Vincolo paesaggistico:
Segnalata alla Regione per futura tutela
Non sono presenti informazioni
Breve descrizione del percorso d'accesso
La grotta si apre nel Comune di Attimis, a poca distanza in direzione Est dalla frazione Cancellieri, sotto il Monte Nahrad.
Descrizione dei vani interni della cavità
La cavità è una galleria lunga un' ottantina di metri e nella sua parte mediana è attraversata da un torrentello che fuoriesce dal fondo della grotta attraverso una fessura. L'acqua scompare in uno stretto passaggio, poche decine di metri prima dell'ingresso della cavità, sotto il quale poi ricompare uscendo da un pertugio, ad 8m di distanza, in direzione Sud.
La georeferenziazione della planimetria della cavità è comunque da intendersi indicativa, per l'accuratezza far riferimento alla scheda rilievi
Data dello scatto:
23/02/2015
Didascalia:
Targhetta o numero identificativo
Autore foto:
Rosa Romanin
Gruppo di appartenenza:
CSIF - Circolo Speleologico Idrologico Friulano
Data dello scatto:
23/02/2015
Didascalia:
Ingresso con numero identificativo
Autore foto:
Rosa Romanin
Gruppo di appartenenza:
CSIF - Circolo Speleologico Idrologico Friulano
Bibliografia
Geologia e morfologia delle Prealpi Giulie meridionali Ponton M. Civici Musei di Udine, Museo Archeologico e Museo Friulano di Storia Naturale. Lithostampa ed.(2020) Tratto da:
In: Muscio G., Visentini P. (a cura di), Antichi abitatori delle grotte in Friuli. La Preistoria nelle cavità delle Prealpi Giulie, Catalogo della Mostra, Castello di Udine marzo 2021- febbraio 2022, 35-45, Pasian di Prato (UD)
Categorie:
Antropospeleologia
Indici:
Archeologia
Le caratteristiche geologiche e le morfologie originali delle Prealpi e, in primis, delle Prealpi Giulie meridionali, rappresentano insieme alla facilità di accesso, alla buon esposizione e alla disponibilità di corsi d’acqua, dei fattori ottimali che nel tempo hanno favorito la frequentazione umana in tale comparto territoriale, la quale ha privilegiato sia i ripiani costituiti da depositi alluvionali localizzati in corrispondenza dei terrazzi fluviali sia, in particolare, le cavità e i ripari rocciosi. L’A. partendo quindi dalla dettagliata illustrazione del fenomeno del carsismo, a cui si deve la formazione e sviluppo delle numerose cavità presenti nell’area, passa quindi in rassegna alcuni tra i più significativi contesti ipogei (grotte e ripari) con evidenza di frequentazione umana, descrivendone le specifiche caratteristiche geo-morfologiche.
Grotte di interesse paleontologico e paletnologico in Friuli: stato delle conoscenze e risultati preliminari della revisione di alcuni materiali Maddaleni P. Museo Friulano di Storia Naturale(2017) Tratto da:
Gortania. Geologia, Paleontologia, Paletnologia, 38: 85-120, Udine
Nel contributo viene offerta una prima revisione sistematica dei dati disponibili per le circa 50 principali cavità di interesse paleontologico e paletnologico attestate in Friuli. Alla ricchezza dei siti (grotte e ripari) presenti in tale comparto territoriale contraddistinto da una peculiare conformazione geologica, si associa una disomogenea e talora lacunosa disponibilità di dati, a volte inediti e spesso giunti a noi privi dei necessari riferimenti contestuali oltre che di datazioni radiometriche, in quanto frutto di ricerche datate, svoltesi a partire dalla fine dell’Ottocento-primi del Novecento. Se nella maggior parte dei casi l’inquadramento crono-culturale dei siti può oggi basarsi solo sull’analisi tipologica dei materiali a noi giunti (ceramica, industria litica in primis), casi-studio di particolare interesse sono rappresentati dal Riparo di Biarzo, Grotta di Cladrecis e alcune cavità dell’Altopiano di Pradis (Grotta del Clusantin, Grotta del Rio Secco) oggetto in anni recenti di scavi sistematici e studi post-scavo multidisciplinari. Nel contributo l’avvio della revisione della bibliografia e dell’analisi delle collezioni di materiali conservati presso diversi Istituzioni (Museo Friulano di Storia Naturale e Circolo Speleologico e Idrologico Friulano) viene inteso quale primo passo di progetto di più ampia portata focalizzato sullo studio delle grotte in Friuli che dovrà necessariamente prevedere anche la programmazione di nuove ricerche sul territorio. Nella parte conclusiva del lavoro viene fornito anche un elenco delle cavità che hanno restituito solo reperti faunistici olocenici.
Noduli ferrosi nelle grotte delle valli del Natisone (Friuli) U. Aviani, F. Princivalle Museo Friulano di Storia Naturale(2009) Tratto da:
GORTANIA - Atti Museo Friul. di Storia Nat. 30 (2008) Udine, 31.VII
In questo articolo vengono descritti i noduli ferrosi presenti nei sedimenti recenti delle grotte delle Valli del Natisone (Prealpi Giulie, Friuli orientale). Sulla base di osservazioni macroscopiche, microscopiche, mineralogiche e chimiche i noduli sono stati distinti in varie categorie per ognuna delle quali è stata a supposta una genesi diversa. Vengono quindi proposti dei modelli per la loro formazione e crescita.
In questa cavità sono stati trovati alcuni noduli goethitici nei sedimenti ghiaiosi della cavità. Interessante un nodulo cilindrico di dimensioni considerevoli (3,5x10 mm) dalla forma perfetta.
Oltre un secolo di ricerca archeo-paleontologica del Circolo Speleologico e Idrologico Friulano Paolo Maddaleni Circolo speleologico e idrologico friulano(2018) Tratto da:
Mondo Sotterraneo, n.s. 42 (1-2): 55-82, Udine
Nel contributo si offre una sintesi della storia delle ricerca svolte dal Circolo Speleologico e Idrologico Friulano in oltre un secolo di attività nei siti in grotta di interesse paletnologico/paleontologico del Friuli, con particolare riferimento al settore delle Prealpi Giulie. Nel Catalogo dei siti citati nel testo vengono fornite, in ordine cronologico, le informazioni storiche e bibliografiche disponibili per ciascun contesto, anche corredate da illustrazioni di documenti o foto originali, con rimandi ad altro contributo (Maddaleni 2017) per l’approfondimento degli aspetti propriamente paletnologici e paleontologici in essi rilevati. Nell'ultima parte del lavoro sono raccolte informazioni relative ad altri siti di ambito sia regionale (tra cui l'Ipogeo celtico di Cividale) che extraregionale, divenuti negli anni oggetto delle ricerche del Circolo Speleologico udinese.