Catasto Ragionato Informatico delle Grotte Archeologiche

107 | Grotta Romana

Nome principale Grotta Romana
Numero catasto 107
Numero catasto locale 850 VG
Numero totale ingressi 1

Ingresso principale

Affidabilità posizione 2º gruppo riposizionamento regionale GPS (2000)
Presenza targhetta No
Area geografica Carso Triestino
Comune Sgonico / Zgonik
Area provinciale Trieste
Lat. WGS84 45,73353646
Lon. WGS84 13,73760756
Est RDN2008/UTM 33N 401782.061
Nord RDN2008/UTM 33N 5065217.152
Quota ingresso (s.l.m.) 258 m

Mappa

Caratteristiche

Sviluppo planimetrico 91 m
Profondità 30 m
Dislivello totale 30 m
Quota fondo 228 m

Geologia e Geomorfologia

Caratteri fisiografici

Ubicazione Carso
Area carsica Carso (A)

Caratteri interni

Andamento Tratti verticali e orizzontali alternati
Pozzi No
Crolli recenti No
Grotta turistica No
Acqua interna No

Ingressi

Ingresso 1

Latitudine WGS84 45,73353646
Longitudine WGS84 13,73760756
Quota ingresso (s.l.m.) 258 m s.l.m.

Archeologia

Data
1892-1897?
Autore
Karl Moser, Andrea Perko, Amerigo Hoffman
Conservati
No
Pubblicati
-
Note
Moser visitò la grotta il 14 febbraio 1892 accompagnato dai suoi studenti (Flego, Župančič 2012, p. 160), uno dei quali, Perko, vi effettuò 8 esplorazioni complessivamente in tempi peraltro non precisati (Perko 1897, p. 46).

Indagine

Tipologia di indagine recupero
Stratigrafia No
Area indagine parziale
Settore I sala
Strato Superficie
Cronologia Preistoria

Materiali

Ceramici manufatti di impasto grossolano decorati con impressioni digitali.
Litici manufatti non determinati in selce, tra cui 1 punta di freccia.
Paleontologici ossi e denti di mammiferi; conchiglie marine.
Osso/Corno punteruoli
Bibliografia Battaglia 1926
Data
1893
Autore
Giovanni Andrea Perko
Conservati
No
Pubblicati
Si

Indagine

Tipologia di indagine recupero
Stratigrafia No
Area indagine parziale
Settore I e II sala
Strato Superficie
Cronologia Età romana

Materiali

Ceramici urne non meglio determinate (I sala); lucerne (bacino d'acqua della II sala).
Metallici 2 spilloni a testa globulare; 3 anelli; 2 bottoni; 2 fibule; 1 gancio di cinturone; 1 frammento di coltello; 1 placca discoidale decorata; alcune monete non determinate (tutti i bronzi - alcuni spezzati intenzionalmente - provengono dal bacino d'acqua della II sala).
Bibliografia Perko 1897; Battaglia 1926; Durigon 1999

Analisi

Carbonio c14, TL, Geoarcheologia, Petrologia, Archeozoologia, Paleoantropologia, Paleobotanica, Archeometallurgia

Note

Tuttora sulla superficie di calpestio della grotta sono presenti numerosi frammenti di anfore.

Descrizione e rilievo

Breve descrizione del percorso d'accesso

La grotta è situata tra i paesi di Gabrovizza e Sgonico, a 50 metri ad Est della Jama Cotariowa (151/264VG), a circa 200m NW dalla strada carrozzabile che porta a Sgonico. Il suo imbocco si apre tra nudi banchi calcarei formati da calcare radiolitico principale.

