Catasto Ragionato Informatico delle Grotte Archeologiche

17 | Busa dai Corvazz

Nome principale Busa dai Corvazz
Numero catasto 17
Numero catasto locale 62 FR
Numero totale ingressi 1

Ingresso principale

Affidabilità posizione Corretto
Presenza targhetta Si
Area geografica Prealpi Giulie
Comune Nimis
Area provinciale Udine
Lat. WGS84 46,229260318039
Lon. WGS84 13,284059388505
Est RDN2008/UTM 33N 367681.4
Nord RDN2008/UTM 33N 5120951.4
Quota ingresso (s.l.m.) 390 m

Mappa

Caratteristiche

Sviluppo planimetrico 40 m
Dislivello positivo 3 m
Dislivello totale 3 m
Quota fondo 390 m

Geologia e Geomorfologia

Caratteri fisiografici

Ubicazione Prealpi Giulie
Area carsica Torlano di Sopra (C)
Morfologia rilievo collinare
Geomorfologia versante
Contesto attuale boschivo
Distanza dal mare >10.000 m
Distanza da fonte d'acqua <500 m

Note caratteri fisiografici

Calcare del Cretaceo

Caratteri interni

Andamento Semplice orizzontale
Pozzi No
Planimetria articolata: più vani
Ampiezza piano calpestabile 250 mq m
Tipologia terreno calpestabile sabbioso prevalente
Crolli recenti No
Grotta turistica No
Concrezionamento scarso / assente
Acqua interna No

Ingressi

Ingresso 1

Latitudine WGS84 46,229260318039
Longitudine WGS84 13,284059388505
Quota ingresso (s.l.m.) 390 m s.l.m.
Morfologia parete
Terreno superficie esterna roccioso affiorante/subaffiorante

Archeologia

Data
Inizi del Novecento
Autore
Circolo Spelologico e Idrologico Friulano
Conservati
Si
Pubblicati
Si
Note
Recupero di resti faunistici. La raccolta dei materiali, non è chiaro se avvenuta in occasione di uno o più distinti interventi, in base a quanto affermato da M. Gortani (1908, p. 1) nell'incipit del suo contributo, può essere solo genericamente riferita al primo decennio di attività dei soci Circolo Speleologico e Idrologico Friulano dalla fondazione del Circolo (1897-1907). Tracce di un profondo sondaggio, praticato verso il fondo della grotta, ancora visibili al tempo del sopralluogo di U. Furlani e P. Montina (1985, p. 11) vengono considerate riconducibili a questa prima esplorazione. In quell'occasione venne rinvenuta anche un'incisione su un masso lungo la parete destra della sala recante la data 1901.

Indagine

Tipologia di indagine recupero
Stratigrafia No
Area indagine parziale
Cronologia Olocene
Periodo attuale?

Materiali

Paleontologici resti faunistici olocenici pertinenti a specie domestiche (Ovis vel Capra, Bos taurus), Mammifero indet. e Microvertebrati indet.
Bibliografia Bressan 1987a; Furlani, Montina 1985; Fabiani 1919; Gortani 1908.

Analisi

Carbonio c14, TL, Geoarcheologia, Petrologia, Archeozoologia, Paleoantropologia, Paleobotanica, Archeometallurgia

Depositi materiale

Situazione dei materiali conservati
Denominazione deposito Museo Friulano di Storia Naturale
Indirizzo deposito via Sabbadini n. 22-32, 33100-Udine

Note

In base ai riscontri inventariali dei resti faunistici attualmente depositati presso il Museo Friulano di Storia Naturale, le specie attestate risultano: Ovis vel Capra e Bos taurus (Bressan 1987a, p. 49) oltre ad una serie di frammenti indeterminati. Non confermata appare la presenza di Canis familiaris, forse corrispondente ai resti poi attribuiti ad un mammifero indeterminato.
Data
1985
Autore
Associazione Friulana Ricerche di Tarcento
Conservati
Si
Pubblicati
Si
Note
Pulizia di superficie dell'area atriale della cavità. Le operazioni, svoltesi nel febbraio e ottobre 1985, consentirono di mettere in luce una struttura muraria (0.85 m di spessore conservato per una lunghezza di 6 m) formata da pietre legate da malta di calce frammista a laterizi, posta in corrispondenza del lato sinistro dell'ingresso, e una serie di gradini scavati nella roccia nel ripido pendio che conduce alla cavità. Dalla pulizia del terreno organico presente in prossimità dell’ingresso, parzialmente occupato dal crollo della struttura muraria, vennero recuperati dei frammenti ceramici, mentre manufatti in ferro (tra cui una catena), una cote, frammenti di tavole lignee e laterizi vennero rinvenuti in un punto non meglio specificato del deposito.

