Bibliografia Speleologica del Friuli
Guidi P. (a cura di)
Circolo Speleologico e Idrologico Friulano, Provincia di Udine (1997)
Indici: Archeologia
| Nome principale | Landri Scur |
|---|---|
| Numero catasto | 127 |
| Numero catasto locale | 125 FR |
| Numero totale ingressi | 1 |
| Affidabilità posizione | Corretto |
|---|---|
| Presenza targhetta | Si |
| Area geografica | Prealpi Carniche |
| Comune | Claut |
| Area provinciale | Pordenone |
| Lat. WGS84 | 46,26142780881 |
| Lon. WGS84 | 12,578745938734 |
| Est RDN2008/UTM 33N | 313404 |
| Nord RDN2008/UTM 33N | 5125944 |
| Quota ingresso (s.l.m.) | 1113 m |
| Sviluppo planimetrico | 3618 m |
|---|---|
| Sviluppo spaziale | 3897 m |
| Dislivello positivo | 268 m |
| Profondità | 40 m |
| Dislivello totale | 40 m |
| Quota fondo | 1073 m |
| Ubicazione | Prealpi Carniche |
|---|---|
| Area carsica | Monte Resettùm (A) |
| Morfologia | rilievo montuoso |
| Geomorfologia | versante |
| Idrologia | corso d'acqua temporaneo (attuale) |
| Contesto attuale | boschivo |
| Distanza dal mare | >10.000 m |
| Distanza da fonte d'acqua | <500 m |
| Andamento | Prevalentemente orizzontale |
|---|---|
| Pozzi | Si |
| Planimetria | articolata: più vani |
| Tipologia terreno calpestabile | roccioso affiorante/subaffiorante |
| Crolli recenti | Si |
| Grotta turistica | No |
| Acqua interna | Si |
| Latitudine WGS84 | 46,26142780881 |
|---|---|
| Longitudine WGS84 | 12,578745938734 |
| Quota ingresso (s.l.m.) | 1113 m s.l.m. |
| Morfologia | parete |
| Terreno superficie esterna | roccioso affiorante/subaffiorante |
| Tipologia di indagine | recupero |
|---|---|
| Stratigrafia | No |
| Cronologia | Pleistocene |
| Paleontologici | resti di Ursus spelaeus (frammenti di ossa e denti). |
|---|---|
| Bibliografia | Dalla Vecchia 2008; Tonon 1992; Bon et alii 1991. |
| Situazione dei materiali | conservati |
|---|---|
| Denominazione deposito | Museo Civico di Storia Naturale Silvia Zenari |
| Indirizzo deposito | via della Motta n. 16, 33170-Pordenone |
La cavità è situata all'inizio della Val delle Crode, nel bosco di Lesis di Claut, sulla sinistra della pista che porta alla Casera Pradut (percorribile per la maggior parte dell'anno quasi esclusivamente con fuoristrada).
Passati attraverso l'imbuto iniziale e superato un passaggio basso, sifonante in caso di piena, si entra in un salone caratterizzato dalla presenza, sul fondo, di una ghiaia sottile mista a ciottoli. Un tunnel artificiale composto da fusti metallici rende possibile il superamento di una strettoia che si trova in basso a sinistra e che conduce ad una seconda sala di più modeste dimensioni; da qui una risalita ed una breve traversata permettono di raggiungere la cosiddetta "circonvallazione", un budello che si snoda per circa 200m sopra la parte attiva della cavità. Dopo uno stretto pozzo di 18m si ritorna nella galleria principale, che, verso Ovest, dopo una pozza d'acqua, anch'essa sifonante in caso di piena, procede allargandosi sempre più, fino a formare l'ampio salone che costituisce il termine della "parte vecchia" della cavità.
Oltrepassata una strettoia su ciottoli e ghiaia, si entra in una galleria che prosegue in direzione Sud-Ovest, lasciandosi sulla destra alcune diramazioni che rientreranno tutte, poco più avanti, nella condotta principale (seguire la corrente d'aria). Notevole, in questo tratto, è la presenza di alcune concrezioni ed alcune pozze d'acqua con il fondo in purissima calcite cristallina, piuttosto insolite nelle grotte di questa zona. Dopo 500m circa, in una diramazione a destra della galleria principale, si apre il secondo pozzo. Poco più avanti un ramo sulla sinistra mette in comunicazione questa zona con il terzo pozzo, di 8m circa, a sua volta comunicante con la galleria principale a monte del P16.
Continuando lungo la condotta principale per altri 300m, subito dopo aver superati in libera un saltino di 3.5m, ci si lascia sulla sinistra l'imboccatura di un meandro che, proseguendo in direzione Sud-Ovest, si congiunge con il "cunicolo dei cristalli", e mette in luce un pozzo di circa 35m, caratterizzato da un forte stillicidio, in una zona attualmente in fase di esplorazione.
Seguendo invece la condotta principale, si raggiunge un altro pozzo, che si apre nel "cunicolo del gobbo", così denominato per il fatto che, per 250m, la volta si mantiene ad un metro e mezzo circa dal suolo. Alla fine del "cunicolo del gobbo", si entra, dopo un breve passaggio in opposizione, in una saletta dal fondo ricoperto di ciottoli; si prosegue quindi verso destra fino a giungere ad una breve risalita su scivolo fangoso, alla sommità del quale inizia il cunicolo terminale della zona fino ad ora esplorata, lungo circa 150m. Qui la volta si abbassa ulteriormente, così da costringere a proseguire carponi per quasi tutta la lunghezza del cunicolo. Sono da segnalare, in questo tratto, numerosi camini caratterizzati dalla presenza di una discreta corrente d'aria.
Guidi P. (a cura di)
Circolo Speleologico e Idrologico Friulano, Provincia di Udine (1997)
Indici: Archeologia
Maddaleni P.
Museo Friulano di Storia Naturale (2017)
Tratto da: Gortania. Geologia, Paleontologia, Paletnologia, 38: 85-120, Udine
Indici: Archeologia
Bon M., Piccoli G., Sala B.
(1991)
Tratto da: Memorie di Scienze Geologiche, 43: 185-231, Padova
Indici: Archeologia
Tonon M.
Museo Civico di Scienze Naturali (1992)
Tratto da: Catalogo della Mostra realizzata dal Museo di Storia Naturale di Pordenone, Pordenone 1989, 150 pp., Pordenone
Indici: Archeologia
Dalla Vecchia F. M
Museo Friulano di Storia Naturale. Pubblicazioni (2008)
Indici: Archeologia