Ingresso principale
| Affidabilità posizione | Corretto |
|---|---|
| Presenza targhetta | Si |
| Area geografica | Alpi Giulie |
| Comune | Chiusaforte |
| Area provinciale | Udine |
| Lat. WGS84 | 46,37514 |
| Lon. WGS84 | 13,49919 |
| Est RDN2008/UTM 33N | 384577.292 |
| Nord RDN2008/UTM 33N | 5136823.891 |
| Quota ingresso (s.l.m.) | 2092 m |
Mappa
Caratteristiche
| Sviluppo planimetrico | 481,4 m |
|---|---|
| Sviluppo spaziale | 736 m |
| Estensione | 0 m |
| Volume | 0 m |
| Dislivello positivo | 0 m |
| Profondità | 339 m |
| Dislivello totale | 339 m |
| Quota fondo | 1753 m |
Rilievo 3D
Apri 3DBreve descrizione del percorso d'accesso
Raggiunta la stazione a monte della funivia che dal rifugio Gilberti porta a Sella Prevala, a sinistra dell'edificio si prende una traccia di sentiero che porta sotto le pareti del monte Leupa, giunti all'altezza della Caverna del Ghiaccio si scende verso Pala Celar.
Descrizione dei vani interni della cavità
Il pozzo d'ingresso di 8 m immette in una prima sala di crollo, da qui partono una serie di brevi verticali e vani di crollo fino a circa -20 m. A questa profondità la grotta cambia morfologia passando a calcari con stratificazione più elevata, sviluppandosi con due pozzi a cascata divisi da una breve condotta orizzontale e interessati dal corso d'acqua alla base fino a circa -40 m. Da qui parte un meandro, dapprima angusto, che poi si allarga e si approfondisce mantenendo la presenza d'acqua alla base. Da questo punto, fino quasi all'attuale fondo, la cavità segue una frattura impostata N-S. Il pozzo più profondo misura 40 m.
Aggiornamento 2024: presentata revisione rilievo completata con le esplorazioni 2017-2024. Il pozzo d'accesso di 5,5 m immette in una cavernetta ingombra da grossi massi di crollo dalla quale si procede per una serie di brevi verticali e piccoli vani fino a una saletta a -29 dove dal punto A11 parte un ramo laterale discendente che porta da un lato in un ampio salone impostato su frattura caratterizzato da un alto camino (risalito parzialmente); dall'altro lato il ramo scende (fino a diventare impraticabile) nella stessa direzione del ramo principale. Tornati sul ramo principale, a -40 si scende in una saletta da dove una breve risalita porta a una grande finestra a -36 dalla quale parte un ampio pozzo di 23 m caratterizzato da roccia molto friabile; in caso di piena questo diventa impercorribile ma a metà pozzo parte un by-pass fossile (dal punto A20 al punto A23 del rilievo), più stretto ma utile per risalire in caso ci sia troppa acqua. Dal laghetto del punto A22 la grotta continua con un lungo meandro attivo intervallato da alcuni saltini e da una bella condottina a pressione (da A36 a A38), chiamata "Topo-Alaska" per la forte e freddissima corrente d'aria che la caratterizza. Nel 2016/2017 sono state allargate alcune strettoie tra - 90 e -100, lavoro che ha permesso di proseguire lungo il meandro, ma a -110 la grotta sembrava terminare con un meandro impercorribile (A54). La corrente d'aria presente ha invece spostato l'attenzione su un piccolo oblò a 3 metri di altezza. L'allargamento di questo, ha permesso l'accesso ad un arrivo: una vasta sala (punto A56, -110) ingombra da massi sovrastata da un alto camino (solo in parte risalito). Seguendo l'aria, sul fondo della sala è stato aperto uno stretto passaggio in frana che immette in un pozzo meandriforme che arriva in una saletta percorsa dall'acqua. Da qui, a -122 metri di profondità (A59), parte un bel pozzo in libera di 34 metri, armato in modo da evitare l'acqua, abbondante in questa zona. Dalla base del pozzo (A62) parte un alto meandro che, arrivati al punto A65, si abbassa. Subito oltre però le dimensioni ridiventano notevoli e si scende lungo un pozzo inclinato ("La Forra") fino ad una comoda sala (punto A72, -218). Da qui un saltino porta in una saletta con acqua dalla quale parte uno stretto meandro che ha posto fine alle esplorazioni nell'anno 2017. Scendendo la forra, sulla destra, in corrispondenza del punto A67 si nota l'accesso ad un ramo (da allargare) che nel 2024 era ancora in esplorazione. Nel 2018, l'allargamento del meandrino dopo la forra ha dato accesso ad una serie di pozzetti e meandri che portano ad un'ampia sala. Da qui, un saltino con alla base uno scorrimento d'acqua, porta ad ambienti più angusti. La prosecuzione è stata individuata in uno stretto meandro a -253 che ha richiesto molte uscite per diventare transitabile (da A86 a A89). I lavori si sono protratti fino alla fine della stagione 2019, quanto finalmente sono stati raggiunti ambienti più ampi (punto A93, sala a -262). La sala, proseguendo verso N-E si abbassa e si passa sopra a grossi massi (tra i quali si nota un forte scorrimento idrico); ben presto ci si trova in una seconda vasta sala (A94) alla stessa quota della precedente, sovrastata da un alto camino. Nel 2020 è stata fatta una risalita per accedere a una delle finestre visibili nella parete del camino. La finestra dà accesso a un meandro che ha dovuto essere allargato. Il meandro, dopo alcune curve, finisce per uscire da un'altra finestra, nello stesso camino (Meandro Chiocciola). Il 2021 è stato dedicato all'allargamento e messa in sicurezza di un piccola passaggio a Nord interessato da una forte corrente d'aria (A96, Passaggio della Mazzetta, dalla mazzetta usata per bloccare un masso pericolante). Nel 2022, reso comodo il passaggio, questo ha consentito di scoprire a contatto con una faglia nuovi stretti cunicoli e meandrini, con molti punti da allargare. Nel 2023, l'allargamento di un punto particolarmente stretto (A103) che aveva fermato le esplorazioni nel 2022 ha consentito di esplorare nuovi meandri, stretti ma percorribili, alternati a pozzetti e salette, fino a giungere a una sala a -300 (punto A124), dove inaspettatamente è stato rinvenuto un "ometto" di pietre. Il 2024 è stato dedicato ad armare, mettendolo in sicurezza, il nuovo tratto, nonché a proseguire le esplorazioni, interrotte l'anno precedente per mancanza di corde. Nell'ultima punta del 24/8/2024 si è proseguita la discesa, fino ad arrivare ad un salto in libera di 15 m (A133) sovrastato da ampi spazi, salto che immette in un ampio salone pietroso che si sviluppa in salita. In uno sprofondamento del salone (A136) si raggiunge la massima profondità della grotta di -339 metri. In alto, sopra al P15, si notano vecchi segni di passaggio; probabilmente speleologi scesi dall'Abisso Bartók che hanno poi risalito il meandro fino al punto dove hanno costruito l'ometto. Daniela Perhinek.
