Catasto Ragionato Informatico delle Grotte Archeologiche

3995 | Crist di Val

Nome principale Crist di Val
Numero catasto 3995
Numero catasto locale 2217 FR
Numero totale ingressi 1

Ingresso principale

Affidabilità posizione Corretto
Presenza targhetta Si
Area geografica Prealpi Carniche
Comune Verzegnis
Area provinciale Udine
Lat. WGS84 46,369411989493
Lon. WGS84 12,912763045091
Est RDN2008/UTM 33N 339461
Nord RDN2008/UTM 33N 5137210
Quota ingresso (s.l.m.) 1755 m

Mappa

Caratteristiche

Sviluppo planimetrico 4,2 m
Dislivello totale 0 m
Quota fondo 1755 m

Geologia e Geomorfologia

Caratteri fisiografici

Ubicazione Prealpi Carniche
Area carsica Monte Verzegnis (A)
Morfologia rilievo montuoso
Geomorfologia versante
Contesto attuale roccioso
Distanza dal mare >10.000 m
Distanza da fonte d'acqua >1.000 m

Caratteri interni

Andamento Semplice orizzontale
Pozzi No
Planimetria semplice: unico vano
Ampiezza piano calpestabile 30 m2 m
Tipologia terreno calpestabile limoso prevalente
Crolli recenti No
Grotta turistica No
Concrezionamento scarso / assente
Acqua interna No

Note caratteri interni

si individua facilmente per la presenza di una grande croce all'ingresso

Ingressi

Ingresso 1

Latitudine WGS84 46,369411989493
Longitudine WGS84 12,912763045091
Quota ingresso (s.l.m.) 1755 m s.l.m.
Morfologia riparo
Terreno superficie esterna roccioso affiorante/subaffiorante

Archeologia

Data
2002
Autore
Gruppo Grotte CAI di Novara, Società Friulana di Archeologia-Sezione Carnica
Conservati
Si
Pubblicati
Si
Note
Campagna di rilievo alla Grotta Crist di Val (pulitura, rilievo e documentazione grafica e fotografica dei graffiti e bassorilievi). Dalla raccolta di superficie del deposito interno riconducibile ad un riporto artificiale e quindi rimaneggiato, sono stati recuperati alcuni reperti di diversa datazione. La ricognizione di superficie condotta in altre 3 delle circa 20 cavità che si aprono nella zona, la Grotta sopra Casera Val (fr. 2220/3998), la Cavità presso Casera Val (fr. 2214/3992) e un riparo al tempo non catastato posto al di sopra di quest'ultima (Vannacci Lunazzi, Cella 2003, c. 664), forse corrispondente alla Caverna sopra Casera Val (fr. 2215/3993), non ha rilevato la presenza di tracce di frequentazione antropica.

Indagine

Tipologia di indagine recupero
Stratigrafia No
Area indagine parziale
Cronologia Preistoria, Età Postmedievale
Periodo Mesolitico?

Materiali

Litici 1 manufatto scheggiato in selce (non locale?); 1 pedina in calcare levigata, di forma ovoidale
Bibliografia Vannacci Lunazzi 2003; Vannacci Lunazzi, Cella 2003.

Analisi

Carbonio c14, TL, Geoarcheologia, Petrologia, Archeozoologia, Paleoantropologia, Paleobotanica, Archeometallurgia

Depositi materiale

Situazione dei materiali conservati
Denominazione deposito ?
Indirizzo deposito ?

Note

La cavità presenta evidenze di frequentazione di lunga durata, compresa l’epoca attuale quando era meta di processioni connesse ai culti locali (rogazioni) contro la siccità (Vannacci Lunazzi 2003, p. 217). Non del tutto chiarita appare l’attribuzione cronologico-culturale delle incisioni e rilievi che ornano le pareti interne, in cui oltre a oltre a iniziali, date (tra cui le più antiche riconosciute si collocano tra la prima metà-fine del Settecento) e motivi originali, sono presenti alcune scene di crocefissione in cui sembrano riconoscibili influenze di simboli legati all’antica tradizione celtica conservatisi nel sostrato locale (escluso con ogni probabilità il riferimento alla figura di Longino inizialmente ipotizzato). Dalla raccolta di superficie effettuata in corrispondenza del deposito interno provengono, oltre ad alcuni ex-voto (medagliette, croci) datati dal Settecento in avanti (Vannacci Lunazzi 2003, p. 231, nota 3), frammenti vitrei, ceramici e metallici recenti (Vannacci Lunazzi, Cella 2003, c. 663), una pedina in calcare e un manufatto in selce, riferiti in via preliminare al Mesolitico in base alla localizzazione in alta quota del riparo.

Descrizione e rilievo

Breve descrizione del percorso d'accesso

Da Casera Val, guardando in direzione NE, si vede la grande croce di legno posta davanti alla bocca della cavità, che si apre alla base di un breve dirupo. Per raggiungerla, si prosegue verso la sella compresa tra Q.1865 e Q.1863. La via più agevole è quella che sale sulla destra, inerpicandosi pper un erto pendio erboso, che richiede cautela nel tratto finale.

