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Catasto Speleologico Regionale

 

Aggiornamento scheda catastale




1900 | Abisso Kamikaze


100m 500m 1000m
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Nomi e numeri catastali

Nome principale: Abisso Kamikaze

Numero catasto: 1900

Numero catasto locale: 4620VG

Numero totale ingressi: 1

Nome immagine

Ingresso principale

Affidabilità posizione: Corretto

Presenza targhetta: No

Area geografica: Carso Triestino

Comune: Trieste

Area provinciale: Trieste

Metodo rilevamento: GRAFICO -> Riconoscimento su carta

Lat. WGS84: 45,70162273

Lon. WGS84: 13,78607199

Est RDN2008/UTM 33N: 405498.938

Nord RDN2008/UTM 33N: 5061613.153

Quota ingresso (s.l.m.): 297 m

Caratteristiche

Sviluppo planimetrico: 60 m

Profondità: 139 m

Dislivello totale: 139 m

Quota fondo: 158 m

Breve descrizione del percorso d'accesso

L'abisso si trova al margine di un terreno prativo delimitato da un muricciolo a secco. Ad una cinquantina di metri verso NW si trova il Pozzetto ad E di Borgo Grotta Gigante (1187/4087VG), il quale si apre sul fianco di una piccola dolina, a 24m dal pilone dell'ENEL TN5 N.686; la dolina nel 1985 era in parte già sventrata dai lavori di costruzione dell'autostrada e quindi è probabile che l'ingresso del pozzetto sia ostruito.

Nel dicembre del 2017 si è constatato che la zona in cui si apre l'abisso è stata delimitata da paletti collegati tra loro da filo elettrificato e l'ingresso risulta essere ostruito da sassi, anche se in apparenza, poco difficili da rimuovere.

Descrizione dei vani interni della cavità

A differenza degli altri abissi scoperti nell'ultimo dopoguerra, questa cavità non richiese la disostruzione o il forzamento dell'imbocco, il quale dev'essersi aperto spontaneamente in epoca alquanto recente ed al momento della scoperta era coperto soltanto da una grossa
pietra.
L'abisso con il suo sviluppo quasi esclusivamente verticale rappresenta un caso abbastanza tipico sull'altopiano carsico ed ha le stesse caratteristiche strutturali del Pozzo Covacich (285/846VG), dell'Abisso Colognatti (746/3914VG) e di altre cavità sul Carso triestino.
Al notevole concrezionamento dei due pozzi iniziali e della caverna alla profondità di 43m, fa seguito un progressivo accentuarsi delle forme corrosive, in pieno ciclo di evoluzione e stupendamente evidenti nei pozzi che giungono alla profondità di 94m, nelle due diverse diramazioni della cavità. E' interessante osservare come la continuità degli ambienti sotterranei si è instaurata in qualche punto attraverso l'unione di fratture diversamente orientate o con l'ampliarsi di vani contigui, in origine separati; si tratta di un complesso di fratture notevole in quanto isolato, in una zona scarsamente interessata dal carsismo ipogeo. Va rilevato ancora che tutti i vani erano un tempo ugualmente concrezionati, come si deduce da pochi residui di spessi crostoni visibili sulle pareti ora corrose; al distacco del rivestimento calcitico si deve forse l'ostruzione di qualche passaggio che portava ad una maggiore profondità.
Nelle strettoie del ramo più profondo si avverte talvolta una sensibile corrente d'aria in uscita, mentre all'imbocco della cavità tale fenomeno non si nota; si tratta infatti di una curiosa circolazione interna, per cui l'aria piove letteralmente da alcuni camini molto alti, per risalire attraverso altre vie.
L'accesso all'ultimo pozzo era costituito da una lunga fessura verticale ed impraticabile; il lavoro di allargamento è stato eseguito in condizioni assai difficili, al limite delle umane possibilità.


CGEB 2020
Alla profondità di m 65, in prossimità di un lieve corridoio in salita sulla via del fondo, vi è la possibilità di scendere sulla sinistra in un pozzo laterale di m 9, che si presenta ben concrezionato. Alla sua base esso prosegue con due fessure, una verticale ed una orizzontale. Quest’ultima, larga cm 30 e alta cm 5, si ricollega alla via del fondo. 

Rilievo: Pianta e sezione (27/09/2020)

Abisso Kamikaze

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