Indagine

Tipologia di indagine recupero, scavo stratigrafico
Stratigrafia Si
Affidabilità della stratigrafia media
Area indagine parziale
Settore atriale
Strato superficie
Cronologia Alto Medioevo
Periodo VI-VII secolo

Materiali

Ceramici tra le forme risultano attestate: olle con semplice orlo esoverso in più casi recanti tracce di combustione riconducibile al loro utilizzo come recipienti da cottura; ciotole anche decorate; un probabile tegame a corpo alto e cilindrico; un catino con orlo piatto e prese laterali e decorazione incisa sull'orlo ad ampie solcature incrociate e decorazione al corpo a motivi incisi (onde a pettine). Gli impasti si presentano omogenei (con inclusi calcarei di varia granulometria). Tra i trattamenti superficiali appare frequente la levigatura realizzata per mezzo di un tessuto a trama grossa che lascia linee orizzontali mentre tra le decorazioni ricorre il motivo a onde incise (a pettine). Sono presenti anche frammenti di parete (nr. 3) di anfore di produzione africana.
Litici 1 cote (in arenaria?) frammentaria
Metallici 1 catena in ferro composta da 14 anelli ellissoidali e da 2 elementi sub-circolari; 1 anello circolare di maggiori dimensioni.
Paleontologici 1 frammento indeterminato.
Botanici 1 frammento ligneo con una superficie piana (tavola) con tracce di combustione.
Bibliografia Borzacconi 2020; Montina 1996; Furlani, Montina 1985.

Analisi

Carbonio c14, TL, Geoarcheologia, Petrologia, Archeozoologia, Paleoantropologia, Paleobotanica, Archeometallurgia

Depositi materiale

Situazione dei materiali conservati
Denominazione deposito Museo Friulano di Storia Naturale
Indirizzo deposito via Sabbadini n. 22-32, 33100-Udine

Note

Tra i materiali provenienti dalla pulizia di superficie, attualmente depositati presso il Museo Friulano di Storia Naturale, risultano compresi anche: 27 frammenti di vetro di colore bianco opalescente pertinenti ad uno stesso manufatto a corpo globulare. I materiali erano accompagnati da un cartellino recante la dicitura "Buse dai Corvaz, 03.02.1985, scavo 1° sotto il roccione a sinistra dell'ingresso".

Descrizione e rilievo

Breve descrizione del percorso d'accesso

La grotta si trova sopra Torlano, sul fianco Nord-Ovest del Monte Plaiulo, ed è visibile dalla strada della valle del Cornappo. E'conosciuta localmente anche con il nome di Buse dai Corvazz o Sliep di Torlano.

Descrizione dei vani interni della cavità

Scavata nei calcari cretacei, ha una bocca larga 13m e si addentra nella montagna per 22m, finendo in un cunicolo che continua ancora per qualche metro e diviene, dopo poco, impraticabile.
Nonostante la sua scarsa importanza, questa grotta è una tra le prime ad essere citata dal Marinelli nel suo annuario. In un manoscritto, di cui dà notizia De Gasperi, il Marinoni, che la visitò nel 1879, ne fa una dettagliata descrizione, che accompagna con un rilievo.

Rilievo: Pianta e sezione (23/01/1977)
Busa dai Corvazz

Bibliografia

Antropospeleologia

Avanzi di Mammiferi rinvenuti in alcune grotte friulane

Gortani M.

