695 | Grotta 1° ad E di Flondar
Nomi e numeri catastali
Nome principale: Grotta 1° ad E di Flondar
Numero catasto: 695
Numero catasto locale: 3854VG
Numero totale ingressi: 1
Ingresso principale
Data esecuzione posizione: 25/03/2012
Affidabilità posizione: Corretto
Presenza targhetta: Si Area geografica: Carso Triestino Comune: Duino Aurisina / Devin Nabrežina Area provinciale: Trieste Metodo rilevamento: STRUMENTALE -> GPS Lat. WGS84: 45,80484406 Lon. WGS84: 13,59830687 Est RDN2008/UTM 33N: 391083 Nord RDN2008/UTM 33N: 5073320.001 Quota ingresso (s.l.m.): 127 m
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico: 45 m
Profondità: 20 m
Dislivello totale: 20 m
Quota fondo: 107 m
Breve descrizione del percorso d'accesso
La grotta si apre presso una dolina allungata nella località Flondar ed alcuni massi ne ostruiscono per gran parte l'imboccatura. Ad una trentina di metri si trova l'ingresso della Grotta II ad Est del Flondar (694/3853VG) ed è probabile che un tempo le due cavità fossero unite in un unico complesso.
Descrizione dei vani interni della cavità
Il pozzo d'accesso si allarga subito considerevolmente e dapprima si scende nel vuoto, poi lungo una parete inclinata, toccando infine il suolo alla sommità di un ripido pendio. Alcuni rozzi gradini agevolano il superamento della breve china detritica, alla base della quale si aprono due caverne: quella sul lato destro ha una limitata estensione ed è ingombra di rottami, l'altra è invece più spaziosa e vi si accede salendo per un ammasso di massi concrezionati.
Qui l'ambiente presenta dei netti contrasti: sul lato NW della sala si elevano, da una grande colata calcitica, alcune alte stalagmiti, mentre dalla parte opposta le pareti sono nude e scendono verso degli enormi massi di frana coperti di argilla gialla. Dietro tali massi c'è un piccolo vano, dal quale un cunicolo di pochi metri porta all'orlo di un salto a fondo cieco.
In questa grotta, conosciuta anche con il nome di Grotta Cella, si sono svolte varie cerimonie, tra le quali un matrimonio religioso, ed una lapide, posta alla base del gruppo stalagmitico, commemora il XX anniversario di fondazione del Gruppo Speleologico Monfalconese.