Descrizione dei vani interni della cavità

La cavità ha inizio con una caratteristica fenditura frastagliata dalla quale sprofonda un breve baratro dalle pareti estremamente irregolari. poi un tratto ripido dalla volta bassa introduce in una caverna spaziosa, dove la parete Sud si presenta rivestita da panneggi e colate calcitiche che scendono verso un gruppo di tozze stalagmiti; alla sua estremità ha inizio un lungo passaggio malagevole che termina alla sommità di uno scivolo con una stretta bifora. Dal vano sottostante vari pertugi aperti in un'estesa barriera formata da colonne di ogni grandezza danno accesso ad un'altra caverna alquanto più piccola della precedente, ma molto ricca di concrezioni; poi la cavità continua ancora con una breve galleria in discesa e termina con un cunicolo che diviene presto impraticabile.
La Grotta Romana deve il suo nome al rinvenimento di alcuni oggetti di bronzo di epoca romana, avvenuta nel 1893 ad opera di Perco in un bacino d'acqua tuttora esistente in una cavernetta laterale; secondo il Battaglia si tratta di una stipe votiva del periodo veneto. Numerosi cocci romani e preistorici vennero raccolti inoltre, assieme ad ossa di animali, nello scarso terriccio nerastro della prima sala.
Attualmente le concrezioni, un tempo belle ed abbondantissime, appaiono molto danneggiate ed ovunque si notano le tracce del passaggio dei numerosi visitatori. E'da rilevare infine che parte degli ambienti sotterranei si sviluppa sotto alla vicina Jama Cotariowa.
NOTA:
la grotta è stata catastata successivamente con il numero 990 VG, che deve ritenersi pertanto annullato.

Rilievo: Pianta e sezione (23/12/1966)
Grotta Romana

Bibliografia

Antropospeleologia

Beitrag zur Höhlenforschung am Karste

Hoffmann A.

(1892)

Tratto da: Argo, 1: 76-78, Laibach (Ljubljana SLO)

Indici: Archeologia

L'autore nel descrivere la grotta Romana da lui esporata nel 1892 fa cenno alla scoperta di alcuni resti ossei.
Antropospeleologia

Der Karst und seine Höhlen: Naturwissenschaftlich geschildert, mit einem Anhange über Vorgeschichte, Archäologie und Geschichte

Moser L.K.

(1899)

Tratto da: Schimpff editore, 129 pp., Trieste

Indici: Archeologia

Descrizione delle ricerche compiute da Moser in numerose cavità del Carso triestino.
Antropospeleologia

La distribuzione geografica e la cronologia degli abitati cavernicoli in Italia

Battaglia R.

(1955)

Tratto da: In: Atti del V Congr. Naz. di Spel., Salerno ottobre 1951, 63-78, Salerno

Indici: Archeologia

L'A., dopo premesse di carattere generale sul popolamento umano nelle cavità nel corso della Preistoria (qui definite come "abitati trogloditici") , descrive lo stato delle conoscenze sugli insediamenti umani allora noti nelle cavità italiane, discussi in senso cronologico (dal Paleolitico Inferiore al Medioevo) e geografico. Tra i contesti regionali si sottolinea il primato della regione Venezia Giulia per l'elevato numero di cavità esplorate e abitate in antico
Antropospeleologia

Le grotte nel passato dell'uomo

Dante Cannarella

Federazione Speleologica Regionale del Friuli Venezia Giulia (1999)

Tratto da: Atti dell' VIII convegno di speleologia del FVG (pp. 67-76)

Indici: Archeologia

Keyword: resti romani, anelli, gemme di cristallo

Si tratta di una bella cavità, con un largo pozzo di accesso profondo otto metri. I primi scopritori vi trovarono numerosi oggetti di bronzo di epoca romana. Recentemente sono stati ritrovate una decina di sferette di argento, due semisfere usate come borchie e due anelli.
Antropospeleologia

Recenti ritrovamenti nella grotta Romana di Sgonico - Carso triestino

Marzolini G.

Gruppo Grotte dell’Associazione XXX Ottobre (1998)

Tratto da: Annali del Gruppo Grotte dell’Associazione XXX Ottobre, 10: 115-118, Trieste

Link: https://www.axxxo.net/annali-vol-x-1998/

Indici: Archeologia

Nuovi ritrovamenti di numerosi frammenti di anfore confermano che la grotta venne frequentata in modo regolare in epoca romana.