Circolo speleologico e idrologico friulano (1908)

Tratto da: Mondo Sotterraneo, 5 (1/2) (ago.-dic. 1908): 1-17, Udine

Indici: Archeologia

Vengono descritti i resti faunistici provenienti da diverse cavità del Friuli orientale. Essi vengono attribuiti alle specie: Arctomys marmotta, Lepus timidus, Equus, Sus scrofa, Cervus elaphus, Capra hircus, Ovies aries, Bos taurus, Canis lupus, Canis familiaris, Ursus e Felis (f. domestica). L'A. aggiunge al record faunistico della Velika Jama altre specie non prima segnalate: marmotta, lepre, cane e gatto domestico.
Antropospeleologia

Bibliografia Speleologica del Friuli

Guidi P. (a cura di)

Circolo Speleologico e Idrologico Friulano, Provincia di Udine (1997)

Indici: Archeologia

Nel capitolo "Antropospeleologia", uno specifico paragrafo, a cura di Muscio, viene riservato alla discussione dei dati bibliografici disponibili in letteratura in merito alle ricerche speleologiche in cavità del Friuli associate ad evidenze di tipo paletnologico e/o paleontologico. I titoli recensiti vengono forniti secondo un elenco analitico per autore, composto di 194 voci in totale, che riprende e aggiorna il precedente lavoro bibliografico redatto da Guidi (1973). Di ciascuna voce bibliografica vengono forniti: brevi indicazioni sulle evidenze (paletnologiche e/o paleontologiche) più significative emerse, note riassuntive dei principali argomenti trattati, indicazione degli specifici contesti in grotta menzionati, citati secondo il numero identificativo del Catasto Grotte del Friuli (sigla Fr).
Antropospeleologia

Catalogo dei reperti ossei della Sezione Paletnologica-Antropologica del Museo Friulano di Storia Naturale

Bressan F.

Museo Friulano di Storia Naturale (1987)

Indici: Archeologia

Catalogo analitico dei reperti osteologici presenti nelle collezioni museali, suddivisi in base alla località di provenienza e alla relativa specie di appartenenza. Numerose sono le località in grotta comprese nello studio, oggetto di indagini da parte del Circolo Speleologico e Idrologico Friulano sin dalla fine dell'Ottocento. Nelle premesse introduttive si sottolineano le gravi lacune documentarie che contraddistinguono i vari repertori faunistic, giunti in museo privi di dati contestuali e stratigrafici a causa della natura non sistematica delle indagini di scavo al tempo condotte.
Antropospeleologia

Di alcuni oggetti dell'epoca neolitica rinvenuti in Friuli

Taramelli T.

Istituto Tecnico Zanon di Udine (1874)

Tratto da: Annali Scientifici del R. Istituto Tecnico Zanon di Udine, 7: 41-70, Udine

Indici: Archeologia

Prima di descrivere alcuni oggetti ritenuti neolitici rinvenuti in Friuli, l'A. delinea l'evoluzione geologica recente del territorio e le caratteristiche del Neolitico nell'Italia nordorientale, citando (p. 62) come possibili siti di interesse paletnologico ancora inesplorati le numerose grotte del settore prealpino friulano.
Antropospeleologia

Folklore ipogeo sui monti Bernadia sopra Tarcento (Friuli, Prealpi Giulie)

Montina P.

Memorie dell'Istituto Italiano di Speleologia. Circolo Speleologico e Idrologico Friulano, Provincia di Udine (1996)

Tratto da: In: Muscio G. (a cura di), Il Fenomeno carsico del Massiccio dei Monti La Bernadia (Prealpi Giulie - Friuli), s. 2, 8: 21-30, Udine

Indici: Archeologia, Leggende, folklore, culto

Vengono riportate le tradizioni e leggende legate alle numerose cavità naturali che sia aprono sui Monti La Bernadia. In relazione alla Grotta di Torlano (o "Buse dai Corvaz"), la prima cavità dell'area ad aver rivelato la presenza di tracce di frequentazione antropica, si ricordano le indagini di scavo qui condotte (Furlani, Montina 1985) che hanno consentito il recupero di materiali ceramici e metallici risalenti all'epoca medievale e si ipotizza la possibile presenza, al di sotto dei livelli indagati, di precedenti fasi di frequentazione risalenti alla Preistoria.
Antropospeleologia

Geologia e morfologia delle Prealpi Giulie meridionali

Ponton M.

