Descrizione dei vani interni della cavità
Un lungo solco dalle pareti scoscese conduce al grande portale da cui la cavità ha inizio.
Essa si sviluppa in lieve declivio ed è assolutamente rettilinea; procedendo verso il fondo le sue proporzioni diminuiscono progressivamente, e, dopo un breve tratto più agevole, la grotta ha termine in un cunicolo bloccato da pietre ed argilla.
La caverna è stata adattata a ricovero dai soldati austriaci con la costruzione di muri e gradini, mentre la parte terminale è stata sgombrata dai depositi che la ostruivano quasi totalmente nel tentativo di scoprire ambienti più spaziosi e profondi. Resti di abbigliamento militare, stoviglie ed oggetti di uso personale sono sparsi ovunque e testimoniano che la truppa vi ha soggiornato numerosa, per lungo tempo.
Uno scavo effettuato dal Moser aveva messo in luce tracce evidenti dell'insediamento umano nella preistoria, ma ulteriori eventuali ricerche sono compromesse dai profondi rimaneggiamenti subiti dalla cavità, che è uno dei più caratteristici inghiottitoi del Carso triestino e presenta notevoli analogie con la 932 VG.