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3938 | Jama mladih

Nomi e numeri catastali

Nome principale Jama mladih
Nome principale sloveno Jama mladih
Numero catasto 3938
Numero catasto locale 5231 VG
Numero totale ingressi 1

Ingresso principale

Affidabilità posizione Corretto
Presenza targhetta Si
Area geografica Carso Triestino
Comune San Dorligo della Valle / Dolina
Area provinciale Trieste
Lat. WGS84 45,61443
Lon. WGS84 13,87698
Est RDN2008/UTM 33N 412440.054
Nord RDN2008/UTM 33N 5051822.755
Quota ingresso (s.l.m.) 347 m

Mappa

Caratteristiche

Sviluppo planimetrico 29,4 m
Sviluppo spaziale 32,6 m
Profondità 8,1 m
Dislivello totale 8,1 m
Quota fondo 338,9 m

Breve descrizione del percorso d'accesso

Per raggiungere l’ingresso si percorre il sentiero CAI n. 25 che dal fondovalle conduce alla Sella del Monte Carso fino al bivio col sentiero CAI n. 13, che si segue in direzione del Cippo Comici. Dopo una ventina di metri lo si abbandona seguendo una cengia verso sinistra sovrastata da una paretina. La cavità si trova a 80 m S dal Cippo, ad una quota leggermente inferiore, sul versante occidentale del Crinale.

Descrizione dei vani interni della cavità

L'ingresso dà accesso ad un pozzetto che termina in una caverna con il suolo coperto da un crostone calcitico in via di disfacimento e con le pareti e il soffitto in roccia viva. L'asse principale della cavità è parallelo al Crinale. All'interno della grotta (punto 6 del rilievo), in seguito a degli scavi effettuati per provare ad uscire in superficie, si sono trovate delle ossa recenti, probabilmente di volpi, e due oggetti di metallo (una fibbia di bronzo e una specie di bottone, anch’esso di bronzo) coperti da concrezioni. In seguito a tale scoperta si è fatto un accurato esame del pavimento di tutta la cavità che ha portato alla luce un femore di notevoli dimensioni. Un fatto curioso è che la persona di cui è stato rinvenuto il femore e gli oggetti di metallo non erano entrati dall'attuale ingresso, aperto artificialmente; probabilmente i reperti furono gettati all'interno da un ingresso attualmente non individuabile all'esterno, e poi, col tempo, sono stati trascinati dall’acqua nel punto dove sono stati trovati.

Aggiornamento del maggio 2020:
Nel corso di una ricognizione nella cavità, a 37 anni dalla sua scoperta, è stata individuata nel pavimento una fessura laterale a contatto della parete di roccia, interessata da una debole corrente d’aria. Si è così iniziato uno scavo nel pavimento, particolarmente compatto, che dopo un paio di metri ha permesso di accedere dall’alto di una frana cementata in una breve galleria ricca di cannule, seguita dopo una strettoia da un ulteriore vano alto e calcificato. Nel corso degli scavi sono emerse dalla frana numerose ossa anche di notevoli dimensioni e in particolare nella bassa galleria sono stati scoperti cementati al pavimento alcuni crani appartenenti ad esemplari di orso. Di un tanto è stata data subito notizia alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia. In data 12.02.2021 personale della Soprintendenza, insieme ad esperti del Museo Civico di Storia Naturale di Trieste, è stato accompagnato all’interno della cavità, ed ha provveduto al prelievo di gran parte delle ossa mobili per i successivi esami in laboratorio. In attesa dei risultati e dell’avvio di una campagna scientifica di scavo, su richiesta della stessa Soprintendenza, l’ingresso della cavità è stato momentaneamente chiuso con un cancello a protezione del deposito paleontologico ancora presente.

Rilievo: Pianta e sezione (22/05/2020)

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