Ingresso principale
| Affidabilità posizione | Corretto |
|---|---|
| Presenza targhetta | Si |
| Area geografica | Carso Goriziano |
| Comune | Sagrado |
| Area provinciale | Gorizia |
| Lat. WGS84 | 45,86768 |
| Lon. WGS84 | 13,54312 |
| Est RDN2008/UTM 33N | 386922.158 |
| Nord RDN2008/UTM 33N | 5080377.953 |
| Quota ingresso (s.l.m.) | 102 m |
Mappa
Caratteristiche
| Sviluppo planimetrico | 14 m |
|---|---|
| Profondità | 16,7 m |
| Dislivello totale | 16,7 m |
| Quota fondo | 85,3 m |
Breve descrizione del percorso d'accesso
Da San Martino del Carso si segue la strada asfaltata in direzione di Marcottini per 750m, fino ad una curva a 90 gradi a sinistra, quindi si prosegue ancora per 170m e si esce in direzione Sud, per ulteriori 50m, arrivando così nella dolina in cui si apre la cavità.
Descrizione dei vani interni della cavità
Secondo le testimonianze degli anziani di San martino del Carso, la cavità, prima della Prima Guerra Mondiale, si presentava come una voragine molto profonda, riempita dall'esercito Austro-Ungarico con il materiale di scavo di alcune caverne artificiali adiacenti.
Il nome " Grotta dei Manzi" deriva dalla tradizione popolare che racconta di una coppia di buoi che precipitarono nella cavità durante i lavori nei campi circostanti. Si racconta anche che nell'800 un uomo vi gettò la propria moglie e che durante il recupero del corpo si sentiva il rumore di un corso d'acqua sotterraneo.
Questa leggenda è in parte convalidata dal fatto che, durante la Prima Guerra Mondiale, un comando dell'esercito Austro Ungarico qui insediatosi, costruì una vasca per la raccolta dell'acqua con un tubo di pompaggio che scendeva tra i detriti. Una parte del tubo fu ritrovata negli anni'70.
Dopo tanti anni si è fatto un primo tentativo di riportare alla luce la cavità, scoprendone però, solo una parte: un pozzo laterale di circa 11m.
Per l'occasione sono state rilevate anche le caverne artificiali.
