1471 | Abisso Gianni Venturi

Nomi e numeri catastali

Nome principale Abisso Gianni Venturi
Numero catasto 1471
Numero catasto locale 583 FR
Numero totale ingressi 1
Complesso del Col delle Erbe

Ingresso principale

Affidabilità posizione Corretto
Presenza targhetta No
Area geografica Alpi Giulie
Comune Chiusaforte
Area provinciale Udine
Lat. WGS84 46,38066345
Lon. WGS84 13,44488046
Est RDN2008/UTM 33N 380412.62
Nord RDN2008/UTM 33N 5137518.262
Quota ingresso (s.l.m.) 1860 m

Mappa

Caratteristiche

Sviluppo planimetrico 592 m
Profondità 446 m
Dislivello totale 446 m
Quota fondo 1414 m

Breve descrizione del percorso d'accesso

La grotta si apre a NNE del Col delle Erbe (Gruppo del Monte Canin), nei pressi del Monte Spric, ed è impostata su una frattura orientata Nord-Sud.

Descrizione dei vani interni della cavità


La cavità inizia con un pozzo di 34 m (diaclasi orientata NS), alla cui base si trova un piccolo lago di alcuni metri di è profonda circa m 1,5 superato il quale si entra in una fessura che permette di accedere ad un altro salto (34 m) piuttosto terrazzato. Si scende quindi un pozzo di 19 metri e si avanza in bassa e fangosa  galleria sino ad un salto di 12m da cui si avverte un notevole stillicidio, Un piccolo terrazzo separa questo pozzo da quello seguente di 13 m, dopodiché si accede ad una sala dalla quale si dipartono varie diramazioni, alcune con andamento ascendente (punto 10 del rilievo 1973)  Viene percorsa la più promettente, un meandro sul fondo del quale scorre un torrentello formato di acque di percolazione, che in alcuni punti riceve degli affluenti da meandri secondari

non esplorati date le loro esigue dimensioni.

Il canyon inizia stretto e tortuoso, le pareti sono molto levigate, si procede per circa 80 m sino ad un allargamento, si scendono alcuni gradoni alla cui base sono presenti grandi vasche piene d'acqua, e si imbocca un meandro sospeso (punto 34 del rilievo del 1973). Si scende poi un salto di 14 m

e si supera un laghetto dopodiché ci si trova sull'orlo di un ennesimo pozzo.

Viene disceso è risulta profondo 27 m, la forma quasi circolare misura un diametro di 10m, alla base segue un salto di 36 m in fondo al quale troviamo il solito laghetto e vari detriti; poco oltre si apre un meandro abbastanza agevole, si avanza per altre 30 e sì raggiunge un pozzo (68 m) seguito da un altro di 9.

Alla base del P68 è possibile installare un eventuale campo interno in quanto parte fossile della cavità, ampio spazio e assenza di stillicidio. Poco più avanti poco un piccolo meandro attivo porta acqua che precipita poi nel PP.  Seguendo il corso idrico che gradatamente sparisce tra i sassi, si percorre un cunicolo asciutto lungo 15m e alto 30cm che si chiude a quota -350. Ritornando indietro si imbocca un meandro sino a ritrovare il torrente. A questo punto spariscono i calcari rossastri e di colore opaco e si incontrano i calcari saccaroidi bianchissimi. Si supera una piccola sala dalla quale si dipartono varie diramazioni, e si avanza in un canyon discendente seguendo il corso del torrente; questo percorso è alquanto tortuoso e accidentato e sarà bene segnare i punti di risalita per facilitare il ritorno. Dopo circa 1 ora di avanzamento si perviene sull’orlo di un piccolo salto, molto stretto e levigato, dal quale si ode in lontananza il fragore di una cascata. (tratto da G. Leoncavallo e A, Pavanello, 1973) 




Il fondo è occupato da un vasto e profondo bacino d'acqua che in tempi piovosi tracima e si versa in una fessura che si apre sul lato Sud della cavità. Negli anni 1972-73 gruppi speleologici emiliani hanno ulteriormente esplorato la grotta senza però raggiungere il fondo..

Rilievo: Pianta e sezione (31/12/1975)

Abisso Gianni Venturi