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Catasto Speleologico Regionale

 

Aggiornamento scheda catastale




Catasto Ragionato Informatico delle Grotte Archeologiche

279 | Mala Pec



Nomi e numeri catastali

Nome principale: Mala Pec

Numero catasto: 279

Numero catasto locale: 14FR

Numero totale ingressi: 1

Caratteristiche

Sviluppo planimetrico: 25 m

Dislivello totale: 0 m

Quota fondo: 355 m

Ingresso principale

Data esecuzione posizione: 16/06/2011

Presenza targhetta: Si

Area geografica: Prealpi Giulie

Comune: Savogna

Area provinciale: Udine

Metodo rilevamento: STRUMENTALE -> GPS

Lat. WGS84: 46,167942736759

Lon. WGS84: 13,552995087366

Est RDN2008/UTM 33N: 388295

Nord RDN2008/UTM 33N: 5113725

Quota ingresso (s.l.m.): 355 m

Geologia e Geomorfologia


Caratteri fisiografici

Ubicazione: Prealpi Giulie

Area carsica: Monte Matajur (A)

Morfologia: rilievo montuoso

Geomorfologia: versante

Contesto attuale: boschivo

Distanza dal mare: >10.000 m

Distanza da fonte d'acqua: <500 m

Note caratteri fisiografici:

Caratteri interni

Andamento: Semplice orizzontale

Pozzi: No

Planimetria: semplice: unico vano

Ampiezza piano calpestabile: m

Tipologia terreno calpestabile: sabbioso prevalente

Grotta turistica: No

Concrezionamento: scarso / assente

Acqua interna: No

Note caratteri interni:

Ingressi


Ingresso 1

Lat. WGS84: 46,167942736759

Lon. WGS84: 13,552995087366

Quota ingresso: 355 m s.l.m.

Morfologia: parete

Terreno superficie esterna: roccioso affiorante/subaffiorante

Archeologia


Data

1933

Autore

Piero Leonardi

Conservati

No

Pubblicati

Si

Note

Scavo praticato in corrispondenza di un cunicolo laterale che si apre nella parete destra della sala principale, caratterizzato da un deposito franco-argilloso di colore giallastro con inclusi calcarei a spigolo vivo.

Indagine

Tipologia di indagine: recupero

Stratigrafia: no

Area indagine: parziale

Settore: cunicolo laterale

Cronologia: Pleistocene-Olocene

Materiali

Paleontologici: complesso faunistico composto da: Ursus sp., Marmota marmota, Meles meles, Vulpes sp. ?, Talpa europaea, Cervus sp., Sus scrofa.

Bibliografia: Leonardi 1933.

Note

I resti faunistici non trovano attualmente riscontro con la consistenza dei materiali conservati nei depositi del Museo Friulano di Storia Naturale.


Data

1958-1959

Autore

Circolo Speleologico e Idrologico Friulano

Conservati

No

Pubblicati

No

Note

La cavità, per la somiglianza del toponimo, viene spesso confusa in letteratura (cfr. Bon et alii 1991; Bressan 1987a, 1997; Dalla Vecchia 2008) con la Mala Jama (fr. 458/1015) la quale si localizza poco più a valle della Velika Jama. Gli interventi effettuati dai soci del CSIF si riferiscono agli anni 1958 (20.01.1958, Fornaciari e Moro; 23.02.1958) e 1959 (09.05.1959, 31.10.1959).

Indagine

Tipologia di indagine: recupero

Stratigrafia: no

Area indagine: parziale

Cronologia: Olocene

Materiali

Paleontologici: myoxus glis, Vulpes vulpes, Lepus sp., Bos taurus (bue), Ovis vel Capra, mammifero indeterminato, frammenti indeterminati.

Bibliografia: Dalla Vecchia 2008; Bon et alii 1991; Bressan 1987a; - 1958.

Depositi materiale

Situazione dei materiali: conservati

Denominazione deposito: Museo Friulano di Storia Naturale

Indirizzo deposito: via Sabbadini n. 22-32, 33100-Udine

Note

Per errore a tale cavità, plausibilmente confusa con l'Abisso di Viganti (fr. 66/110), viene riferito il rinvenimento di resti di Gulo gulo (già Gulo luscus)(1958, p. 43).

Descrizione e rilievo


Breve descrizione del percorso d'accesso

Partendo dal Ponte Rante, tra Blasin di Savogna e Cepletischis (secondo ponte della carrozzabile della Val Rieca), si sale per un sentiero mal segnato che inizia immediatamente a monte del ponte, verso Cepletischis. Il sentiero sale attraverso un bosco, fin sopra la confluenza del primo affluente di sinistra con il rio che passa sotto il Ponte Rante, un centinaio di metri circa a monte del ponte del ponte stesso. Si deve guadare l'affluente sopra citato e salire quindi il costone fin sotto la roccia (calcari brecciati eocenici) ove si apre la bocca della cavità.

