Ingresso principale
| Affidabilità posizione | Corretto |
|---|---|
| Presenza targhetta | Si |
| Area geografica | Carso Goriziano |
| Comune | Doberdò del Lago / Doberdob |
| Area provinciale | Gorizia |
| Lat. WGS84 | 45,81993281 °N |
| Lon. WGS84 | 13,57458963 °E |
| Est RDN2008/UTM 33N | 389270 m |
| Nord RDN2008/UTM 33N | 5075029 m |
| Quota ingresso (s.l.m.) | 74 m |
Mappa
Caratteristiche
| Sviluppo planimetrico | 38,5 m |
|---|---|
| Profondità | 6 m |
| Dislivello totale | 6 m |
| Quota fondo | 68 m |
Breve descrizione del percorso d'accesso
La cavità si apre in una dolina molto ampia, sconvolta dai bombardamenti (si rinvengono molti reperti metallici come scheggie di granate), su un fianco dell'Arupacupa, presso Monfalcone, verso Doberdò.
Descrizione dei vani interni della cavità
La cavità si apre con un un pozzo concrezionato di 6 metri di profondità che presenta delle forme a scala appena abbozzate e che si sviluppa lungo linee di fratturazione evidenti. Alla base si accede ad una parte artificiale scavata durante il conflitto 1916/1918. Tale parte presenta alcune parti naturali frazionate lungo la parte artificiale. La volta presenta un forte sviluppo di radici, che derivano dalla presenza di piante presenti sulla superficie, posta a pochi metri dalla volta. Da interpellanza con esperti si tratterebbe di gallerie scavate dall'esercito Austroungarico, viste le dimensioni delle sezioni della cavità, di dimensioni maggiori rispetto quelle scavate dall'esercito Italiano.
Dal punto di vista geologico si tratta di calcari, leggermente bituminosi, di colore grigio-nocciola, ad andamento centimetrico-decimetrico con giacitura 139°/23° NW.
L'ambiente si presenta asciutto, con pavimento spesso in roccia nuda.
