Data dello scatto: 20/09/2013
Didascalia: Ingresso con numero identificativo
Autore foto: Ferruccio Podgornik
Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino
Numero ingresso: 1
Nome ingresso: Ingresso 1
Ingresso principale: Si
Stato ingresso: Agibile
Tipo ingresso: Verticale
Morfologia ingresso: Pozzetto
Profondità pozzo d'accesso: 2 m
Pericoli all'accesso: Nessuno
Limitazioni: Recinto
Accessibilità: Libera
Data di accatastamento: 01/09/2010
Presenza targhetta: Si
Sigla targhetta: 1930
Data targhettatura: 01/01/2013
Gruppo targhettatura: CAT - Club Alpinistico Triestino
Campagna targhettatura: 2013
Comune: Sgonico / Zgonik
Area geografica: Carso Triestino
Area provinciale: Trieste
Tipo carta: 1:5.000
Carta CTRN 1:5.000: 110051 - Sgonico
Metodo rilevamento: STRUMENTALE -> GPS differenziale
Tipo posizione: Aggiornamento Posizione
Tipo coordinate rilevate: Metriche Gauss-Boaga - Fuso Est
Latitudine: 5064922
Longitudine: 2420576
Lat. WGS84: 45,730502
Lon. WGS84: 13,722099
Est RDN2008/UTM 33N: 400570,077
Nord RDN2008/UTM 33N: 5064899,177
Data esecuzione posizione: 11/08/1999
Quota ingresso (s.l.m.): 213 m
Metodo rilevamento quota: Cartografico
Carta utilizzata: 1:5.000
Affidabilità posizione: Corretto
Autore: Alessandro Sgambati
Gruppo appartenenza: RIP.REG. - Riposizionamento Regionale
Non sono presenti informazioni
Sviluppo planimetrico: 175 m
Profondità: 143 m
Dislivello totale: 143 m
Quota fondo: 70 m
Andamento cavità: Tratti verticali e orizzontali alternati
Prosecuzioni: Presenza di prosecuzioni accessibili
Grotta turistica: No
Non sono presenti informazioni
In uscita all'ingresso
Non sono presenti informazioni
Non sono presenti informazioni
Presenza danneggiamenti: No
Opere abusive: No
Non sono presenti informazioni
fonte: Carta geologica del Friuli Venezia Giulia alla scala 1:150.000
Litologia: Carbonati massivi
Ambiente: Depositi di piattaforma aperta
Età: Cretaceo sup.- Paleocene sup.
| Formazione: |
Calcareniti del Molassa Fm. dei Calcari del Carso triestino p.p Calcari di Monte San Michele |
Concrezioni: No
Geosito ipogeo: No
Presenza fossili: No
Non sono presenti informazioni
archeologico/paleontologico
Vincolo paesaggistico: Segnalata alla Regione per futura tutela
Vincolo biodiversità: Habitat 8310 – Grotte non ancora sfruttate a livello turistico (Allegato I della Dir. 92/43/CEE)
Nome ramo: Principale
| Tipo | Dislivello | Nome |
|---|---|---|
| Pozzo | 2 m | |
| Pozzo | 9,5 m | |
| Pozzo | 34 m | |
| Pozzo | 9 m | |
| Pozzo | 15 m | |
| Pozzo | 2,5 m | |
| Pozzo | 90 m | |
| Pozzo | 18 m | |
| Pozzo | 7 m | |
| Pozzo | 4 m | |
| Pozzo | 5 m | |
| Pozzo | 10 m |
L'Abisso Gianni Cesca si apre a fianco del sentiero di campagna che da Gabrovizza porta alla Grotta dell' Alce (89/62VG). Raggiunto un casello della ferrovia e oltrepassate le rotaie del treno si incontra un bivio: proseguendo a destra si raggiunge la Grotta Ercole (31/6VG), mentre a sinistra, seguendo il sentiero che conduce alla borgata di S.Croce, dopo una decina di minuti si raggiunge una dolina, delimitata da un muretto, che si trova piuttosto distante, a destra. Sul pianoro vicino si apre la Grotta dell'Alce.
