Breve descrizione del percorso d'accesso
La cavità s'apre, con un imbocco di esigue dimensioni, a metà di una parete verticale sita sul lato sinistro della forra del torrente Cosa, nei pressi della confluenza con il torrente secondario proveniente dalla Frazione di Ominutz.
Descrizione dei vani interni della cavità
Il nome di grotta dell'Orso deriva dal ritrovamento al suo interno di uno scheletro quasi completo e in buono stato di conservazione di Ursus Spelaeus successivamente trasferito ed esposto al Museo della Grotta di Pradis).
Si tratta di una cavità che talvolta funge da risorgiva temporanea, drenando all'esterno le acque dei vari rami interni.
L'ingresso è formato da un basso cunicolo (alto 40cm nei punti più bassi) che dopo circa 50m raggiunge un sistema di vaste caverne intercomunicanti.