376 | Pozzo 2 a NW di Gropada
Nomi e numeri catastali
Nome principale: Pozzo 2 a NW di Gropada
Numero catasto: 376
Numero catasto locale: 857VG
Numero totale ingressi: 1
Ingresso principale
Data esecuzione posizione: 11/05/2025
Affidabilità posizione: Corretto
Presenza targhetta: Si Area geografica: Carso Triestino Comune: Trieste Area provinciale: Trieste Metodo rilevamento: STRUMENTALE -> GPS Lat. WGS84: 45,676165472461 Lon. WGS84: 13,836981383908 Est RDN2008/UTM 33N: 409421 Nord RDN2008/UTM 33N: 5058726 Quota ingresso (s.l.m.): 380 m
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico: 222 m
Dislivello positivo: 7 m
Profondità: 58 m
Dislivello totale: 58 m
Quota fondo: 322 m
Breve descrizione del percorso d'accesso
L'ingresso di questa interessante cavità si apre sul lato SE di una dolina di medie dimensioni ed è facilmente raggiungibile con una traccia di sentiero che inizia presso un bivio della carrareccia che da Trebiciano porta verso il Monte Franco.
Descrizione dei vani interni della cavità
Il piccolo portale immette subito in una grande galleria in discesa dal suolo detritico. Dopo una ventina di metri le dimensioni aumentano e la volta raggiunge quasi 8 metri. Sulla sinistra si può visitare un ramo in lieve salita lungo 15 m, proseguendo dritti in breve si perviene ad uno scivolo di 15 metri, inclinato a 45°, che conviene scendere con l'ausilio di una corda. Alla base dello scivolo ci si trova in una caverna in gran parte occupata da tre poderosi gruppi colonnari. Nel punto più depresso della caverna si estende un breve cunicolo che termina con detriti. Risalendo invece a fianco delle colonne si incontra la prosecuzione costituita da un pozzo ben concrezionato che si sviluppa a campana. Giungendo dietro alle colonne si può effettuare una breve arrampicata di 8 m (II) per raggiungere una piccola cavernetta ben concrezionata e visitare un pozzo cieco di 6,5 m. Scendendo il pozzo a campana, dopo un primo tratto verticale di 12,5 m, si giunge su un ripiano con una bella stalagmite, ove si apre un ramo scoperto nel 1968. Continuando a scendere, dopo un tratto in lieve pendenza ed un altro quasi verticale di 9,5 m, si giunge alla base del pozzo, costituita da una caverna dal suolo detritico. Superato un portale in lieve salita, ci si trova in una seconda caverna alta circa 13 m. Successivamente il suolo ridiscende e oltre un passaggio basso si perviene in una terza sala alta 10 m.
Il ramo scoperto nel 1968 si sviluppa con uno stretto cunicolo discendente che immette in un pozzo ben concrezionato di 14,5 m. Alla profondità di 4 m esso si sdoppia e non si può scendere direttamente, ma occorre spostarsi con un passaggio un po' atletico nel vano parallelo. Alla base del pozzo si possono scendere dei pozzetti, allargati con lavoro di scavo, che portano ad un primo fondo a 56 m. A metà pozzo invece, raggiungendo una soglia laterale, si scende in una serie di pozzetti che conducono ad un secondo fondo alla profondità di 58 m. Quest'ultimo è pure raggiungibile percorrendo un cunicolo ed un successivo pozzetto che si sviluppano alla base del salto di 9,5 m del ramo principale.
Un breve ramo è stato esplorato effettuando una traversata lungo il tratto verticale di 12,5 m. Dopo averlo sceso per 5 m, si inizia ad arrampicare in orizzontale e poi in lieve discesa sulla sinistra, usufruendo di una serie di numerose colonnine. Dopo una decina di metri si raggiunge una finestra caratterizzata da una bella colonna; oltre ad essa si sviluppa una cavernetta ascendente lunga quasi 5 m.
Un'altra arrampicata effettuata nel primo tratto della grotta ha permesso di individuare un nuovo ramo che si sviluppa al di sopra della galleria principale. Anziché scendere lungo lo scivolo, ci si mantiene sul lato destro della galleria e si inizia a salire un tratto abbastanza verticale di circa 8 m, spostandosi da sinistra a destra (IV). Si giunge sopra un grosso ponte naturale e si risale un tratto più facile (II) per altri 6 m, in un ampio vano ben concrezionato. Ci si immette così in una galleria che torna indietro parallelamente al ramo principale. Dopo un tratto un po' basso di 6 m si ha un'interruzione con un pozzo che si ricollega alla caverna sottostante. Un'attraversata in arrampicata artificiale ha permesso di raggiungere un'ultima cavernetta ascendente che termina ad una profondità positiva di 7 m rispetto all'ingresso.