descrizione immagine

1930 | Abisso Gianni Cesca

Nomi e numeri catastali

Nome principale Abisso Gianni Cesca
Numero catasto 1930
Numero catasto locale 4650 VG
Numero totale ingressi 1
Data primo accatastamento 01/01/1971
Descrizione ingresso

Numero ingresso: 1

Nome ingresso: Ingresso 1

Ingresso principale: Si

Stato ingresso: Agibile

Tipo ingresso: Verticale

Morfologia ingresso: Pozzetto

Profondità pozzo d'accesso: 2 m

Pericoli all'accesso: Nessuno

Limitazioni: Recinto

Accessibilità: Libera

Data di accatastamento: 01/09/2010


Targhettatura

Presenza targhetta: Si

Sigla targhetta: 1930

Data targhettatura: 01/01/2013

Gruppo targhettatura: CAT - Club Alpinistico Triestino

Campagna targhettatura: 2013


Località

Comune: Sgonico / Zgonik

Area geografica: Carso Triestino

Area provinciale: Trieste

Tipo carta: 1:5.000

Carta CTRN 1:5.000: 110051 - Sgonico


Rilevamento posizione

Metodo rilevamento: STRUMENTALE -> GPS differenziale

Tipo posizione: Aggiornamento Posizione

Tipo coordinate rilevate: Metriche Gauss-Boaga - Fuso Est

Latitudine: 5064922

Longitudine: 2420576

Lat. WGS84: 45,730502

Lon. WGS84: 13,722099

Est RDN2008/UTM 33N: 400570,077

Nord RDN2008/UTM 33N: 5064899,177




Data esecuzione posizione: 11/08/1999

Quota ingresso (s.l.m.): 213 m

Metodo rilevamento quota: Cartografico

Carta utilizzata: 1:5.000

Affidabilità posizione: Corretto


Autori della posizione

Autore: Alessandro Sgambati

Gruppo appartenenza: RIP.REG. - Riposizionamento Regionale

Non sono presenti informazioni

Caratteristiche

Sviluppo planimetrico: 175 m

Profondità: 143 m

Dislivello totale: 143 m

Quota fondo: 70 m

Andamento cavità: Tratti verticali e orizzontali alternati


Stato della cavità

Prosecuzioni: Presenza di prosecuzioni accessibili

Grotta turistica: No

Meteorologia ipogea

Non sono presenti informazioni

Campo note

In uscita all'ingresso

Ghiaccio/Neve

Non sono presenti informazioni

Presenza di rifiuti

Non sono presenti informazioni

Danneggiamenti

Presenza danneggiamenti: No

Opere abusive: No

Pericoli

Non sono presenti informazioni

Geologia

fonte: Carta geologica del Friuli Venezia Giulia alla scala 1:150.000

Litologia: Carbonati massivi

Ambiente: Depositi di piattaforma aperta

Età: Cretaceo sup.- Paleocene sup.

Formazione: Calcareniti del Molassa
Fm. dei Calcari del Carso triestino p.p
Calcari di Monte San Michele

Concrezioni: No

Geosito ipogeo: No

Presenza fossili: No

Biologia

Non sono presenti informazioni

Aspetti culturali

archeologico/paleontologico


Catasto Ragionato Informatico delle Grotte Archeologiche
Vincoli

Vincolo paesaggistico: Segnalata alla Regione per futura tutela

Vincolo biodiversità: Habitat 8310 – Grotte non ancora sfruttate a livello turistico (Allegato I della Dir. 92/43/CEE)

Nome ramo: Principale


Pozzo/risalita/scivolo

Tipo Dislivello Nome
Pozzo 2 m
Pozzo 9,5 m
Pozzo 34 m
Pozzo 9 m
Pozzo 15 m
Pozzo 2,5 m
Pozzo 90 m
Pozzo 18 m
Pozzo 7 m
Pozzo 4 m
Pozzo 5 m
Pozzo 10 m
Breve descrizione del percorso d'accesso

L'Abisso Gianni Cesca si apre a fianco del sentiero di campagna che da Gabrovizza porta alla Grotta dell' Alce (89/62VG). Raggiunto un casello della ferrovia e oltrepassate le rotaie del treno si incontra un bivio: proseguendo a destra si raggiunge la Grotta Ercole (31/6VG), mentre a sinistra, seguendo il sentiero che conduce alla borgata di S.Croce, dopo una decina di minuti si raggiunge una dolina, delimitata da un muretto, che si trova piuttosto distante, a destra. Sul pianoro vicino si apre la Grotta dell'Alce.