Descrizione dei vani interni della cavità

La grotta, è divisa in tre rami, che hanno andamento parallelo e seguono l'inclinazione degli strati della roccia. La sua bocca è alta 4m e larga 5m e porta nel ramo principale, che è lungo 15,80m e segue la direzione NW. I due rami minori sono molto stretti e sono stati percorsi soltanto per qualche metro. Ad essi si accede da una piccola stanza che si incontra a destra, dopo pochi metri dall'ingresso.

Rilievo Pianta - 3 - 20/01/1958

Mala Pec

Bibliografia

Bibliografia Speleologica del Friuli
Guidi P. (a cura di)
Circolo Speleologico e Idrologico Friulano, Provincia di Udine (1997)

Categorie: Antropospeleologia

Indici: Archeologia


Nel capitolo "Antropospeleologia", uno specifico paragrafo, a cura di Muscio, viene riservato alla discussione dei dati bibliografici disponibili in letteratura in merito alle ricerche speleologiche in cavità del Friuli associate ad evidenze di tipo paletnologico e/o paleontologico. I titoli recensiti vengono forniti secondo un elenco analitico per autore, composto di 194 voci in totale, che riprende e aggiorna il precedente lavoro bibliografico redatto da Guidi (1973). Di ciascuna voce bibliografica vengono forniti: brevi indicazioni sulle evidenze (paletnologiche e/o paleontologiche) più significative emerse, note riassuntive dei principali argomenti trattati, indicazione degli specifici contesti in grotta menzionati, citati secondo il numero identificativo del Catasto Grotte del Friuli (sigla Fr).

Grotte di interesse paleontologico e paletnologico in Friuli: stato delle conoscenze e risultati preliminari della revisione di alcuni materiali
Maddaleni P.
Museo Friulano di Storia Naturale (2017)
Collocazione: Gortania. Geologia, Paleontologia, Paletnologia, 38: 85-120, Udine

Link: http://www.civicimuseiudine.it/images/MFSN/Gortania/Gortania_38_GPP/G38_GPP05_Maddaleni_Grotte-interesse-paletnologico-Friuli.pdf

Categorie: Antropospeleologia

Indici: Archeologia


Nel contributo viene offerta una prima revisione sistematica dei dati disponibili per le circa 50 principali cavità di interesse paleontologico e paletnologico attestate in Friuli. Alla ricchezza dei siti (grotte e ripari) presenti in tale comparto territoriale contraddistinto da una peculiare conformazione geologica, si associa una disomogenea e talora lacunosa disponibilità di dati, a volte inediti e spesso giunti a noi privi dei necessari riferimenti contestuali oltre che di datazioni radiometriche, in quanto frutto di ricerche datate, svoltesi a partire dalla fine dell’Ottocento-primi del Novecento. Se nella maggior parte dei casi l’inquadramento crono-culturale dei siti può oggi basarsi solo sull’analisi tipologica dei materiali a noi giunti (ceramica, industria litica in primis), casi-studio di particolare interesse sono rappresentati dal Riparo di Biarzo, Grotta di Cladrecis e alcune cavità dell’Altopiano di Pradis (Grotta del Clusantin, Grotta del Rio Secco) oggetto in anni recenti di scavi sistematici e studi post-scavo multidisciplinari. Nel contributo l’avvio della revisione della bibliografia e dell’analisi delle collezioni di materiali conservati presso diversi Istituzioni (Museo Friulano di Storia Naturale e Circolo Speleologico e Idrologico Friulano) viene inteso quale primo passo di progetto di più ampia portata focalizzato sullo studio delle grotte in Friuli che dovrà necessariamente prevedere anche la programmazione di nuove ricerche sul territorio. Nella parte conclusiva del lavoro viene fornito anche un elenco delle cavità che hanno restituito solo reperti faunistici olocenici.

Catalogo dei reperti ossei della Sezione Paletnologica-Antropologica del Museo Friulano di Storia Naturale
Bressan F.
Museo Friulano di Storia Naturale (1987)

Categorie: Antropospeleologia

Indici: Archeologia


Catalogo analitico dei reperti osteologici presenti nelle collezioni museali, suddivisi in base alla località di provenienza e alla relativa specie di appartenenza. Numerose sono le località in grotta comprese nello studio, oggetto di indagini da parte del Circolo Speleologico e Idrologico Friulano sin dalla fine dell'Ottocento. Nelle premesse introduttive si sottolineano le gravi lacune documentarie che contraddistinguono i vari repertori faunistic, giunti in museo privi di dati contestuali e stratigrafici a causa della natura non sistematica delle indagini di scavo al tempo condotte.

Insediamenti preistorici nelle grotte delle Valli del Natisone
Bressan F.
Memorie dell'Istituto Italiano di Speleologia. Circolo Speleologico e Idrologico Friulano, Provincia di Udine (1997)
Collocazione: In: Muscio G. (a cura di), Il Fenomeno carsico delle Valli del Natisone (Prealpi Giulie - Friuli), s.2, 9: 15-20, Udine

Categorie: Antropospeleologia

Indici: Archeologia


Nell'articolo vengono passati in rassegna i più significativi siti preistorici in cavità delle Valli del Natisone, con particolare riferimentio a quelli "storici" scoperti dai soci del Circolo Speleologico e Idrologico Friulano nei primi anni del Novecento, i cui materiali sono in più casi divenuti l'oggetto di studi di revisione da parte dello stesso A.. Ampio risalto viene inoltre riservato al Riparo di Biarzo, il solo sito ad essere stato oggetto di scavi stratigrafici in tempi più recenti. Nella parte terminale dell'articolo viene fornito un elenco dei siti in grotta che hanno restituito resti faunistici.

