Descrizione dei vani interni della cavità
La leggera corrente d'aria che usciva dall'imbocco di questa importante cavità al momento della sua scoperta non lasciava supporre l'esistenza di vani sotterranei così ampi; vennero infatti impiegate ben sei giornate per l'esplorazione, nel corso della quale oltretutto furono incontrate notevoli difficoltà lungo i pozzi ed in particolare in quello di 56m, intensamente corroso e costellato di grandi lame pericolanti che dovettero esser rimosse.
Lo sviluppo della cavità è del tutto verticale fino ad 80m di profondità, mentre oltre a questo livello si sviluppa una galleria alquanto estesa, la quale, a differenza degli ambienti fin qui percorsi, è completamente concrezionata ed adorna di suggestive concrezioni; essa, dopo una serie di strettoie, termina in una sala abbastanza vasta, al fondo della quale si apre un piccolo pozzo inaccessibile. La volta e le pareti della galleria sono completamente concrezionate, mentre il fondo è costituito da fango misto a pietrisco. L'altro ramo della galleria, abbastanza ampio, termina dopo un'ennesima fessura in una saletta sovrastata da un ampio camino.
Lungo il ramo orizzontale più lungo si aprono gli imbocchi di vari pozzi (punti 8, 13, 14 e 20 nel rilievo), i quali però divengono intransitabili dopo pochi metri a causa di marcate strozzature.
Il pozzo più profondo (punto 11) è stato aperto ed esplorato sino alla profondità di 15m, dove una strettoia verticale di 15cm x 1m, attraversata al cento da un ponte naturale che la restringe ulteriormente dividendola in due strettissimi pertugi, blocca il proseguimento; è stato valutato che oltre la strettoia il pozzo continua per altri 10m.