Descrizione dei vani interni della cavità

Sul fianco del pozzetto iniziale (2m x 1m), si apre un piccolo meandro che dà accesso ad un pozzo di circa 9m; dalla base di tale pozzo un passaggio basso, nel quale sono stati rinvenuti resti umani frammisti ad abbondanti ossa di animali ed a frammenti di ceramiche preistoriche, dà adito ad un altro piccolo meandro che, quasi immediatamente, sprofonda in un pozzo di 34m fiancheggiato da gallerie in parte sfondate.
Per giungere su questo pozzo sono stati necessarie sei giornate di scavi e quattro puntellamenti. Seguendo verso Ovest la frana che ingombra il passaggio basso di cui si è detto sopra, si giunge in una camera il cui fondo è costituito da un pozzo, parallelo a quello di 34m, il quale dopo aver attraversato due gallerie, finisce in un'ampia caverna; essa è raggiungibile più comodamente lasciando il pozzo di 34m dopo esser scesi per una ventina di metri. Il P.34 è interrotto, a 6m dal fondo, da un ponte di massi incastrati: da qui verso Est si può, con una breve arrampicata, raggiungere una china detritica che scende da una caverna nella quale i fenomeni clastici si manifestano in modo particolarmente interessante.
Verso Ovest si può invece percorrere la parte alta di una galleria sfondata, dalle tipiche morfologie dovute all'azione di un corso d'acqua. Dal fondo del P.34, dopo una brevissima china detritica, si giunge sul fondo della galleria sopra descritta, nel quale si apre l'imbocco del pozzo di 90m. Il luogo è piuttosto pericoloso in quanto soggetto a frane, le quali comunque sono attualmente puntellate. Il pozzo, inizialmente piuttosto stretto, tende ad assumere proporzioni sempre maggiori e, dopo 20m, incominciano a presentarsi varie finestre di diverse dimensioni, comunicanti con pozzi paralleli; quelle del lato Nord si affacciano su un pozzo che immettendosi nel P.90 si esaurisce ad una decina di metri dal fondo di quest'ultimo; le altre finestre comunicano con un sistema di vani, dal comodo accesso, fermandosi su di un ripiano a 32m dal fondo. Da qui un pozzo di 18m porta sul fondo di un grandissimo camino, le cui pareti si innalzano verticali perdendosi nel buio. A pochi passi da questo punto un'altra finestra torna ad immettersi nel pozzo di 90m; affiancato al primo grande camino ve n'è un secondo, di dimensioni simili. Da una camera situata nella parete Est si può scendere un fangosissimo pozzo di 7m; l'argilla e le concrezioni ostruiscono i vani sottostanti dopo pochi metri. Scendendo fino al fondo del P.90, battuto nella sua ultima parte da un intenso stillicidio dovuto al fatto che questo pozzo è situato sotto il fondo di una dolina, si può trovare riparo in una nicchia che si apre nella parete Nord. Da qui scende un cunicolo scavato in parte nell'argilla, il quale si affaccia su di un vano, che è rimasto per ora inesplorato in quanto vi si scaricano i detriti provenienti dal P.90.
Sul fondo della nicchia una strettoia dà accesso ad una interessante camera, in cui ogni proseguimento è bloccato da frane e concrezioni. Sul lato Ovest del fondo è situato l'ingresso di un angusto cunicolo, tuttora inesplorato.
Salendo infine su una cengia di detriti sul lato Sud del fondo si giunge ad un pozzo di 4m, sul cui fondo, fra i detriti, si apre un pozzo inesplorato di una decina di metri.

NOTA:
Gianni Cesca fu validissimo uomo di punta nelle più importanti esplorazioni del periodo aureo della speleologia triestina.


NOTA DEL 25-09-2000
l'imbocco del P.90 è franato ed è stato parzialmente disostruito pur rimanendo instabile.
(Patrik Trincasa SAS)

Data rilievo: 31/01/1971

Tipo rilievo: Primo rilievo


Autori del rilievo

Autore: Gianfranco Orlandini

Gruppo appartenenza: CGEB - Commissione Grotte Eugenio Boegan


File rilievi presenti

Tipo file rilievo: Pianta e sezione


Scarica rilievo originale
Planimetria georiferita
La georeferenziazione della planimetria della cavità è comunque da intendersi indicativa, per l'accuratezza far riferimento alla scheda rilievi

Data dello scatto: 20/09/2013

Didascalia: Ingresso con numero identificativo

Autore foto: Ferruccio Podgornik

Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino

Data dello scatto: 20/09/2013

Didascalia: Targhetta o numero identificativo

Autore foto: Ferruccio Podgornik

Gruppo di appartenenza: CAT - Club Alpinistico Triestino

Data dello scatto: 09/02/2013

Didascalia: Ingresso

Gruppo di appartenenza: FANTE - Gruppo Speleologico Monfalconese Amici del Fante

Data dello scatto: 09/02/2013

Didascalia: Esterno

Gruppo di appartenenza: FANTE - Gruppo Speleologico Monfalconese Amici del Fante

Descrizione: Targa

Bibliografia
"Pietra verde, Neolitico e post Neolitico, Carso… lo stato della questione" 15 anni dopo
Montagnari Kokelj M., Bernardini F.
Museo Friulano di Storia Naturale (2016)
Tratto da: Gortania. Geologia, Paleontologia, Paletnologia, 37 (2015): 85-97, Udine

Link: https://www.civicimuseiudine.it/images/MFSN/Gortania/Gortania 37_GPP/G37_gpp_Montagnari_ Bernardini_LR.pdf

Categorie: Antropospeleologia

Indici: Archeologia


A distanza di quindici anni dalla pubblicazione della prima raccolta sistematica di dati sui reperti preistorici/protostorici in pietra verde (lame d’ascia, asce forate e altri manufatti in pietra levigata) provenienti da siti del Carso triestino viene presentata una nuova revisione dei materiali.