Civici Musei di Udine, Museo Archeologico e Museo Friulano di Storia Naturale. Lithostampa ed. (2020)

Tratto da: In: Muscio G., Visentini P. (a cura di), Antichi abitatori delle grotte in Friuli. La Preistoria nelle cavità delle Prealpi Giulie, Catalogo della Mostra, Castello di Udine marzo 2021- febbraio 2022, 35-45, Pasian di Prato (UD)

Indici: Archeologia

Le caratteristiche geologiche e le morfologie originali delle Prealpi e, in primis, delle Prealpi Giulie meridionali, rappresentano insieme alla facilità di accesso, alla buon esposizione e alla disponibilità di corsi d’acqua, dei fattori ottimali che nel tempo hanno favorito la frequentazione umana in tale comparto territoriale, la quale ha privilegiato sia i ripiani costituiti da depositi alluvionali localizzati in corrispondenza dei terrazzi fluviali sia, in particolare, le cavità e i ripari rocciosi. L’A. partendo quindi dalla dettagliata illustrazione del fenomeno del carsismo, a cui si deve la formazione e sviluppo delle numerose cavità presenti nell’area, passa quindi in rassegna alcuni tra i più significativi contesti ipogei (grotte e ripari) con evidenza di frequentazione umana, descrivendone le specifiche caratteristiche geo-morfologiche.
Antropospeleologia

Grotte di interesse paleontologico e paletnologico in Friuli: stato delle conoscenze e risultati preliminari della revisione di alcuni materiali

Maddaleni P.

Museo Friulano di Storia Naturale (2017)

Tratto da: Gortania. Geologia, Paleontologia, Paletnologia, 38: 85-120, Udine

Link: http://www.civicimuseiudine.it/images/MFSN/Gortania/Gortania_38_GPP/G38_GPP05_Maddaleni_Grotte-interesse-paletnologico-Friuli.pdf

Indici: Archeologia

Nel contributo viene offerta una prima revisione sistematica dei dati disponibili per le circa 50 principali cavità di interesse paleontologico e paletnologico attestate in Friuli. Alla ricchezza dei siti (grotte e ripari) presenti in tale comparto territoriale contraddistinto da una peculiare conformazione geologica, si associa una disomogenea e talora lacunosa disponibilità di dati, a volte inediti e spesso giunti a noi privi dei necessari riferimenti contestuali oltre che di datazioni radiometriche, in quanto frutto di ricerche datate, svoltesi a partire dalla fine dell’Ottocento-primi del Novecento. Se nella maggior parte dei casi l’inquadramento crono-culturale dei siti può oggi basarsi solo sull’analisi tipologica dei materiali a noi giunti (ceramica, industria litica in primis), casi-studio di particolare interesse sono rappresentati dal Riparo di Biarzo, Grotta di Cladrecis e alcune cavità dell’Altopiano di Pradis (Grotta del Clusantin, Grotta del Rio Secco) oggetto in anni recenti di scavi sistematici e studi post-scavo multidisciplinari. Nel contributo l’avvio della revisione della bibliografia e dell’analisi delle collezioni di materiali conservati presso diversi Istituzioni (Museo Friulano di Storia Naturale e Circolo Speleologico e Idrologico Friulano) viene inteso quale primo passo di progetto di più ampia portata focalizzato sullo studio delle grotte in Friuli che dovrà necessariamente prevedere anche la programmazione di nuove ricerche sul territorio. Nella parte conclusiva del lavoro viene fornito anche un elenco delle cavità che hanno restituito solo reperti faunistici olocenici.
Antropospeleologia, Biospeleologia, Documentazione speleologica, Geospeleologia e carsismo, Paleontologia, Speleologia tecnica

Grotte e voragini del Friuli

De Gasperi G.B.

Circolo Speleologico ed Idrologico Friulano (1916)

Indici: Archeologia, Botanica, Fauna, Geomorfologia e speleogenesi, Guide e narrativa, Leggende, folklore, culto, Storia della speleologia

Nel volume è presente un catalogo descrittivo di tutte le più significative cavità e voragini del Friuli discusse secondo l'area geografica di appartenenza. Dove disponibili, l’A. riporta specifici riferimenti alla storia delle ricerche e alle eventuali indagini paletnologiche in esse effettuate, comprensivi delle relative citazioni bibliografiche. Il capitolo finale appare riservato all’analisi dei resti umani, dei fossili e della fauna vivente sino ad allora rinvenuti nelle grotte friulane. (Edito anche come "Memorie Geografiche di G. Dainelli", 30: 1-220)
Antropospeleologia

I Mammiferi Quaternari della Regione Veneta

Fabiani R.

