7197 | Condotta sopra la Centrale di Timau
Nomi e numeri catastali
Nome principale: Condotta sopra la Centrale di Timau
Numero catasto: 7197
Numero catasto locale: 4271FR
Numero totale ingressi: 1
Ingresso principale
Affidabilità posizione: Corretto
Presenza targhetta: No
Area geografica: Alpi Carniche
Comune: Paluzza
Area provinciale: Udine
Metodo rilevamento: GRAFICO -> Riconoscimento su carta
Lat. WGS84: 46,58842935
Lon. WGS84: 12,99225522
Est RDN2008/UTM 33N: 346193.6
Nord RDN2008/UTM 33N: 5161387.417
Quota ingresso: 1002 m
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico: 11 m
Dislivello positivo: 6,5 m
Dislivello totale: 6,5 m
Quota fondo: 1002 m
Breve descrizione del percorso d'accesso
L'imbocco, visibile dal basso, si apre in parete, sulla sinistra degli ingressi della Grotta sopra la Centrale di Timau (165/89FR).
Descrizione dei vani interni della cavità
Ampia condotta ascendente dalla caratteristica sezione. Termina con un'ostruzione (riempimento). Da una fessura fuoriesce una certa corrente d'aria che fa supporre un possibile collegamento con alcuni rami della Grotta sopra la Centrale di Timau.
FOLKLORE:
Nonostante l'ubicazione dell'ingresso, prima della risalita in artificiale del 2003, la cavità era già stata raggiunta in almeno altre due occasioni.
Infatti sulla parete sinistra, poco dopo l'ingresso, sono incise sulla roccia delle iniziali e una data, che dovrebbe corrispondere a "9/9/17". Sarebbe plausibile, quindi, che i primi a raggiungere la grotta, fossero stati probabilmente dei militari italiani durante la Prima Guerra Mondiale, ma non è dato di sapere con quali mezzi e da dove. Invece circa 50 anni dopo, dai racconti di un abitante di Timau, sappiamo come fu raggiunta nuovamente la grotta, da parte di alcuni giovani del paese che si aggregarono per esplorare le grotte che si aprono nei dintorni del paese. (da: Quaderni timavesi):
[...] Dopo un periodo di tranquillità, dovuta al fatto che alcuni si dovettero assentare per lavoro, nel 1966 venne esplorata la grotta oggi denominata Condotta sopra la Centrale di Timau.
Per raggiungere la grotta, che si apre in parete a una ventina di metri di altezza, si ingegnarono con un sistema vecchio ma efficiente.
Smontando l'ombrello di casa, vennero recuperate le aste interne in acciaio per farne delle frecce; al fondo, tramite un piombino, venne fissato un sottile filo di nylon. Lo scopo era quello di far passare una freccia, con relativo cordino, dietro la pianta che si trovava in corrispondenza dell'ingresso: una volta riusciti nell'intento, il filo poteva venire sostituito da cordini di diametro progressivamente maggiore, fino a far passare dietro alla pianta una corda vera e propria. Ci volle un'intera giornata di lanci con l'arco dal basso e solo quando fu sera riuscirono nell'intento; l'esplorazione della grotta avvenne il giorno successivo. [...]
BIBLIOGRAFIA:
G. Benedetti, C.Busolini, G. D. Cella, A. Torre: "Timau: grotte, carsismo e miniere" in "Quaderni di cultura Timavese, n°8 - Dicembre 2004