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Catasto Speleologico Regionale

 

Aggiornamento scheda catastale




4071 | Abisso 1° della Funivia


100m 500m 1000m
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Nomi e numeri catastali

Nome principale: Abisso 1° della Funivia

Numero catasto: 4071

Numero catasto locale: 2293FR

Numero totale ingressi: 1

Ingresso principale

Presenza targhetta: No

Area geografica: Alpi Giulie

Comune: Chiusaforte

Area provinciale: Udine

Metodo rilevamento: GRAFICO -> Riconoscimento su carta

Lat. WGS84: 46,37427134

Lon. WGS84: 13,46135386

Est RDN2008/UTM 33N: 381665.585

Nord RDN2008/UTM 33N: 5136783.254

Quota ingresso (s.l.m.): 1808 m

Caratteristiche

Sviluppo planimetrico: 483 m

Profondità: 303 m

Dislivello totale: 303 m

Quota fondo: 1505 m

Breve descrizione del percorso d'accesso

La cavità si trova ad un centinaio di metri dalla stazione d'arrivo della funivia, a valle della pista; l'ingresso, ampio 1 X 2m, s'apre ai piedi di un piccolo pino.

NOTA
Durante le esercitazioni del Soccorso svoltesi in Canin nell'agosto del 1983, due speleologi romani scesero per un centinaio di metri una nuova grotta sita presso la stazione superiore della funivia di Sella Nevea. Poiché non v'era stato il tempo di eseguire un'accurata esplorazione ed il rilievo, i soci della CGEB, in settembre, vi rientrarono e rilevarono la parte esplorata dai romani (ramo della lupa) fino a -108m. In seguito trovarono un nuovo ramo che portava la grotta alla profondità di 303m.

Descrizione dei vani interni della cavità

I due pozzi iniziali permettono di giungere ad una caverna sul cui fondo vi sono numerosi rifiuti. Da questo punto la via più logica sembrerebbe la discesa di un P25; questo però termina con una fessura impraticabile. Occorre, invece, attraversarlo, in alto, e quindi scendere un P7 dal fondo del quale si dipartono due rami. In direzione NE, s'imbocca il ramo denominato dai primi esploratori "della Lupa", giungendo ad un P10. Alla base si diparte un meandrino che sbocca in una stanza traforata da un camino che probabilmente giunge alla caverna iniziale tramite una finestra. Da qui si continua superando una serie di saltini separati da brevi tratti orizzontali e, oltrepassata l'unica strettoia un po' scomoda, si arriva ad un torrentello che forma una cascata nel successivo P4,8. Dalla sua base, si percorre una bassa fessura dove, a quota -108m, scompare l'acqua.
Dal sopracitato bivio, dalla parte opposta al "ramo della lupa", si prosegue lungo un tratto costituito da meandrini, pozzetti, un caratteristico toboga ed una strettoia in conglomerato. Oltre a questa, s'imbocca un corridoio, dalla volta costituita da conglomerati, che sbocca in un grande pozzo (P81) caratterizzato, sul lato dal quale si scende, a circa metà della sua profondità, da una magnifica grondaia (attenzione durante i periodi piovosi!). Dalla base del pozzo, con una galleria discendente di circa 50m si perviene, da due parti, su un pozzo che porta ad una caverna ampia 14 X 6m. Da qui la grotta si sdoppia. Verso S, dopo una galleria di 15m, si giunge con due salti ad una caverna che termina ostruita da argille. Verso N, tramite un meandrino, si accede ad un P27, piuttosto friabile nella parte iniziale che, con due saltini successivi, porta ad una bassa galleria fangosa di 40m terminante con un'ostruzione detritica.
Il P81 ed i saltini del "ramo della lupa" sono riconducibili morfologicamente ai "pozzi cascata" mentre i rimanenti hanno morfologia più complessa e sono spesso impostati su più fratture. Depositi clastici sono presenti alla base dei pozzi iniziali e nella galleria seguente al P81; depositi argillosi, invece, sono presenti nei rami terminali. Rocce conglomeratiche si trovano sopra il P81 ed in particolare in due cavernette vicine, raggiungibili risalendo un piccolo camino. Fenomeni di concrezionamento sono pressoché assenti.
Una certa attività idrica è stata notata solo alla fine del "ramo della lupa" ed in una fessura, intransitabile, per ora inesplorata, sita sotto il P81.

Rilievo: Pianta e sezione (31/10/1983)

Abisso 1° della Funivia

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