2662 | Grotta Doljankin
Nomi e numeri catastali
Nome principale: Grotta Doljankin
Numero catasto: 2662
Numero catasto locale: 4881VG
Numero totale ingressi: 2
Ingresso principale
Data esecuzione posizione: 19/07/2020
Presenza targhetta: No
Area geografica: Carso Triestino
Comune: Duino Aurisina / Devin Nabrežina
Area provinciale: Trieste
Metodo rilevamento: GRAFICO -> Riconoscimento su carta
Lat. WGS84: 45,757407808182
Lon. WGS84: 13,652729543691
Est RDN2008/UTM 33N: 395223
Nord RDN2008/UTM 33N: 5067977
Quota ingresso (s.l.m.): 70 m
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico: 304 m
Profondità: 92 m
Dislivello totale: 92 m
Quota fondo: 2 m
Breve descrizione del percorso d'accesso
L'ingresso della cavità (60 X 50cm) si trova sul fondo di una cava di marmo.
Descrizione dei vani interni della cavità
Il pozzo d'accesso inizialmente risulta abbastanza stretto e presenta una strettoia a circa 16m di profondità; dopo questa, si apre a campana e, dopo altri 10m presenta un gran ripiano dal quale, scesi 12m si giunge sul fondo del pozzo. Questo è ricoperto di materiale clastico e, in alcuni punti, risulta concrezionato.
Nella parete S del ripiano superiore si apre una galleria larga all'entrata 2 X 3m e alta 5m. Per poterla imboccare bisogna scendere sul fondo del pozzo e poi risalire per circa 8m. Segue una china detritica con una media di 35° d'inclinazione, lunga 30m, a metà della quale si apre un cunicolo laterale cieco (punto A del rilievo), coperto di fango.
Per superare lo scivolo è necessario l'uso di una corda.
Proseguendo in galleria si raggiunge una seconda diramazione (punto B del rilievo) lungo la quale si trovano un pozzo di 10m e, poco più avanti uno di 22m con soprastanti camini laterali.
Il ramo principale prosegue sempre coperto d'argilla e sabbia silicea, filtrata dalla superficie durante i lavori di taglio della cava, e presenta altre due diramazioni (sinistra 17m, destra 14m); prosegue quindi con un pozzo profondo 4m, che in una delle prime esplorazioni aveva sul fondo circa 10cm d'acqua, e finisce poi con un altro pozzetto di 4m.
La volta del ramo principale e di quelli laterali presentano rare stalattiti, stalagmiti e colonne rossastre; il fondo argilloso presenta in alcuni punti tracce di piccoli rigagnoli d'acqua.
A N del ripiano del pozzo d'entrata si diparte un altro ramo già all'inizio abbondantemente concrezionato con stalattiti, stalagmiti e colonne rossastre. Dopo una strettoia (punto 3 del rilievo), il ramo segue continuamente un andamento ascensionale arrivando ad un primo pozzo di 5m e poi un secondo di 7m sul fondo del quale si diparte un cunicolo cieco di 15m di lunghezza. La galleria prosegue sempre ascensionalmente, raggiunge un pozzo di 5m, quindi un esteso banco di sabbia silicea filtrata dall'esterno e termina con un camino non praticabile che comunica con l'esterno.
Secondo gli scopritori ambedue i pozzi laterali del ramo S (ramo principale) dovrebbero trovarsi al limite del mare, o quasi. Essendo le pareti dei due suddetti pozzi completamente pulite e senza traccia d'argilla, potrebbe essere che questi vengano lavati periodicamente dalle acque che s'innalzano nei pozzi stessi. Alla data del rilevamento i due pozzi erano completamente asciutti.
Aggiornamento SGEO 2020: in seguito ad una segnalazione dei tecnici della cava, il servizio geologico regionale ha rilevato quella che si pensava fosse una nuova cavità .
Una volta steso il rilievo ci si è accorti che la cavità con sviluppo planimetrico di 29 metri e spaziale di 45 metri, era il tratto percorribile della Grotta Doljankin.
L'attuale ingresso a galleria largo oltre 5 metri, base del pozzo d'accesso del rilievo del 1975, si apre sul fondo della cava a quota 70 metri s.l.m.. Percorsi 15 metri in direzione N e superata la strettoia (punto 4 del rilievo 2020) la galleria è ben presto ostruita da grossi blocchi provenienti da lavori di sbancamento della cava.
Materiali di risulta della cava impediscono l'accesso al ramo sud presente nel rilievo del 1976 che porta al fondo della cavità.