Sul fianco del pozzetto iniziale (2m x 1m), si apre un piccolo meandro che dà accesso ad un pozzo di circa 9m; dalla base di tale pozzo un passaggio basso, nel quale sono stati rinvenuti resti umani frammisti ad abbondanti ossa di animali ed a frammenti di ceramiche preistoriche, dà adito ad un altro piccolo meandro che, quasi immediatamente, sprofonda in un pozzo di 34m fiancheggiato da gallerie in parte sfondate.
Per giungere su questo pozzo sono stati necessarie sei giornate di scavi e quattro puntellamenti. Seguendo verso Ovest la frana che ingombra il passaggio basso di cui si è detto sopra, si giunge in una camera il cui fondo è costituito da un pozzo, parallelo a quello di 34m, il quale dopo aver attraversato due gallerie, finisce in un'ampia caverna; essa è raggiungibile più comodamente lasciando il pozzo di 34m dopo esser scesi per una ventina di metri. Il P.34 è interrotto, a 6m dal fondo, da un ponte di massi incastrati: da qui verso Est si può, con una breve arrampicata, raggiungere una china detritica che scende da una caverna nella quale i fenomeni clastici si manifestano in modo particolarmente interessante.
Verso Ovest si può invece percorrere la parte alta di una galleria sfondata, dalle tipiche morfologie dovute all'azione di un corso d'acqua. Dal fondo del P.34, dopo una brevissima china detritica, si giunge sul fondo della galleria sopra descritta, nel quale si apre l'imbocco del pozzo di 90m. Il luogo è piuttosto pericoloso in quanto soggetto a frane, le quali comunque sono attualmente puntellate. Il pozzo, inizialmente piuttosto stretto, tende ad assumere proporzioni sempre maggiori e, dopo 20m, incominciano a presentarsi varie finestre di diverse dimensioni, comunicanti con pozzi paralleli; quelle del lato Nord si affacciano su un pozzo che immettendosi nel P.90 si esaurisce ad una decina di metri dal fondo di quest'ultimo; le altre finestre comunicano con un sistema di vani, dal comodo accesso, fermandosi su di un ripiano a 32m dal fondo. Da qui un pozzo di 18m porta sul fondo di un grandissimo camino, le cui pareti si innalzano verticali perdendosi nel buio. A pochi passi da questo punto un'altra finestra torna ad immettersi nel pozzo di 90m; affiancato al primo grande camino ve n'è un secondo, di dimensioni simili. Da una camera situata nella parete Est si può scendere un fangosissimo pozzo di 7m; l'argilla e le concrezioni ostruiscono i vani sottostanti dopo pochi metri. Scendendo fino al fondo del P.90, battuto nella sua ultima parte da un intenso stillicidio dovuto al fatto che questo pozzo è situato sotto il fondo di una dolina, si può trovare riparo in una nicchia che si apre nella parete Nord. Da qui scende un cunicolo scavato in parte nell'argilla, il quale si affaccia su di un vano, che è rimasto per ora inesplorato in quanto vi si scaricano i detriti provenienti dal P.90.
Sul fondo della nicchia una strettoia dà accesso ad una interessante camera, in cui ogni proseguimento è bloccato da frane e concrezioni. Sul lato Ovest del fondo è situato l'ingresso di un angusto cunicolo, tuttora inesplorato.
Salendo infine su una cengia di detriti sul lato Sud del fondo si giunge ad un pozzo di 4m, sul cui fondo, fra i detriti, si apre un pozzo inesplorato di una decina di metri.
NOTA:
Gianni Cesca fu validissimo uomo di punta nelle più importanti esplorazioni del periodo aureo della speleologia triestina.
NOTA DEL 25-09-2000
l'imbocco del P.90 è franato ed è stato parzialmente disostruito pur rimanendo instabile.
(Patrik Trincasa SAS)
Data rilievo: 31/01/1971
Tipo rilievo: Primo rilievo
Autore: Gianfranco Orlandini
Gruppo appartenenza: CGEB - Commissione Grotte Eugenio Boegan
Tipo file rilievo: Pianta e sezione
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