore salto di circa 4 m, troviamo il meandro a “esse” che è interessato da una forte corrente d’aria. Alla fine del successivo P.35, che porta ad una serie di pozzetti e strettoie, l’esplorazione si è fermata per qualche anno. 

A -125 m (vedi rilievo) si arriva di fronte ad un passaggio stretto che immette nel pozzo “dei Mori” (P.100). Da qui gli ambienti cominciano ad essere sensibilmente più grandi, i pozzi più larghi e levigati dall’erosione dell’acqua. Alla base del P.100 parte un meandro (parzialmente da esplorare) e seguendo le corde si arriva su di un terrazzino che porta a un P.35 in zona fossile priva di acqua e con stillicidio quasi assente. Sopra al terrazzino parte un traverso che conduce in una nuova zona esplorativa dove si sta facendo una risalita (2022) per raggiungere tre arrivi posti a circa 30 m d’altezza. Alla base del P.35 ci si immette in una faglia non troppo stretta e con una serie di saltini e pozzetti si arriva su di un grande terrazzo di conglomerato che si affaccia sul pozzo che si può scendere anche in libera per i primi 20 m poi la verticale si appoggia fino alla sua base, ove ci si cala in uno stretto passaggio inclinato e si raggiunge il campo provvisorio a -350 m. Il campo si trova all’inizio di un meandro. Percorsi comodamente i primi metri il meandro si restringe diventando un misto di condottine frammentate da scomode strettoie  per 150 m di sviluppo, di particolare interesse ametà di questo tratto  la presenza di bellissime concrezioni, inusuali per la zona. Alla fine delle condotte ci si affaccia su di un pozzo che porta di nuovo in una faglia stretta. 

Dal campo base si percorre il cunicolo del Military Training e i successivi due pozzetti dove una succesiva strettoia in salita fa penare non poco con i sacchi. Una volta superata una cordina fissata su un attacco a dir poco “esplorativo” si arriva alla base del P5 e dunque delle nuove zone (2022). Si incrocia una faglia alla base della quale scorre una consistente quantità d’acqua, si risale e si sbuca in una bassa condotta con aria e dal fondo piuttosto bagnato che porta su un’ulteriore faglia da scendere per una decina di metri. Alla base del salto si trova un piccolo sifone (presumibilmente comunicante con l’attivo che abbiamo incrociato alla base del P5), si risale la condotta e con un breve traverso si sbuca alla base di un grosso camino interessato da forte stillicidio. Dalla base del camino si diparte un meandro/forra discendete che si percorre fino a trovarsi in testa ad un pozzo. Con una spericolata discesa in libera si raggiunge la base del pozzo e si ritorna alla base del P5 iniziale.

Si nota un piccolo camino fossile parallelo al pozzone attivo e con una breve risalita si intercetta una galleria fossile circa a quota 1400 m s.l.m. Da qui una bassa condottina che si diparte lateralmente  e con un paio di brevi salti arrampicabili ci si trova di fronte all’ennesima strettoia che richiede di togliere l’imbrago per essere percorsa con notevole flusso d’aria. Superata la strettoia ci si trova davanti un pozzo di circa 60 metri. Da qui seguendo un meandro che si diparte alla base del pozzo, ignorando altre ramificazioni si raggiunge un pozzo da 30 m (battezzato “Una nuova speranza”). Dall’alto si sente un enorme boato, come fosse una cascata, alla base del pozzo è visibile l’enorme camino interessato da fortissimo stillicidio dal quale si diparte un bel meandro in cui si infila l’acqua proveniente dall’alto.

Da una finestra a pochi metri d’altezza ci si accorge che ci si trova ad un livello di gallerie freatiche (quota 1360 m s.l.m.) alte circa 2 m e larghe 4m.


Tali gallerie  per un certo tratto sono ricoperte di bellissime concrezioni eccentriche battezzate “sognando Su Palu” (in onore della famosa grotta in Ogliastra).

Percorsa la galleria fin oltre il limite esplorativo precedente, per circa 200m, e purtroppo chiudono su un sifone pensile. Alla base della galleria è presente un ringiovanimento piuttosto profondo sotto al quale scorre l’acqua che arriva dal pozzone. 




La grotta, fino alla base del pozzo “dei Mori”, durante il disgelo è molto bagnata e necessita di abbigliamento impermeabile soprattutto durante la risalita. Quando fuori piove la cavità si attiva ad alti livelli, e in caso di permanenza interna, è consigliato attendere al campo il decorso del flusso, pur essendo scongiurata la possibilità di restare bloccati (in ogni caso l’acqua nei pozzi è tanta e la progressione può diventare seriamente difficoltosa). La progressione generale è abbastanza tecnica, la temperatura si aggira attorno ai 2 gradi con forte flusso di corrente d’aria in molti punti, che certo non aiuta se si è bagnati quindi consigliabile portare piumino e k-way. In primavera la cavità è idricamente molto attiva, mentre in agosto, di solito, è in secca ed è più agevole; d’inverno è chiusa dalla neve. 




Rilievo: Pianta (29/09/2018)

Grotta dei Capelli

Rilievo: Sezione (29/09/2018)

Grotta dei Capelli

Rilievo: Pianta (29/09/2018)

Grotta dei Capelli