3812 | Grotta di Vallemontana
Nomi e numeri catastali
Nome principale: Grotta di Vallemontana
Numero catasto: 3812
Numero catasto locale: 2092FR
Numero totale ingressi: 2
Ingresso principale
Data esecuzione posizione: 05/02/2012
Affidabilità posizione: Corretto
Presenza targhetta: Si Area geografica: Prealpi Giulie Comune: Nimis Area provinciale: Udine Metodo rilevamento: STRUMENTALE -> GPS Lat. WGS84: 46,22431980601 Lon. WGS84: 13,296310512252 Est RDN2008/UTM 33N: 368614.3 Nord RDN2008/UTM 33N: 5120382.1 Quota ingresso (s.l.m.): 325 m
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico: 51 m
Profondità: 20 m
Dislivello totale: 20 m
Quota fondo: 315 m
Breve descrizione del percorso d'accesso
La cavità s'apre nel terreno di proprietà di Di Betta Giannino (1982), in località Dobize (o Pot Foran), poco a N dell'abitato di Vallemontana. I due ingressi sono facilmente individuabili risalendo un centinaio di metri un piccolo canalone che parte dalla strada sottostante. Come punto di riferimento si può utilizzare un traliccio dell'ENEL.
Descrizione dei vani interni della cavità
La cavità s'apre con due ingressi. Quello inferiore conduce dopo una breve galleria in discesa ad un P5,5 che dà origine ad una sala di forma allungata dal fondo cosparso di massi di crollo. Quello superiore, assai stretto, conduce con una galleria in costante discesa ed interrotta da brevi salti, alla sala terminale. Da qui la grotta prosegue ancora qualche metro con un cunicolo angusto che termina in una piccola stanza. L'ingresso di quest'ultimo tratto però è attualmente ostruito da materiale di riempimento trasportato da un piccolo ruscello che percorre la cavità durante i periodi di forti precipitazioni.
La grotta si sviluppa principalmente in rocce argillose-marnose di color rosso mattone appartenenti alla formazione della scaglia rossa e, marginalmente, in una breccia calcarea costituita da ciottoli e blocchi di Calcari a Rudiste. Le gallerie sono sia di interstrato, sia impostate su fratture verticali.
NOTA 1
La cavità fu esplorata parecchi anni prima del 1982, da alcuni soci dell'AFR, ma non fu rilevata.
NOTA 2
La grotta fu utilizzata come rifugio, durante la Seconda Guerra Mondiale, dai renitenti alla leva. All'interno si possono infatti notare un muro a secco costruito per livellare il fondo della sala terminale, la presenza di travature e di reperti bellici.