1312 | Voragine del Rio Lanza
Nomi e numeri catastali
Nome principale: Voragine del Rio Lanza
Numero catasto: 1312
Numero catasto locale: 532FR
Numero totale ingressi: 1
Ingresso principale
Presenza targhetta: No
Area geografica: Alpi Carniche
Comune: Paularo
Area provinciale: Udine
Metodo rilevamento: GRAFICO -> Riconoscimento su carta
Lat. WGS84: 46,57719829
Lon. WGS84: 13,13315115
Est RDN2008/UTM 33N: 356957.391
Nord RDN2008/UTM 33N: 5159874.265
Quota ingresso (s.l.m.): 1100 m
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico: 85 m
Dislivello positivo: 32 m
Profondità: 80 m
Dislivello totale: 112 m
Quota fondo: 1020 m
Breve descrizione del percorso d'accesso
Per raggiungere la cavità bisogna partire da Casera Meledis bassa e scendere verso il letto del Rio Lanza; camminando sul prato a monte del rio, all'inizio del bosco, pochi metri sopra il rio stesso, si incontra un sentiero che conduce ad Est e quindi, in corrispondenza della confluenza del Rio Lanza con il Rio Malinfier, si devono attraversare i due torrenti, passando sulla sinistra orografica del Rio Lanza. Salendo parallelamente al rio per 300m si giunge alla fine del sentiero, sul greto del rio stesso e, aggirando un grosso masso e proseguendo per 50m, si arriva alla grotta che si apre lungo una frattura nella parete rocciosa, a circa 3m dal greto.
Descrizione dei vani interni della cavità
La grotta è un budello verticale profondo 80m e si apre nei calcari del siluriano superiore con una stretta fessura, profonda 4m, alla quale fa seguito un pozzo profondo 15m, alla cui base s'incontra un forte getto d'acqua proveniente da un camino laterale; un pozzo di 18m, la cui discesa è resa difficoltosa dalla presenza dell'acqua, porta ad un piano detritico da cui si diparte un cunicolo che sbocca sul pozzo maggiore della cavità, quello di 34m. Un ulteriore salto di 4m porta ad un laghetto in cui si perdono le acque che hanno accompagnato l'esploratore nella sua discesa.
Nel 1989 con una breve traversata sul pozzo iniziale è stata raggiunta un'evidente finestra, situata circa alla stessa quota dell'ingresso. Da una cavernetta, nella quale vi sono evidenti fenomeni di crollo, si apre una galleria in salita impostata lungo un'evidente frattura inclinata, orientata Nord-Sud. Alcuni malagevoli passaggi portano in una cavernetta dalla quale una risalita in artificiale di 3,5m conduce nella parte finale, molto stretta, di questo ramo che infine è chiuso da una frana.
Il nuovo ramo, nel quale non c'è stillicidio e non è stata avvertita alcuna corrente d'aria, in totale misura 63m di sviluppo per 32 di dislivello.
Nel complesso la cavità dovrebbe raggiungere circa 140m di dislivello, in quanto una squadra di speleosub della Commissione Grotte "Eugenio Boegan", superando il sifone terminale è scesa per ulteriori 25m fino ad un nuovo sifone.