Università di Padova (1919)

Tratto da: Memorie dell'Istituto di Geologia della R. Università di Padova, 5 (1917-1918): 1-174, Padova

Indici: Archeologia

Ampia monografia in cui, dopo un excursus sulle ricerche disponibili in questo campo ove l'A. menziona, tra le altre, anche le attività dei soci del Circolo Speleologico e Idrologico Friulano, si passano in rassegna i principali giacimenti con faune oloceniche presenti nella Regione Veneta (Veneto, Friuli Venezia Giulia e Istria), descritti nelle principali caratteristiche geologiche. Ai resti animali viene riservata una dettagliata analisi sistematica, anche comprensiva, nell’ultima parte dell’opera, di una proposta di ricostruzione, non priva di elementi di incertezza, della successione cronologica faunistica tra Pleistocene ed Olocene. Nella parte dedicata al Friuli vengono discusse solo le cavità delle Prealpi Giulie.
Antropospeleologia

Insediamenti preistorici nelle grotte delle Valli del Natisone

Bressan F.

Memorie dell'Istituto Italiano di Speleologia. Circolo Speleologico e Idrologico Friulano, Provincia di Udine (1997)

Tratto da: In: Muscio G. (a cura di), Il Fenomeno carsico delle Valli del Natisone (Prealpi Giulie - Friuli), s.2, 9: 15-20, Udine

Indici: Archeologia

Nell'articolo vengono passati in rassegna i più significativi siti preistorici in cavità delle Valli del Natisone, con particolare riferimentio a quelli "storici" scoperti dai soci del Circolo Speleologico e Idrologico Friulano nei primi anni del Novecento, i cui materiali sono in più casi divenuti l'oggetto di studi di revisione da parte dello stesso A.. Ampio risalto viene inoltre riservato al Riparo di Biarzo, il solo sito ad essere stato oggetto di scavi stratigrafici in tempi più recenti. Nella parte terminale dell'articolo viene fornito un elenco dei siti in grotta che hanno restituito resti faunistici.
Antropospeleologia

La frequentazione delle grotte in età medievale. Spunti per uno studio territoriale

Borzacconi A.

Civici Musei di Udine, Museo Archeologico e Museo Friulano di Storia Naturale. Lithostampa ed. (2020)

Tratto da: In: Muscio G., Visentini P. (a cura di), Antichi abitatori delle grotte in Friuli. La Preistoria nelle cavità delle Prealpi Giulie, Catalogo della Mostra, Castello di Udine marzo 2021- febbraio 2022, 63-81, Pasian di Prato (UD)

Indici: Archeologia

L'A. propone alcune riflessioni preliminari sulla frequentazione di grotte e ripari del Friuli in un ampio orizzonte cronologico che abbraccia i secoli compresi tra il periodo tardoromano e l'età medievale. A partire dalla bibliografia specialistica disponibile, spesso connessa a indagini sul campo portate avanti da gruppi speleologici (Circolo Speleologico e Idrologico Friulano in particolare), vengono proposte alcune osservazioni tecno-tipologiche di dettaglio sui materiali ceramici, spesso inediti, rinvenuti nel corso di tali attività esplorative. Numerose sono i contesti ipogei con evidenze tardoantiche-medievali passati in rassegna, indicativi di un rinnovato interesse per le cavità da parte dell'uomo, dopo un periodo di sostanziale abbandono durante l’epoca romana, rispondente a nuove modalità insediative e a diversi criteri di organizzazione della viabilità nel territorio, in cui grotte e ripari insieme a castra e castella contribuiscono a formare un sistema difensivo integrato.
Antropospeleologia

Oltre un secolo di ricerca archeo-paleontologica del Circolo Speleologico e Idrologico Friulano

Paolo Maddaleni

Circolo speleologico e idrologico friulano (2018)

