Ingresso principale
| Affidabilità posizione | Corretto |
|---|---|
| Presenza targhetta | Si |
| Area geografica | Alpi Carniche |
| Comune | Treppo Ligosullo |
| Area provinciale | Udine |
| Lat. WGS84 | 46,506197641077 |
| Lon. WGS84 | 13,075113104349 |
| Est RDN2008/UTM 33N | 352318 |
| Nord RDN2008/UTM 33N | 5152092 |
| Quota ingresso (s.l.m.) | 1804 m |
Mappa
Caratteristiche
| Sviluppo planimetrico | 15 m |
|---|---|
| Sviluppo spaziale | 35 m |
| Dislivello positivo | 0 m |
| Profondità | 30 m |
| Dislivello totale | 30 m |
| Quota fondo | 1774 m |
Rilievo 3D
Breve descrizione del percorso d'accesso
La grotta si apre sul vasto altipiano sommitale della Tersadia, altipiano tormentato da un'intensa azione carsica superficiale: pozzi, doline e campi solcati sono presenti con una frequenza non comune. Il litotipo interessato è costituito da un calcare abbastanza puro di colore grigio, riferibile all'Amisico Superiore che Selli colloca nella formazione "a facies dolomitica" (Selli 1963).
Da Rivalpo si percorre la carrareccia che porta alla Casera Valmedan Alta (quota 1566m) e, da questa, si prosegue lungo un sentiero di guerra che con ampi tornanti s'innalza in direzione del Monte Tersadia. Poco oltre una cavernetta, quando la mulattiera valica il filo di cresta, in prossimità di vecchi accantonamenti militari ora ridotti a ruderi, si prende il sentiero che si diparte sulla destra e che raggiunge la vetta. Questo costeggia dapprima una lunga trincea scavata nella roccia e, dopo qualche centinaio di metri, compie un'ampia svolta a destra.
L'ingresso si trova poco prima della svolta, in una marcata depressione che si affaccia sulla Valle del But, a 5-10 minuti dal bivio.
Descrizione dei vani interni della cavità
La cavità s'apre con un P13 (“P1” del rilievo) che termina su un ampio ripiano di neve ghiacciata oltre al quale è possibile scendere ancora qualche metro in una fessura che s'apre tra neve e roccia.
In direzione E s'apre un altro pozzetto (“P2” del rilievo) che può essere raggiunto scendendo un ripiano di neve coperto da clasti. La volta sembra chiudersi a 6-7m d'altezza. Sul pavimento si osserva un caratteristico foro circolare che perfora tutto il manto nevoso, scendendo fino a quota –25m. Continuando a scendere, si giunge infine ad una graziosa saletta, decorata da belle stalattiti e stalagmiti di ghiaccio. Sia il pavimento sia le pareti, sono ricoperte da uno spesso strato di ghiaccio trasparente.
Adiacente al “P1” s'apre un pozzo profondo 13m (“P3” del rilievo) caratterizzato da pareti che non sono verticali; quella N presenta pure dello sfasciume instabile. Anche qui, sul fondo, si trova una grande massa di neve con uno spessore sondato per circa 6m. Sulla parete E si notano delle piccole colate di concrezione in fase di disgregazione.
Proseguendo verso S si passa sotto un grande arco roccioso oltre al quale s'innalza un camino alto una decina di metri che riporta nuovamente all'esterno (“P4” del rilievo).
NOTA
La grotta è nota da sempre agli abitanti del fondo valle; come si evince dal nome, al suo interno vi si trova un deposito nivale che si conserva per tutto l'anno. Ciò non desta meraviglia se si considera l'altitudine (temperatura media annuale di 1°C) e la particolare forma della cavità che determina la formazione di una trappola d'aria fredda. La cavità risulta impostata lungo un fascio di fratture NE-SE, E-W e forse anche NE-SW. Le pareti dei pozzi esposti agli agenti esterni presentano una tipica morfologia di crollo con superfici lisce ed irregolari e presenza di clasti alla base. All'interno le pareti presentano numerose scannellature parallele d'ordine centimetrico, caratteristiche dei fenomeni di dissoluzione per percolazione di acque. Le concrezioni, se si eccettuano alcuni resti delle colate in “P3”, sono del tutto assenti.
Il livello della neve è alquanto variabile nel corso dell'anno giungendo fino ad occludere completamente i pozzi nella stagione primaverile. Sarebbe pertanto opportuno rivedere la grotta nel tardo autunno.
Nel corso dell'esplorazione non sono state sentite correnti d'aria.
AGGIORNAMENTO 09/09/2023:
In occasione della campagna di verifica geomorfologica degli ingressi, la cavità è stata oggetto di visita da parte della Società di Studi Carsici "A.F. Lindner". L'accesso è avvenuto scendendo il pozzo denominato "P1". Allo stato attuale i vari pozzi d'accesso, alla loro base, sono tutti comunicanti causa il basso livello dei depositi di neve.
AGGIORNAMENTO settembre 2023:
Il cumulo di neve si è ridotto notevolmente, il livello è sceso di circa 15/17 metri rispetto al rilievo del 1990. Sotto al P1 non c'è più neve e il fondo è costituito da una china ripida e piuttosto mobile, ed è possibile passare direttamente sotto al P3 (cosa che sembrava non possibile nel rilievo vecchio). La neve occupa comunque gran parte della sala sotto al P3, sul lato occidentale un pertugio tra neve e roccia lascia intuire che lo spessore della neve è comunque almeno di ancora qualche metro.
