Nomi e numeri catastali
Nome principale: Caverna del Monte S. Leonardo
Numero catasto: 1582
Numero catasto locale: 4484VG
Numero totale ingressi: 1
Caratteristiche
Sviluppo planimetrico: 11 m
Profondità: 2,5 m
Dislivello totale: 2,5 m
Quota fondo: 368,5 m
Ingresso principale
Data esecuzione posizione: 22/02/1998
Presenza targhetta: Si Area geografica: Carso Triestino Comune: Sgonico / Zgonik Area provinciale: Trieste Metodo rilevamento: STRUMENTALE -> GPS differenziale Lat. WGS84: 45,76384711 Lon. WGS84: 13,71999864 Est RDN2008/UTM 33N: 400465.936 Nord RDN2008/UTM 33N: 5068606.474 Quota ingresso (s.l.m.): 371 m
Geologia e Geomorfologia
Caratteri fisiografici
Ubicazione: Carso
Area carsica: Carso (A) Morfologia: altopiano Geomorfologia: sommità Contesto attuale: prativo/arbustivo Distanza dal mare: 5.000-10.000 m Distanza da fonte d'acqua: 500-1.000 m
Caratteri interni
Andamento: Semplice verticale
Pozzi: No
Planimetria: semplice: unico vano
Ampiezza piano calpestabile: 26 m
Tipologia terreno calpestabile: limoso prevalente
Crolli recenti: Sì Grotta turistica: No Concrezionamento: scarso / assente Acqua interna: No Note caratteri interni:
Si notano resti di scavi passati con frammenti ossei animali sparsi in superficie
Ingressi
Ingresso 1
Lat. WGS84: 45,76384711
Lon. WGS84: 13,71999864
Quota ingresso: 371 m s.l.m.
Morfologia: piede di parete
Terreno superficie esterna: roccioso affiorante/subaffiorante
Archeologia
Data
1968?Autore
Società Alpina delle GiulieConservati
-Pubblicati
-Indagine
Tipologia di indagine: recupero
Cronologia: Protostoria?
Periodo:
Materiali
Ceramici: numerosi manufatti non determinati
Bibliografia: Gherlizza, Halupca 1988
Descrizione e rilievo
Breve descrizione del percorso d'accesso
La caverna si apre entro la cinta più esterna del castelliere del Monte San Leonardo, raggiungibile tramite il sentiero segnato N. 10.
Descrizione dei vani interni della cavità
La caverna, originariamente occupata completamente da depositi di riempimento, è un'importante stazione preistorica ed è stata oggetto di scavi ed assaggi di scavo (forse anche da parte di abusivi), i quali hanno determinato l'approfondimento, di qualche metro, della caverna originaria ed il suo notevole allungamento in un cunicolo (punti 2, 3 e 4 nel rilievo).
Interessanti possibilità di ampliamento sono rappresentate da due passaggi fra la volta ed il deposito di riempimento che si aprono a destra dell'ingresso, ed altre fessure.
La caverna è molto simile alla Caverna dei Ciclami (501/2433VG) e, come questa, potrebbe essersi aperta per il crollo della volta, costituita da un letto di strato debolmente concrezionato in corrispondenza di linee di frattura.
Bibliografia
Gruppo di ricerche di Paleontologia Umana
Gruppo Grotte dell’Associazione XXX Ottobre (1968)
Collocazione: Annali del Gruppo Grotte dell’Associazione XXX Ottobre, 2: 79-93, Trieste
Link: https://www.axxxo.net/annali-vol-ii-1968/
Categorie: Antropospeleologia
Indici: Archeologia
Relazione sugli scavi condotti tra il 1966 e il 1967. Dopo l'analisi della stratigrafia individuata durante le indagini vengono illustrati in modo dettaglaito i materiali rinvenuti.
Bartolomei G.
Società per la Preistoria e Protostoria della Regione Friuli-Venezia Giulia (2004)
Collocazione: Atti della Società per la Preistoria e Protostoria della Regione Friuli-Venezia Giulia, 14 (2003): 7-24, Trieste
Categorie: Antropospeleologia
Indici: Archeologia
L’autore prende in esame il deposito della grotta di San Leonardo indagata a più riprese a partire dagli anni Sessanta. In questa sede vengono presentati la fauna e i manufatti di industria musteriana, che lo studioso mette a confronto con i reperti della grotta Pocala e della caverna degli Orsi.
Cannarella D.
Sansoni ed. (1975)
Collocazione: In: Radmilli A. M., Guida della Preistoria Italiana, 3-9, Firenze
Categorie: Antropospeleologia
Indici: Archeologia
Nella rassegna delle principali stazioni preistoriche (all'aperto e in grotta) della regione, oltre ai numerosi contesti prevalentemente ipogei del Carso triestino, l'A. menziona, per il Friuli, le Grotte Verdi di Pradis ed alcune stazioni all'aperto. Materiali preistorici e reperti faunistici provenienti da cavità carsiche non meglio identificate nel testo, vengono mezionati come parte delle collezioni del Museo Friulano di Storia Naturale di Udine.
Cannarella D. (1982)
Collocazione: In: Atti del V Convegno di Speleologia del Friuli Venezia Giulia (Trieste, 1981), 323-332, Trieste
Categorie: Antropospeleologia
Indici: Archeologia
L'autore analizza la stratigrafia della grotta Azzurra, da lui indagata, mettendola a confronto con quella di altre cavità del Carso triestino.
Tozzi C.
Istituto per l’Enciclopedia del Friuli Venezia Giulia (1983)
Collocazione: In: Preistoria del Caput Adriae, Catalogo della Mostra, Trieste 1983, 27-29, Udine
Categorie: Antropospeleologia
Indici: Archeologia
Nell'inquadramento del periodo neolitico nell'area giuliana l'autore illustra ampiamente il deposito del riparo di Visogliano. Per quanto riguarda il Paleolitico lo studioso prende in esame le industri litiche rinvenute nella grotta Pocala, nella caverna del monte San Leonardo e nella grotta Cotariova.
Tozzi C.
Atti delle Riunioni Scientifiche dell'Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria (1994)
Categorie: Antropospeleologia
Indici: Archeologia
L'A. delinea il quadro delle industrie del Paleolitico Inferiore e Medio nel territorio regionale con particolare riguardo agli insediamenti del Carso triestino.
Ruaro-Loseri L.
Istituto per l'Enciclopedia del Friuli-Venezia Giulia (1984)
Categorie: Antropospeleologia
Indici: Archeologia
Panoramica sullo stato delle ricerche nei siti pre- e protostorici del Friuli-Venezia Giulia. Tra i contesti del Friuli oggetto di indagini sistematiche in anni recenti vengono menzionati, oltre a diverse stazioni all'aperto, anche le Grotte Verdi di Pradis e il Riparo di Biarzo. Nella discussione l'A. fa anche riferimento al più ampio quadro delle problematiche legislative connesse agli aspetti organizzativi delle ricerche territoriali e a quelle inerenti la tutela e la conservazione del patrimonio archeologico verificatesi a seguito della recente istituzione (dal gennaio 1982) di una Soprintendenza archeologica operativa a livello regionale.
