Ingresso principale
| Affidabilità posizione | Corretto |
|---|---|
| Presenza targhetta | Si |
| Area geografica | Carso Goriziano |
| Comune | Savogna d'Isonzo / Sovodnje ob Soči |
| Area provinciale | Gorizia |
| Lat. WGS84 | 45,878022106565 |
| Lon. WGS84 | 13,547357870849 |
| Est RDN2008/UTM 33N | 387272 |
| Nord RDN2008/UTM 33N | 5081521 |
| Quota ingresso (s.l.m.) | 191 m |
Mappa
Caratteristiche
| Sviluppo planimetrico | 55 m |
|---|---|
| Profondità | 14,4 m |
| Dislivello totale | 14,4 m |
| Quota fondo | 176,6 m |
Breve descrizione del percorso d'accesso
A lato della strada che da S. Martino del Carso porta ai Casali Neri si trova una dolina, profonda circa 17m, che sul lato Nord presenta una parete verticale: alla base di questa due larghe aperture immettono nella caverna.
Descrizione dei vani interni della cavità
Nel 1895 il Club Touristi Triestini visitò la grotta e in una fossa profonda circa 1,6 m, scavata dai cercatori di tesori, venne notata la presenza, ad 1,2 m di profondità, di uno strato di ceneri dello spessore di circa 30 cm, contenenti cocci e resti di pasti. Un esploratore di quel tempo, certo Furlani, rinvenne due pezzi di una stoviglia lavorata a mano ed alcuni frammenti di ossa di animali.
Durante la prima guerra mondiale in questa grotta e nella dolina antistante furono costruiti alcuni ripiani, uniti da gradinate, sui quali numerose baracche di legno offrivano riparo a 1200 militari austriaci; dopo la conquista del Monte San Michele, l'esercito italiano sistemò nella cavità un Comando di Artiglieria. Si racconta che nella grotta c'era un cunicolo, usato dai militari, che sboccava a San Martino del Carso, ma non è mai stato ritrovato.
Successivamente i molteplici e profondi rimaneggiamenti eseguiti in varie epoche hanno compromesso definitivamente la possibilità di effettuare una sistematica indagine sul deposito preistorico esistente nella grotta, certamente la più interessante, sotto questo aspetto, di tutto il Carso Goriziano.
La caverna attualmente è chiusa e vi si trovano alcuni sismografi sistemati dall'Università di Trieste, a cura dell'Istituto di Geodesia, come nella Caverna Generale Ricordi (405/1064VG) e nell'Antro di Colle Nero (427/749VG).
AGGIORNAMENTO del 1970:
Dopo che gli apparecchi scientifici sono stati rimossi e la caverna è stata riaperta, sono state fatte delle esplorazioni accurate e durante gli scavi è venuto alla luce uno stretto cunicolo che sfocia nella nuova piccola diramazione: il fondo per buona parte è costituito da argille rosse e nella parte terminale ci sono degli accumuli di sabbie ed argilla. Nella parte centrale si possono osservare numerose stalattiti.
AGGIORNAMENTO del 1990:
Il Gruppo Speleologico Talpe del Carso nel 1990 ha eseguito il rilevo completo della cavità.
NOTE:
Dal 1965 al 1975 la cavità è stata utilizzata come laboratorio sismologico, quando nella zona erano in corso delle ricerche per il protosincrotrone.
Le Talpe del Carso e la Società di Studi Carsici Lindner hanno eseguito alcune ricerche ed uno studio mineralogico e sedimentologico, nell'ambito della proposta di studio delle nuove frontiere del carsismo, elaborate dalla scuola isontina di ricerche speleologiche.
Da qualche anno la cavità viene usata dal Gruppo Speleo L. V. Bertarelli della Sezione del CAI di Gorizia per la celebrazione della tradizionale Santa Messa in grotta durante la seconda domenica di novembre.