Tratto da: Mondo Sotterraneo, n.s. 42 (1-2): 55-82, Udine

Link: http://www.csif.it/easynet/Archivi/CSIF/Pdf/0000/263.PDF

Indici: Archeologia

Nel contributo si offre una sintesi della storia delle ricerca svolte dal Circolo Speleologico e Idrologico Friulano in oltre un secolo di attività nei siti in grotta di interesse paletnologico/paleontologico del Friuli, con particolare riferimento al settore delle Prealpi Giulie. Nel Catalogo dei siti citati nel testo vengono fornite, in ordine cronologico, le informazioni storiche e bibliografiche disponibili per ciascun contesto, anche corredate da illustrazioni di documenti o foto originali, con rimandi ad altro contributo (Maddaleni 2017) per l’approfondimento degli aspetti propriamente paletnologici e paleontologici in essi rilevati. Nell'ultima parte del lavoro sono raccolte informazioni relative ad altri siti di ambito sia regionale (tra cui l'Ipogeo celtico di Cividale) che extraregionale, divenuti negli anni oggetto delle ricerche del Circolo Speleologico udinese.
Antropospeleologia

Sulla presenza dell'uomo preistorico nel Tarcentino

Montina P.

(1979)

Tratto da: Il Pignarûl, 1979: 54-58, Tarcento (Ud)

Indici: Archeologia

Nell'esaminare la questione della presenza dell'uomo preistorico nel tarcentino, l'A., in base a considerazioni di tipo geo-morfologico e alla scarsa consistenza dei dati archeologici disponibili, ritenuti imprecisi quando non addirittura inconsistenti, contesta la possibilità, sostenuta da altri studiosi, che alcune piccole cavità lungo la sponda del torrente Torre possano essere state abitate dall'uomo sin da epoca antica. Diverso il caso della presenza di resti fossili animali, attestati sia all'Abisso di Viganti che alla Grotta di Torlano (o Buse dai Corvazz).
Antropospeleologia

Tracce medioevali nella -Fr 62-Grotta di Torlano sui Monti Bernadia sopra Nimis

Furlani U., Montina P.

Helice, Bollettino dell'Associazione Friulana Ricerche (1985)

Tratto da: Pubblicato a nome di Montina P. anche in Atti del VII Conv. Reg. di Spel. del Friuli-Venezia Giulia, Gorizia novembre 1985, pp. 53-61 (1986), 1 (1): 9-23, Tarcento (Ud)

Indici: Archeologia

Dopo una descrizione geologica e storico-bibliografica della cavità, localmente nota anche con il toponimo "Buse dai Corvaz", gli A. presentano una analisi tipologica preliminare dei materiali ceramici in essa rinvenuti, attribuiti al periodo medievale (XII-XIV secolo). In questa occasione vennero recuperati anche una catena in ferro, una cote, frammenti lignei e laterizi e venne messa in luce una struttura muraria in pietra costruita per chiudere l’accesso alla grotta, ampliando leggermente lo spazio antistante l’apertura. Nella discussione vengono citati, per confronto, anche altri due insediamenti ipogei del Friuli con tracce di frequentazione in epoca medievale: la ben nota Grotta di S. Giovanni d'Antro e la Chiase dai Corvas (Gemona).
Antropospeleologia

ll "Cióndar des Paganis". Stazione neolitica presso Faedis (Prealpi Giulie)

Feruglio E.

Circolo speleologico e idrologico friulano (1916)

Tratto da: Mondo Sotterraneo, 12 (1/3) (gen.-giu. 1916): 37-48, Udine

Indici: Archeologia

L'A., localizzata la cavità e descritte le sue principali caratteristiche geomorfologiche, ne riferisce la scoperta, avvenuta nel 1898, ai soci del Circolo Speleologico e Idrologico Friulano. Ampio spazio viene dedicato ai risultati degli scavi da lui stesso condotti a più riprese a partire dal 1914 in otto punti diversi della galleria che si incontra a partire dall'ingresso. I materiali recuperati comprendono: i primi resti ossei umani mai rinvenuti in Friuli (III metacarpale destro) la cui datazione mostra elementi di incertezza; resti faunistici per i quali si citano, a confronto, gli esemplari già emersi in altre cavità friulane; manufatti ceramici (reperti vascolari frammentari, una fusaiola), strumenti in selce (schegge e raschiatoi) e in osso (spatole, aghi, una testa di femore lavorata) al tempo attribuiti, anche richiamando l'esempio della Velika Jama e della Grotta di Robič, al Neolitico.