Descrizione dei vani interni della cavità
Questo pozzo è molto noto, assieme alla 227VG, per gli studi compiutivi sul corso sotterraneo del fiume Timavo e per la presenza sul fondo di un bacino d'acqua che, in qualche modo, è in relazione con le vicine risorgive; le sostanze traccianti immessevi riapparvero però nelle acque del Timavo soltanto dopo quaranta giorni e successivamente ad un periodo di forti precipitazioni, a dimostrazione che la falda idrica è marginale rispetto ai canali che alimentano le risorgive. Le ricognizioni subacquee hanno infatti stabilito che sul fondo non esiste un passaggio praticabile dall'uomo e che un banco di ghiaie chiude la cavità.