Ingresso principale
| Affidabilità posizione | Corretto |
|---|---|
| Presenza targhetta | Si |
| Area geografica | Prealpi Giulie |
| Comune | Tarcento |
| Area provinciale | Udine |
| Lat. WGS84 | 46,239262169057 |
| Lon. WGS84 | 13,234245865779 |
| Est RDN2008/UTM 33N | 363865 |
| Nord RDN2008/UTM 33N | 5122147 |
| Quota ingresso (s.l.m.) | 325 m |
Mappa
Caratteristiche
| Sviluppo planimetrico | 167 m |
|---|---|
| Dislivello positivo | 15 m |
| Profondità | 11 m |
| Dislivello totale | 26 m |
| Quota fondo | 314 m |
Breve descrizione del percorso d'accesso
La grotta si apre sul fianco occidentale del Monte Bernadia, all'altezza della Bocca di Crostis. Dista dalla Grotta Doviza (30/70FR) 4500m, con un dislivello di circa 200m.
Descrizione dei vani interni della cavità
La cavità fu rilevata alla fine del secolo scorso e descritta come una galleria ascendente poco interessante, lunga in tutto 43m.
Alcuni speleologi di Tarcento, nel dicembre 1971, scoprirono una stretta fessura sulla parete Est della caverna terminale e l'allargarono, con un paziente lavoro di scavo che dette la possibilità di oltrepassarla e di scoprire un'interessantissima prosecuzione. Infatti, richiesto l'intervento del G.S."L.B.Bertarelli", le esplorazioni proseguirono in collaborazione.
La parte nuova (dal punto 4 del rilievo) è costituita da una galleria impostata su una frattura, ricca di stalattiti, stalagmiti e crostoni calcitici in evidente disfacimento, il fondo della quale è ricoperto da materiale clastico, cementato a tratti da un velo di concrezione. Le sezioni, dapprima larghe, diventano man mano più strette ed allungate verso l'alto. Dopo una cinquantina di metri le concrezioni scompaiono e sulle pareti appaiono delle fratturazioni ed evidenti segni di dilavamento idrico. Da qui la galleria si fa marcatamente discendente ed iniziano a comparire depositi alluvionali, costituiti da argille e fango, di notevole spessore, tanto da creare difficoltà per superarli (punto 9 ). Dopo un tratto in salita di una decina di metri la galleria continua nuovamente in discesa e a tratti il fondo si fa scivoloso per l'abbondante stillicidio e la presenza di argilla e fango. Il fondo (punto10) in parte è ricoperto da ghiaie e materiale clastico ed in parte è occupato da un laghetto, le cui acque si perdono in una fessura (punto 11).
Tornando indietro è stato osservato che in un tratto (compreso tra il punto 8 e il punto 9 del rilievo) il ricambio d'aria sembrava essere totalmente assente, in quanto si era formata una nebbia talmente densa da rendere quasi invisibile, a pochi metri, la luce delle lampade.