Descrizione dei vani interni della cavità

La cavità è costituita da un unico vano, interamente illuminato, dal suolo in leggera pendenza, ricoperto da vegetazione erbacea, con qualche felce di tipo comune e rari esemplari del gustoso spinacio di montagna (Chenopodium Bonus Enricus) . La cavità termina con un cunicolo intransitabile.

NOTA FOLKLORE
La grotta è stata oggetto di culto sino a pochi anni or sono; al suo interno sono ben visibili, sulle pareti, incisioni a bulino rappresentanti crocifissi ed altre immagini sacre. Le pareti e la volta sono ricoperte da numerose scritte, per lo più incise, alcune delle quali ormai indecifrabili a causa della dissoluzione del calcare. La data leggibile più antica risale al 1804. Sulla parete di fondo è stata cementata una piccola ancona
La cavità era particolarmente oggetto di culto nei periodi di siccità: in tale occasione gli abitanti dei paesi limitrofi si recavano in processione al Crist di Val per invocare la caduta della pioggia.

Rilievo: Pianta e sezione (05/07/2002)
Crist di Val

Bibliografia

Antropospeleologia

Prospettive di ricerca preistorica e protostorica a Invillino e in Carnia

Vannacci Lunazzi G.

Quasar ed. (2001)

Tratto da: In: Bandelli G., Fontana F. (a cura di): Iulium Carnicum. Centro alpino tra Italia e Norico. Dalla protostoria all'età imperiale, Atti del Convegno (Arta Terme-Cividale, settembre 1995), 85-101, Roma

Indici: Archeologia

Tra le principali evidenze archeologiche riferibili al periodo pre- protostorico attestate nel sito di Invillino (e nel territorio ad esso circostante) e in Carnia si segnalano i rinvenimenti di superficie effettuati a Col Santino (reperti ceramici e litici riferibili al periodo Neolitico Tardo-Eneolitico), a Forni di Sopra loc. Varmost e Casera Valbertad (materiali litici riferibili al Paleolitico Medio), quest'ultima insieme a Paularo-Cason di Lanza-Passo Pramollo (sito indagato stratigraficamente) interessata anche da frequetazioni di epoca mesolitica. L'A. menziona inoltre il rinvenimento di affioramenti di materiale selcifero (anteriori al Biancone e risalenti al Giurassico Medio) in relazione all'area in cui insiste la grotta "Crist di Val" sul Monte Verzegnis (1660 m s.l.m.), cavità che ha rivelato evidenze di una frequentazione antropica di lunga durata, protrattasi sino ad epoche recenti. Caratteristica distintiva della cavità sono le numerose raffigurazioni incise alle pareti, perlopiù a carattere religioso o votivo, da cui la grotta stessa prende il nome.
Antropospeleologia

Scavi in Carnia (UD): Verzegnis, Colle Mazéit e grotta Crist di Val. Campagna di scavo 2002.

Vannacci Lunazzi G.

Società Friulana di Archeologia (2003)

Tratto da: Quaderni Friulani di Archeologia, 12: 217-232, Udine

Indici: Archeologia

Resoconto della campagna di ricerche condotte nel corso dell'anno 2002 nel complesso di cavità presenti sul Monte Verzegnis. Le operazioni hanno previsto la pulitura, rilievo e documentazione grafica e fotografica dei graffiti e bassorilievi, di datazione incerta, presenti nella grotta "Crist di Val". La presenza di selce, tra gli altri materiali rinvenuti in superficie sul pavimento della cavità, lascia ipotizzare una possibile frequentazione del sito sin da epoca mesolitica. La ricognizione condotta in alcune delle altre numerose cavità presenti nell'area, qui non meglio specificate, non ha portato al rinvenimento di tracce di frequentazione antropica.
Antropospeleologia

Verzegnis, Monte Verzegnis. Ricognizione nella grotta "Crist di Val"

Vannacci Lunazzi G., Cella G. D.

Aquileia Nostra (2003)

Tratto da: In: Bandelli G., Vitri S. (a cura di), I Celti in Friuli: Archeologia, storia e territorio [II], 73: 660-664 cc., Aquileia (UD)

Indici: Archeologia

Resoconto della campagna di ricerca alla grotta “Crist di Val” sul Monte Verzegnis (1740 m s.l.m.), localizzata in un’area contraddistinta da almeno una ventina di altre cavità e nota per essere stata sede di culti locali sino ad epoche recenti. Le ricerche hanno in particolare riguardato il rilievo fotografico e grafico (parziale) delle incisioni e bassorilievi presenti lungo le pareti interne della grotta raffiguranti, oltre a iniziali, date (tra cui le più antiche riconosciute si collocano tra la prima metà-fine del Settecento) e motivi originali, alcune scene di crocefissione, di incerta attribuzione cronologica e culturale (forse con simbologia celtica), a cui si deve il nome della cavità. Significativo appare il ritrovamento di alcuni reperti sulla superficie del deposito interno, comunque rimaneggiato, essendo riconducibile ad un riporto artificiale. Tra i materiali, oltre a manufatti chiaramente recenti ed ex-voto, si sono recuperate una "pedina" in calcare ed una scheggia ritoccata in selce (non locale?) che lascia aperta l’ipotesi di una possibile frequentazione della grotta sin da epoca preistorica (Mesolitico?). Le ricognizioni effettuate in almeno altre tre cavità presenti nei pressi, non hanno rilevato tracce di frequentazione antropica.