Breve descrizione del percorso d'accesso
La cavità s'apre, con due ingressi, nella zona denominata Baldas, a N di Casera Colciavas. Per accedere all'altopiano di Colciavas seguire la traccia di sentiero che si trova dopo circa 500 m da Casera Colciavas.
Descrizione dei vani interni della cavità
Dalla base del pozzo d'accesso, occupata per gran parte da un cumulo di neve, si prosegue, in direzione SW dove, in corrispondenza di un grosso masso, si cerca la prosecuzione a destra, lungo la frana. Qui si ha accesso ad un p20 dalla partenza molto stretta. Sceso il P20 ha inizio un lungo e stretto meandro, che da accesso, dopo un paio di pozzetti ad una forra al cui termine è necessario risalire per una decina di metri. Superate alcune strettoie ("Porta di Durin") si ha accesso ad una bella galleria caratterizzata da inflorescenze di latte di monte e vermicolazioni argillose. Superati alcuni pozzi (il più alto è un p35) ed un ulteriore meandro (attenzione, strada non banale!) si arriva sulla sommità di Khazad Dhum (Nanosterra), sala che rappresenta un punto importante della grotta. La via verso il fondo prosegue salendo una corda a sinistra che immette in una piccola galleria ascendente, il "Cancello di Dimrill". Giunti sotto un camino caratterizzato da un costante e cospicuo stillicidio, la via va ricercata in basso sulla destra, su un P15 che introduce nel "Meandro del Morghul" che va seguito sino alla parte più verticale della grotta, il "Baratro di Morgoth", dove si succedono un P40, P20, P25 e P50. Va via verso il fondo va però ricercata traversando il P20 a 15 metri dalla sua base, in una finestra che dà accesso alle "Terre di Azog". SI prosegue lungo questa via scendendo un paio di pozzetti e superando uno stretto meandro lungo un centinaio di metri, si scende un P40 ed un successivo P30, denominato "Nerocancello", che però non va sceso tutto ma, atterrati su un terrazzino si accede ad una finestra che da accesso ad alcuni pozzetti paralleli (P10, P10, P12. Alla base del P12 si segue il meandro per un centinaio di metri sino a raggiungere un piccolo sifone, ancora non superato e che rappresenta l'attuale fondo della grotta.
nel 2021 il meandro Monsardò è stato collegato all'Abisso dell'Ottavo Nano