-100 Monografia delle grotte del Carso triestino con profondità superiore ai 100 metri.
Franco Gherlizza
Club Alpinistico Triestino (1983)
Biblioteca del CSR

Categorie: Documentazione speleologica

Indici: Guide e narrativa

Keyword: Archeologia, Poggioreale


Descrizione interno grotta e reperti trovati.

Analisi paleobiologica dei resti ossei rinvenuti nel pozzo iniziale dell’Abisso Cesca (Gabrovizza - Carso Triestino)
Cenni S., Bartoli F.
Società per la Preistoria e Protostoria della Regione Friuli-Venezia Giulia (1999)
Tratto da: Atti della Società per la Preistoria e Protostoria della Regione Friuli-Venezia Giulia, 11 (1997-1998): 91-103, Trieste

Categorie: Antropospeleologia

Indici: Archeologia


Gli autori prendono in esame i resti scheletrici umani rinvenuti nell'Abisso Cesca e datati, sulla base dei reperti ceramici associati, all'età del bronzo iniziale. Nonostante il numero limitato dei resti è stato possibile determinarne il sesso, l'età alla morte, lo stato di salute e il tipo di dieta.

I mammiferi domestici della Grotta n. 1745/4558 V.G. e di faune oloceniche minori
Riedel A.
Commissione Grotte “Eugenio Boegan” (1974)
Tratto da: Atti e Memorie della Commissione Grotte “Eugenio Boegan”, 13 (1973): 53-88, Trieste

Link: https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2019/05/04-i-mammiferi-domestici-della-grotta-n.-1745-4558-VG-e-di-faune-oloceniche-minori.pdf

Categorie: Antropospeleologia

Indici: Archeologia


L'autore prende in esame, oltre alle faune di due castellieri, anche quelle della grotta Francesco e dell'abisso Gianni Cesca.

I rinvenimenti preistorici nel pozzo iniziale dell’Abisso Cesca (Gabrovizzza - Carso triestino)
Marzolini G.
Gruppo Grotte dell’Associazione XXX Ottobre (1977)
Tratto da: Annali del Gruppo Grotte dell’Associazione XXX Ottobre, 6: 63-67, Trieste

Link: https://www.axxxo.net/annali-vol-vi-1977/

Categorie: Antropospeleologia

Indici: Archeologia


Nell'articolo viene illustrato lo scavo condotto agli inizi degli anni Settanta nella cavità. Oltre alla sequenza stratigrafica vengono forniti i conteggi dei reperti fittili e di fauna recuperati, nonché i numerosi resti scheletrici umani.

Il problema delle antiche sepolture sul Carso triestino
Dario Marini
Società Alpina delle Giulie (1975)
Tratto da: Alpi Giulie, 69 (1): 40-55, Trieste

Categorie: Antropospeleologia

Indici: Archeologia


Il lavoro trae origine dalla scoperta di resti antropologici avvenuta casualmente durante i lavori di disostruzione nella grotta sul castelliere di Nivize (VG 4616), nella grotta Francesco e nell’abisso Gianni Cesca (Poggioreale del Carso). Per la natura del deposito si ritiene che possano essere delle deposizioni intenzionali e non accidentali.

L'infortunistica speleologica nel Friuli Venezia Giulia - Analisi del periodo dal 1808 al 1995
Franco Gherlizza
Federazione Speleologica Triestina (1998)
Biblioteca del CSR

Link: https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2012/02/AnnuarioSoccorso_1998_WEB.pdf

Categorie: Speleologia tecnica

Indici: Incidenti e soccorso

Keyword: soccorso, incidenti


I dati raccolti in questa statistica riguardano 235 incidenti successi nella Regione Friuli Venezia Giulia e che hanno visto coinvolte 322 persone, in gran parte speleologi tesserati a Gruppi Grotte, anche se, come vedremo, non mancano casi in cui sono stati protagonisti giovani alla loro prima esperienza nell'esplorazione del mondo ipogeo. 

Pietra verde, Neolitico e post-Neolitico, Carso e Friuli (Italia nord-orientale): lo stato della questione
Montagnari Kokelj E.
Commissione Grotte “Eugenio Boegan” (2001)
Tratto da: Atti e Memorie della Commissione Grotte “Eugenio Boegan”, 38 (2000): 71-86, Trieste

Link: https://www.boegan.it/wp-content/uploads/2021/01/Pietra-verde-Neolitico-e-post-Neolitico-Carso-e-Fruli.pdf

Categorie: Antropospeleologia

Indici: Archeologia


Viene presentato lo stato della ricerca sulle asce lavorate in pietra verde. Dopo le analisi petrografiche, condotte su alcuni esemplari, è stato possibile formulare l'ipotesi che tra Neolitico e post-Neoliticoci fu un netto cambiamento delle fonti di approvvigionamento.

Agenda

Non sono presenti informazioni

Altri files

Archivio storico