Oltre un secolo di ricerca archeo-paleontologica del Circolo Speleologico e Idrologico Friulano
Paolo Maddaleni
Circolo speleologico e idrologico friulano (2018)
Collocazione: Mondo Sotterraneo, n.s. 42 (1-2): 55-82, Udine

Link: http://www.csif.it/easynet/Archivi/CSIF/Pdf/0000/263.PDF

Categorie: Antropospeleologia

Indici: Archeologia


Nel contributo si offre una sintesi della storia delle ricerca svolte dal Circolo Speleologico e Idrologico Friulano in oltre un secolo di attività nei siti in grotta di interesse paletnologico/paleontologico del Friuli, con particolare riferimento al settore delle Prealpi Giulie. Nel Catalogo dei siti citati nel testo vengono fornite, in ordine cronologico, le informazioni storiche e bibliografiche disponibili per ciascun contesto, anche corredate da illustrazioni di documenti o foto originali, con rimandi ad altro contributo (Maddaleni 2017) per l’approfondimento degli aspetti propriamente paletnologici e paleontologici in essi rilevati. Nell'ultima parte del lavoro sono raccolte informazioni relative ad altri siti di ambito sia regionale (tra cui l'Ipogeo celtico di Cividale) che extraregionale, divenuti negli anni oggetto delle ricerche del Circolo Speleologico udinese.

Vertebrati fossili del Friuli. 450 milioni di anni di evoluzione.
Dalla Vecchia F. M
Museo Friulano di Storia Naturale. Pubblicazioni (2008)

Categorie: Antropospeleologia

Indici: Archeologia


Nel Volume è presente un excursus sulla storia dei vertebrati del Quaternario (Olocene escluso) in Friuli, condotto sulla base di precedenti studi disponibili in letteratura. L'A. in riferimento alle associazioni di vertebrati pleistocenici (Pleistocene Superiore) rinvenute in numerosi contesti in grotta del territorio friulano, sottolinea come la valenza scientifica delle stesse risulti spesso inficiata dall'assenza dei dati stratigrafici di provenienza, non sistematicamente registrati nel corso dei primi scavi effettuati tra Otto- e Novecento ma anche in anni più recenti (es. Grotte Verdi di Pradis). Al polo opposto si pongono i dati disponibili per alcuni contesti oggetto di indagini di scavo stratigrafiche approfondite, quali la Grotta del Rio Secco e la Grotta del Clusantin (Altopiano di Pradis) e il Riparo di Biarzo (Valli del Natisone). Particolarmente diffusa tra le specie rinvenute nei siti ipogei appare l’Orso delle Caverne (Ursus spelaeus), che in uno specifico caso (Abisso di Viganti: materiali andati dispersi dopo la rotta di Caporetto) appare in associazione con il ghiottone (Gulo gulo), animale non comune indicatore della presenza al tempo di un clima rigido e di un ambiente di tundra. Si segnala che la cavità indicata nel testo come Mala Jama corrisponde alla Mala Pec (materiali in deposito presso il Museo Friulano di Storia Naturale).

I giacimenti quaternari di vertebrati fossili nell'Italia nord-orientale
Bon M., Piccoli G., Sala B. (1991)
Collocazione: Memorie di Scienze Geologiche, 43: 185-231, Padova

Categorie: Antropospeleologia

Indici: Archeologia


Catalogo ragionato dei vertebrati fossili del Quaternario dell'Italia nord-orientale (Tre Venezie). Dei numerosi siti friulani compresi nello studio, alcuni vengono ampiamente discussi (Pleistocene Superiore: Grotte Verdi di Pradis, Velika Jama; Olocene Antico: Riparo di Biarzo), altri solo brevemente menzionati tra i "Rinvenimenti minori".

Resti di Marmotta nella grotta "Mala Peci" nei dintorni di Cividale
Leonardi P.
Accademia di Scienze Lettere e Arti di Udine (1933)
Collocazione: Atti dell'Accademia Scientifica Veneto -Trentino-Istriana, 24: 48-54, Padova

Categorie: Antropospeleologia

Indici: Archeologia


L'A., dopo aver descritto le caratteristiche geo-morfologiche della cavità, spazialmente prossima alla Velika Jama, dà conto dei resti faunistici emersi da uno scavo effettuato in corrispondenza di un cunicolo laterale della sala principale. Tali ossa, rinvenute sparse nel deposito in modo caotico e generalmente frammentate, vengono interpretate quali possibili residui di pasto di qualche carnivoro. Tra le specie (selvatiche e domestiche) riconosciute, particolare attenzione viene posta ai resti di Marmota marmota (attestati anche alla Velika Jama) in quanto indicatori crono-climatici significativi.


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