Ingresso principale
| Affidabilità posizione | Corretto |
|---|---|
| Presenza targhetta | Si |
| Area geografica | Carso Triestino |
| Comune | Duino Aurisina / Devin Nabrežina |
| Area provinciale | Trieste |
| Lat. WGS84 | 45,77898692 |
| Lon. WGS84 | 13,69719669 |
| Est RDN2008/UTM 33N | 398720.255 |
| Nord RDN2008/UTM 33N | 5070317.17 |
| Quota ingresso (s.l.m.) | 212 m |
Mappa
Caratteristiche
| Sviluppo planimetrico | 18 m |
|---|---|
| Dislivello totale | 0 m |
| Quota fondo | 212 m |
Breve descrizione del percorso d'accesso
La caverna si apre sotto ad una traccia di sentiero che percorre le pendici settentrionali del Monte Sedlen. Poco più in alto si trova la Caverna 3° del Monte Sedlen (898/4038VG).
Per raggiungere la cavità, si percorre la vecchia strada militare che conduce al valico confinario di Comeno. Lungo la strada si incontra un cartelleo segnaletico (Dogana a 300m). Da questo punto, ( grande slargo dove si può parcheggiare) arretrando di alcune decine di metri, si nota, dall'altro lato della strada, l'imbocco di un ampio sentiero. Ci si inoltra lungo questa carrareccia per una trentina di metri e poi si piega decisamente a destra, lungo una traccia di sentiero che presto diventa una vecchia e larga strada militare. Dopo aver percorso una settantina di metri si nota, sulla sinistra, una lunga trincea artificiale che porta alla grotta 894/4037VG (Caverna 2° del Monte Sedlen). Proseguendo ancora, si arriva nei pressi della 898/4038VG (Caverna 3° del Monte Sedlen) e si continua a scendere, in direzione Est, per alcune decine di metri, fino ad incontrare la trincea che porta all'ingresso della grotta.
In alternativa a questo percorso si può salire dalla strada per il confine di Comeno, lungo il sentiero CAI n°3, segno rosso e bianco dipinto su una roccia posta al lato sinistro della strada, nei pressi del parcheggio per le macchine. Il sentiero lambisce l'inizio del sentiero che porta alla caverna.
Descrizione dei vani interni della cavità
Il vano originario è stato notevolmente allargato dagli austriaci, per cui attualmente si rileva a stento che in realtà si tratta di una cavità naturale. Il suolo è coperto da minuti detriti rocciosi nerastri e bituminosi.
